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martedì 10 luglio 2012

245 - Tra CPE Bach e WF Bach

All'insegna dell'improvvisazione totale, il Preludio modulante KV 624a (un tempo KV deest per gli amici) può essere considerato uno strimpellio qualsiasi, ma ciò nonostante non è privo di grazia. Modulante perché passa da mi minore a fa maggiore, con un po' di immaginazione si può anche considerare un brano a metà fra le (molto) libere fantasie di Wilhelm Friedemann e le composizioni omologhe di Carl Philipp Emanuel Bach:


Man mano che la musica prosegue, il brano acquista senso e profondità, avvicinandosi alle curiose evoluzioni del Capriccio KV 395, forse l'unico brano mozartiano al quale sia collegabile. Le analogie con quella composizione suggeriscono una data per questa intorno al 1782: per una volta, infatti, il numero di catalogo è slegato dall'ordine cronologico: il 624 è infatti riservato alle cadenze che Mozart scrisse per i suoi concerti pianistici, quasi fosse una sorta di parcheggio per brani atipici.

domenica 20 novembre 2011

158 - Un ponte ideale tra Bach e Beethoven

Difficile ascoltare l'Adagio e Fuga KV 546 senza pensare a Bach, anche se con quest'opera Mozart dimostra che sono ormai lontani i tempi delle fughe per Konstanze che restavano regolarmente incompiute e denunciavano l'evidente influsso di un autore che era fin troppo scopertamente preso a modello.

Con l'Adagio e Fuga abbiamo infatti non un pezzo "neobarocco" ai tempi del Classicismo, bensì un brano compiutamente classico e persino inquietante. Non è neppure un salto sul carro dello Sturm und Drang o un'iniezione più o meno salutare di preromanticismo; anche i figli più audaci di Johann Sebastian (Wilhelm Friedemann e Carl Philipp) non hanno parte in questa composizione che chiaramente non è rivolta al pubblico, e rappresenta di fatto l'ampliamento di un'opera precedente, la Fuga per due pianoforti KV 426.



In genere l'Adagio e Fuga si esegue con l'orchestra per esaltarne la potenza e l'impetuosità, che sotto certi aspetti ricorda Beethoven. Tuttavia Mozart concepì questo dittico per quartetto d'archi, ottenendo un effetto ancor più sinistro e singolare:



martedì 23 novembre 2010

10 – Ancora Bach, stavolta per gli archi

Pungolato dal passatista Van Swieten, Mozart non si limitò a scrivere delle composizioni nello stile dei Bach e di Handel, ma trascrisse anche alcune fughe di Johann Sebastian per trio (KV 404a) e quartetto d'archi (KV 405).* È un vero guaio che la discografia abbia sorvolato sul secondo arrangiamento, che ci avrebbe svelato altri particolari dell'incontro fra due tra i massimi geni del mondo. A parziale consolazione vostra e mia, ecco la trascrizione della Fuga in mib per archi:



Bella, vero? Le altre fughe trascritte della KV 405 sono quelle in do min., in re maggiore, in re# minore e in mi (II vol. della Tastiera ben temperata).

Più complesso il discorso per il KV 404a. Si tratta di opere per trio d'archi (sei preludi e fughe): l'ultima fuga è di Wilhelm Friedemann, le altre tutte di Johann Sebastian, mentre i preludi sono in due casi di quest'ultimo e in quattro – forse – di mano mozartiana.


Per quanto volutamente arcaicizzanti, i preludi non bachiani tradiscono l'autore classico… Quanto a Wilhelm Friedemann, per avere un'idea di cosa sapesse scrivere basti un esempio:

La seconda paccata di contrappunto non sarà tuttavia ancora così determinante per Mozart, o almeno non subito. Come sempre, niente degli influssi esterni va perso né finisce col predominare nella sua musica, che attinge allo stile galante e a quello severo mantenendo sempre un carattere unico.

* Per amor di completezza ci sarebbe da mettere in conto anche le orchestrazioni del Messia (KV 572) e di Acis e Galatea (KV 566), entrambe di Handel.