Dopo il canone scherzoso-offensivo diretto al povero Peierl, eccone un altro, più turistico-familiare, su uno dei luoghi più noti di Vienna. Anche questa breve composizione potrebbe essere pensata come un pezzettino per strumenti a fiato. Il tema è accordale e vivace, e il brano non deve aver richiesto molto tempo per esser composto:
domenica 31 luglio 2011
82 - Un canone sul Prater
sabato 30 luglio 2011
81 - L'altro rondò
Con il rondò KV 382 in re, Mozart scrive un piccolo concerto nel concerto. Si tratta infatti di un rondò diviso in tre fasi (Allegretto grazioso, Adagio, Allegro) da inserire come finale sostitutivo del Concerto KV 175.
Quest'opera, ancora un po' barocca nei primi due tempi, virerebbe decisa verso il Classicismo con questo rondò, qui presentato nell'esecuzione di Brendel (ma quella più smagliante è ad opera di Kissin, che ha reso un po' meno meccanico il carattere del tema).
In realtà, più che un rondò, possiamo intenderlo come un tema con variazioni, ma l'insistenza con cui la melodia iniziale torna (non variata) durante il brano rende logico il nome che le è stato assegnato.
L'accelerazione con cui il pezzo volge al termine ricorda da vicino quella che si riscontra in un altro finale, quello (stavolta a pieno titolo) del Concerto KV 453 in sol. D'altronde anche quel finale era in forma di variazioni:
(La parte accelerata comincia a 5:00)
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rondò
venerdì 29 luglio 2011
80 - Mozart da riscoprire: un rondò per pianoforte e orchestra
Due sono i rondò che Mozart scrisse per pianoforte e orchestra: il KV 382, in realtà una serie di variazioni su un tema impettito e meccanico, e lo splendido benché scarsamente noto KV 386, nella tonalità già di per sé allettante di la maggiore. Entrambi i brani sono due finali sostitutivi, riservati rispettivamente al Concerto KV 175, il primo scritto interamente da Mozart, e al KV 414, altro gioiello.
Molte le caratteristiche che rendono affascinante il Rondò KV 386. Intanto meraviglia la presentazione orchestrale, raramente così estesa in un finale di concerto, quasi dovesse trattarsi piuttosto di un movimento di apertura; è poi piacevolmente sovrabbondante il numero dei temi (se non vogliamo considerarli soltanto dei puri e semplici couplet, strofe) che s'intersecano e si alternano alla melodia principale. Quest'ultima è un altro elemento sorprendente, perché il soggetto di un rondò è di norma piuttosto vivace, mentre questo è singolarmente malinconico.
(Esecuzione al fortepiano)
(Esecuzione al pianoforte)
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lunedì 25 luglio 2011
79 - Un altro Mozart da scoprire
I canoni composti da Mozart non sono molto noti, ma alcuni andrebbero riscoperti, e con gusto: il KV 560 (O du eselhafter Peierl), che potrebbe tranquillamente essere eseguito da un esemble di strumenti a fiato, ci porta nel mondo della serate tra amici. Qui Mozart gioca uno scherzo, un po' greve, ma riabilitato e nobilitato dalla sua musica:
Il tema, quasi haydniano con le sue note ribattute, si prende gioco rudemente del tenore Peierl e il salto di un'ottava verso la fine sottolinea un insulto in piena regola, prima che giungano le scuse.
martedì 17 maggio 2011
78 - Marce per orchestra: KV 335 n. 2
L’altra marcia probabilmente destinata a chiudere la Serenata Posthorn sfoggia una folla di temi, alcuni dei quali anche intonati dai fiati, alternando momenti imperiosi ad altri più dolci. Orchestrata per archi, corni, trombe e flauti. Priva di sviluppo, la marcia prosegue con una seconda parte (2:01), altrettanto leggera e ottimista, dove vengono introdotte melodie totalmente nuove:
La Serenata Posthorn vede Mozart scalpitante e furibondo a Salisburgo, oltre che desideroso di cambiare aria al più presto. Gli ci vorranno ancora due anni per andarsene, ma intanto fioccano capolavori: se non la Messa dell’Incoronazione KV 317, ancora incerta, le Sinfonie KV 318 e KV 319, con questa Serenata, mostrano uno stile sanguigno, lontano dalle concessioni parigine.
Si son volute notare nel trio del postiglione la volontà e la speranza di ripartire verso mete ambiziose, ma quest’opera è trionfale e l’unico movimento nettamente contrastante è il quinto movimento di cui s’è già parlato in http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/48-un-mozart-serissimo.html.
I tempi ampi e solenni del primo tempo, con un Adagio introduttivo davvero maestoso, ci porterebbero già a Vienna se solo Mozart non avesse chiuso quasi del tutto con le Serenate nella capitale austriaca.
domenica 15 maggio 2011
77 - Alle soglie del Ratto dal Serraglio: l’incompiuta Zaide (4)
Opera senza capo né coda (nel senso che le mancano l’ouverture e il finale), la Zaide è stata completata con mezzi puramente strumentali e già disponibili, attingendo ovvero dall’ampio arsenale delle musiche composte da Mozart per l’orchestra e più o meno coeve. Così saltò fuori la sinfonia KV 318 come probabile presentazione dell’opera, mentre la baldanzosa marcia KV 335 venne adottata come conclusione festosa.
A dire il vero, non essendosi conservato il libretto dell’opera, non sappiamo neppure se questa finisse bene o male, per cui la scelta della marcia appena menzionata è palesemente arbitraria. In realtà non è chiaro se le due marce KV 335 fossero comprese nel prezzo della Serenata Posthorn KV 320 o di qualche altra opera dello stesso genere.
domenica 1 maggio 2011
76 – Alle soglie del Ratto dal Serraglio: l’incompiuta Zaide (3)
Una caratteristica che non troveremo in nessun’altra opera mozartiana sono i melologhi, in cui i cantanti recitano e non cantano, ma sono accompagnati dall’orchestra. In questo che segue Gomatz, che ancora non ha conosciuto Zaide, si lamenta del proprio destino (da 0:59 in poi) dopo un breve coro di schiavi.
Anche il sultano ha il suo bravo melologo per manifestare la propria rabbia dopo che Zaide è stata rapita.
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