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domenica 25 novembre 2012

282 - Dormite sul pentagramma (2)

Né è sfuggita la debolezza di alcune composizioni da camera che obiettivamente poco aggiungono alla produzione mozartiana, ammesso che vadano effettivamente attribuite al nostro autore. Opere come il Trio KV 266 (che probabilmente è il torso di una composizione che avrebbe dovuto contenere un numero maggiore di movimenti) o la negletta Sonata per fagotto e violoncello KV 292 di cui s'è parlato in un post precedente:


Di fattura non sgraziata, ma alquanto anonimo, il Trio KV 266 è ancora all'antica, privo di quelle finezze cui Mozart ci ha abituati. Dopo l'Adagio, che non sarebbe un'anomalia per questo tipo di composizioni, abbiamo un minuetto un po' più spigliato. Ad ogni buon conto l'autore, chiunque egli fosse, dopo averlo terminato deve avere abbandonato la composizione.

Anche diverse opere scritte a Parigi sotto finite nell'occhio del ciclone. Dalle danze confuse con quelle di altri compositori (Les Petits Riens, la Gavotta KV 300 che non conta ancora neppure un'esecuzione su YouTube) agli svogliati quartetti per flauto fino alla Sinfonia KV 297, questa produzione all'ombra della Tour Eiffel concede troppo al volubile gusto del pubblico, senza peraltro ottenere il successo sperato:


La popolarità attuale della Sinfonia parigina è però innegabile, forse proprio grazie alla sua allegria superficiale e alle numerose ripetizioni che suggerirono all'Abert un appropriato commento: "Ne consegue la rinuncia alla profondità e all'originalità delle idee fondamentali e della loro elaborazione, nonché una certa verbosità che si manifesta, a  onta della volontà di concentrazione, nella tendenza a ripetere cose già dette, quasi nel timore che l'ascoltatore non abbia ben afferrato". Il pubblico parigino applaudì il primo e il terzo movimento, ma mugugnò durante il secondo, inducendo Mozart a scrivere un altro tempo lento. 

Interessante è il modo in cui, almeno in quel di Parigi, la gente assisteva agli spettacoli musicali: gli applausi non scrosciavano solo alla fine dei singoli movimenti, ma anche durante melodie particolarmente gradite. Ce lo attesta lo stessso Mozart: "A metà dell'Allegro c'era un passaggio che sarebbe piaciuto. Tutti gli ascoltatori ne furono trascinati e un grande applauso proruppe".

giovedì 12 gennaio 2012

209 - Di Mozart oppure no? (7)

Tra le opere dubbie, ma non prive di interesse, si conta anche la misteriosa Ouverture KV 311a, scritta presumibilmente a Parigi e composta da due tempi (Andante pastorale e Allegro spiritoso). Nella sua monografia, il Della Croce si sofferma su questa composizione senza schierarsi, ma di fatto non se la sente di assegnarla a Mozart. 

Indipendentemente dalle considerazioni riguardanti l'autenticità, la presenza in rete dell'ouverture ci offre un'ottima occasione per ascoltare una musica tutt'altro che spregevole, forse non ancora incisa:


Due parole sulle argomentazioni riepilogate dal Della Croce a favore dell'autenticità e contro. Stando alle lettere di Mozart, due sarebbero le sinfonie che scrisse a Parigi. Una è quella che porta il nome della città, l'altra potrebbe essere questa.

Bellissimo, tra l'altro, l'incipit dell'Allegro spiritoso (1:34) che ha mandato in visibilio più d'un critico. Senonché altri, in particolare il musicologo Ernst Hess, hanno messo in evidenza alcuni errori nella partitura, simili a quelli commessi da Süssmayr nel completamento del Requiem, che di fatto rappresentano l'argomento più forte di chi nega l'autenticità dell'opera.

lunedì 2 gennaio 2012

199 - Buona la seconda

Altra rarità purtroppo quasi dimenticata è l'Andante alternativo per la Sinfonia parigina KV 297, che acquista certamente valore da questo movimento che Mozart scrisse in sostituzione di quello che siamo abituati ad ascoltare e che non piacque ai suoi primi ascoltatori perché troppo lungo:



Mozart accorcia dunque tempi e battute (da 98 passa a 58) e mantiene solo la tonalità (sol maggiore). Il tema è chiaramente definito e il brano è nel complesso più accattivante di quello originariamente previsto da Mozart per la Sinfonia, oltre ad essere provvisto di sezioni contrastanti e persino in minore.


Curiosamente, però, col trascorrere del tempo le cose si sono rovesciate, sicché questo movimento si ascolta molto di rado e come pezzo isolato, mentre l'altro è rimasto parte integrante della KV 297.

martedì 8 novembre 2011

148 - Di Mozart oppure no? (3)


Mi viene spontaneo un parallelo con la Sinfonia (pure concertante) KV 364, in cui Mozart ha raggiunto livelli simili, pur strutturando in modo completamente diverso il tempo centrale. Anche lì il terzo movimento era più disteso rispetto ai primi due e "abbassava il tono" pur senza compromettere il livello compositivo. Qui invece le profondità del II tempo quasi appiattiscono, e l'attrattiva principale del pezzo è un inatteso rallentamento prima del rapidissimo Vaudeville conclusivo.

Un finale "à la mode", dunque, come lo stesso Mozart ne ha composti in occasione del Concerto per arpa, per non dire delle numerose concessioni al pubblico fatte nella Sinfonia "Parigi". E nel quale compare in ogni caso (0:43-0:46) un altro passaggio tipicamente mozartiano, che ricorre in molte opere della sua produzione ma non in quelle dei contemporanei.

Tutto sommato, pur considerando in blocco i difetti di questa partitura comunque affascinante, io direi che è di Mozart. I suoi tratti stilistici ci sono, lo sviluppo che si allontana dall'esposizione pure, la maestria di scrittura anche. Per sincerarsene si confronti questa Concertante con quella di Haydn (detta anche Sinfonia n. 105 e scritta nel 1792), che pur con i suoi indubbi pregi, nonché uno splendido finale con tanto di recitativo scherzoso all'insegna della più spassosa ironia haydniana, resta nel complesso al di sotto.

lunedì 5 settembre 2011

93 - Sinfonie in ombra?

Parlando del Mozart di ritorno da Parigi, s’era accennato alle due Sinfonie KV 318 e KV 319. Della prima ci eravamo occupati nell’articolo sulla Zaide, ma anche la KV 319 merita un approfondimento. Intanto dimostra che anche a Salisburgo Mozart poteva scrivere sinfonie d’ampio respiro, e se ne avesse scritte di più in questo e nei successivi periodi avrebbe inanellato molti più capolavori in questo genere che – se si levano gli ultimi, notissimi esempi – è un po’ lasciato in disparte a vantaggio di Haydn e altri compositori coevi.



Tutto il clima, come nella Sinfonia KV 318  o nella Serenata KV 320, è placido o trionfale, senza ombre, così non tradisce la rabbia che Mozart certamente doveva provare nei confronti dell’Arcivescovo e della città natale.

Pressoché sconosciuto, invece, è l’Andante moderato. Il tema scarno, ripiegato su se stesso, dà avvio a un brano che alterna periodi quasi divertiti ad altri più passionali, ma questi ultimi sono in ogni caso prevalenti:






sabato 6 agosto 2011

85 - Effemeridi mozartiane

Les Petits Riens, KV 299b, ovvero "Indovina quali sono i brani che ha scritto Mozart": dei 20 pezzi (più ouverture), 12 sono di mano mozartiana, gli altri no. Nessuno però si prese la briga di specificare, all'epoca della rappresentazione, gli autori effettivi dei singoli brani.

Uno dei rari balletti di Mozart, les Petits Riens è stato composto a Parigi ed è effettivamente una serie di rapide immagini musicali senza troppe pretese. Discreta l'ouverture; di tanto in tanto si coglie qualche passaggio inconfondibile (per il flauto, al minuto 6):



Nell'ouverture, verso la fine, c'è una frase che tornerà nelle Nozze di Figaro, precisamente alle parole "Sembra fatto inver per te". Una dimostrazione di autenticità?