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martedì 24 luglio 2012

252 - Primi concerti (5)

Con il Quarto concerto (KV 41) abbiamo l'occasione di ascoltare per l'ultima volta Honauer e Raupach. Se non fosse per il tempo centrale in sol minore, tonalità che poi Mozart avrebbe innalzato a vette magnifiche, sarebbe l'opera meno interessante delle quattro esaminate. Tanto i movimenti estremi (entrambi di Honauer) sono sbrigativi e sommari, con la puntuale grandinata di accordi nelle prime battute, quanto è più meditato il pezzo centrale nella sua delicata desolazione:


Può darsi che la particolare tristezza di questa musica e di questa tonalità abbia colpito l'ancor giovanissimo compositore, magari anche solo inconsciamente, per poi germogliare negli esiti futuri delle due Sinfonie in sol minore e del primo Quartetto per pianoforte.


giovedì 12 luglio 2012

247 - Primi concerti (4)

Con il KV 40 Mozart ripesca Honauer (I tempo), mentre nel secondo movimento si basa su un brano di Eckard e nel terzo ricorre a un pezzo di carattere di una nostra vecchia conoscenza, Carl Philipp Emanuel Bach.

Lodato da Della Croce come "poeta della tastiera", Eckard fornisce al bambino prodigio una sonata in un tempo solo, a dire il vero un po' sdolcinata, ma buona per far pratica e assorbire un altro bel po' di stile galante dopo quello ammannito da Johann Christian Bach nelle sinfonie.


Non potrebbe essere più evidente il contrasto col tempo conclusivo, costruito sulla Boehmer, dal tema non popolare ma comunque incisivo e martellato. Carl Philipp Bach si dilettava di scrivere delle miniature con titoli francesi e tedeschi, e tra questi figura per l'appunto questa Boehmer, una sorta di corsetta sulla tastiera dai toni gioiosi un po' rozzi, lontani dalle emozioni visionarie del Bach di Berlino. 

Mozart stavolta ci aggiunge poco, ripetendo la melodia con l'orchestra e schiaffando in partitura qualche effimero intervento dei fiati.




lunedì 6 febbraio 2012

231 - Primi concerti (2)

Il finale del 1° concerto ricorda molto, nella struttura, il movimento iniziale: esposizione brevissima, temi quanto mai semplici e cantabili.


Questo brano proviene da una sonata di Honauer, autore oggi pressoché ignoto e dai modi musicalmente piuttosto spicci e rozzi, come assicura il Della Croce. Ciò non toglie che il fraseggio sia comunque spigliato e gradevole; Mozart lo asseconda con interventi orchestrali discreti.