Nonostante abbia affrontato diversi generi, il compositore tedesco-svedese Joseph Martin Kraus (1756-1792) è più che altro ricordato e apprezzato come sinfonista, oltre che per il fatto di essere nato nello stesso anno di Mozart e vissuto solo un anno più di lui. Vale tuttavia la pena di addentrarsi nella sua produzione e nella sua biografia.
sabato 17 novembre 2012
274 - Grandi contemporanei: Joseph Martin Kraus
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venerdì 16 novembre 2012
273 - A ritroso fra le sonate (3)
Ed eccoci alla sonata più popolare e conosciuta di Mozart, la KV 331 in la maggiore o, per dirla in modo spiccio, quella con la "Marcia turca". Si deve infatti al 3° movimento di quest'opera, dal tema inconfondibile e di sapore orientale, quest'immensa notorietà che ha poco che vedere con il Mozart minore, tant'è vero che se ne trovano trascrizioni per ogni strumento possibile:
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giovedì 15 novembre 2012
272 - Recitativi accompagnati (8)
All'abbondanza di recitativi accompagnati, nell'Idomeneo fa riscontro una qualità sempre elevata: lo abbiamo visto nei primi due esempi dell'opera, ovvero gli sfoghi di Ilia e di Elettra. Tocca ora al personaggio del titolo, una sorta di antieroe, mettersi in mostra con questo espediente tecnico.
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mercoledì 14 novembre 2012
271 - Danza che ti passa
Come mai un genere coltivato e praticato da Mozart per tutta la sua vita (cominciò a scrivere danze a 13 anni e continuò fino all'ultimo anno, in cui inondò letteralmente le sale di minuetti, come quelli del video seguente, e altri balli all'epoca in voga) è rimasto così in ombra, anche durante l'era di Internet?
martedì 13 novembre 2012
270 - Solo per divertimento? (15)
Nel 4° movimento c'è il consueto minuetto, che stavolta è però arricchito da tre variazioni di tipo ornamentale e con queste si alterna. Manca di conseguenza il Trio.
Il Rondò che segue, col suo tema scacciapensieri, potrebbe essere tranquillamente il finale dell'opera, ma in realtà Mozart ci ha riservato una piccola sorpresa, come vedremo. Alcuni passi raffinatissimi (quello turcheggiante in minore a 1:50, per esempio, in cui si contrastano un tema minaccioso e una melodia sorniona dell'oboe) rimandano alla meravigliosa vena melodica del primo tempo:
Il rondò è atipico, perché al posto delle strofe ha veri e propri episodi di peso ragguardevole, in cui anche il tempo della musica si altera prima di ritornare al tema di base. L'ultimo movimento però non è questo, bensì una piccola Marcia alla francese, caso molto raro se non unico in Mozart (per quanto egli concluda sovente le sue Serenate con una marcia), che ha l'effetto di un "rompete le righe":
lunedì 12 novembre 2012
269 - "Nessun valore musicale considerevole"
Nessuno si sarebbe scandalizzato se ci avessero parlato delle Contraddanze KV 267 (mai sentite?) come un buon pezzo. O forse qualcuno sì, un paio, di nome Wyzewa e Saint-Foix, per i quali non contenevano "nessun valore musicale considerevole". Il secondo poi, vide meraviglie nell'improbabile lento del Concerto KV 268, dichiarato spurio a furor di critica e probabilmente composto da un violinista amico di Mozart che aveva poche speranze nel campo della composizione.
Le quattro Contraddanze del nostro post, scritte più per piacere personale e altrui che per mettere in luce un solista, sono uno dei numerosi lavori scritti da Mozart per il carnevale (salisburghese o viennese, secondo i casi). Le danze, poi, sono l'ordinaria amministrazione nell'agenda d'impegni mozartiana, ma anche in questo caso mostrano una cura non disprezzabile dell'orchestrazione, sempre varia e felicemente realizzata.
Si troverà particolarmente azzeccato il minestrone timbrico del secondo brano (1:26), dove flauti, fagotti e corni fanno la loro porca figura.
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domenica 11 novembre 2012
268 - A ritroso fra le sonate (2)
Più agitata e spumeggiante della Sonata KV 333, quella precedente in fa maggiore (KV 332) sembra voler sfruttare in lungo e in largo le potenzialità del fortepiano, specie nel tempo centrale (uno studio minuzioso sugli abbellimenti) e nel finale caratterizzato da una vivacità debordante che abbraccia il registro acuto dello strumento.
I due temi sono fintamente contrastanti: in fa maggiore il primo, in do minore il secondo (ma è un do minore quasi giocoso, certo non appassionato come nel caso della Sonata in quella tonalità). Questa irregolarità nello schema della forma sonata aggiunge pepe alla musica:
Sembra oltretutto un pezzo fatto apposta per i sostenitori dello stile galante: l'armonia riporta bassi albertini a gogò in tutti e tre i movimenti (quei bassi albertini che indussero il Buscaroli a dar ragione a Gould, quando questi diceva che Mozart fosse tanto sopravvalutato), quasi a dimostrare che si può scrivere ottima musica anche senza ricorrere all'arte del contrappunto. Nel tempo iniziale vi accenna invero una volta, quando riprende con la mano sinistra uno spezzone del lungo primo tema.
Accidentale, ma comunque interessante, è la somiglianza del secondo soggetto con l'aria "La donna è mobile" (0:46), che non coincide però con una parentesi lirica, perché il brano riprende subito dopo con rinnovata velocità. Né sorprende il fatto che lo sviluppo cominci con una melodia ancora non udita nell'esposizione: questo rientra anzi nella prassi compositiva mozartiana.
Resta così l'Adagio, tutto buone maniere e gruppetti, si potrebbe considerare un ciclo di variazioni ornamentali, ma in realtà anche qui abbiamo abbiamo due temi che vengono ripresi e variati una sola volta. Si noti che il pezzo si presenta in due versioni che differiscono nella scelta degli abbellimenti.
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