giovedì 6 gennaio 2011

56 - La passione per il virtuosismo

Entrambe (probabilmente) dedicate a Elisabeth Wendling, le due arie qui proposte sono state scritte nello stesso periodo dell’Idomeneo, ma con uno scopo chiaramente diverso. Nell’opera la caratterizzazione dei personaggi spesso prevale sulle esigenze dei cantanti (es. il Quartetto “Andrò ramingo e solo” al posto dell’aria di bravura per Tizio o Caio), nelle arie isolate centro e destinatario dei brani è la cantante da valorizzare di turno.

 “Ma che vi fece, o stelle / Sperai vicino il lido” è ancora un’aria in vecchio stile, con la puntuale cadenza verso le ultime battute e la seconda strofa piazzata nel mezzo della composizione. Abbondano le colorature e i passaggi ardui:



In “Misera dove son / Ah non son io che parlo” lo schema è qui precisamente quello del “Popoli di Tessaglia”, pezzo certamente più ambizioso e curato di questo: recitativo, prima parte dell’aria lenta e poi finale rapido. Una struttura che ha il pregio di ridurre un po’ le ripetizioni dell’aria tripartita chiudendo col fuoco e le fiamme che chiamano l’applauso.


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