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venerdì 2 novembre 2012

261 - Di Mozart oppure no? (11)

In alcune edizioni integrali delle sonate mozartiane si può rintracciare una "diciannovesima sonata" con tanto di numero di catalogo aggiunto a posteriori (KV 498a, o meglio App. 136) e costituita da due brani controversi (un Allegro e un Minuetto, che secondo una teoria non verificata potrebbe essere il secondo dell'Eine kleine Nachtmusik) e due pezzi ricavati da movimenti dei concerti di Mozart per tastiera (KV 450, 456 e 595) che sono stati con tutta probabilità aggiunti successivamente per formare una sonata completa. 

Benché nel 1806 sia stata inizialmente attribuita ad August Eberhard Müller, questa sonata ha tentato i critici inducendoli ad ascriverla a Mozart, anche per via dei due tempi posticci basati su un materiale tematico a loro materiale. Molte, però, sono le riserve che si possono nutrire sull'autenticità, almeno per quanto riguarda l'Allegro iniziale:


Alcune caratteristiche (l'esposizione dei temi e la sua conclusione, il fatto di derivare il secondo dal primo, il fraseggio un po' accademico) farebbero pensare a Clementi e alle sue sonate didattiche. Indubbiamente più mozartiano il minuetto:


Senza arrivare a dire, con l'Einstein, che questo minuetto potrebbe essere il pezzo mancante della Piccola serenata notturna (che a quanto pare in origine aveva 5 movimenti e non 4), nel modo di trattare l'armonia e la parte della mano sinistra in particolare riconosciamo il Mozart sonatistico. 

Non mancano inoltre minuetti o brani con il tema cromatico nella sua produzione, anche se pare azzardato assegnare a colpo sicuro un pezzo basandosi su argomenti così fragili:








venerdì 28 settembre 2012

256 - Sfide

Riprendendo il nome d'una fortunata trasmissione televisiva, questo post esce alla luce per dimostrare anche il mondo della musica classica ha avuto le sue brave sfide. Una delle più note per i classicisti è quella tra Mozart e Clementi, qui illustrata ammodo:



In altre parole (o in altri suoni), vengono eseguite le musiche esibite in occasione di quell'incontro. C'è anche il celebre tema della Sonata in si bemolle che ottenne fama e celebrità passando nell'Ouverture del Flauto magico. Difficile pensare a un omaggio, però: Mozart disse le proverbiali peste e corna del povero Clementi, colpevole d'essere "un puro mechanicus". 

Forse, se non avesse suonato proprio il piatto Allegro che, come unico squillo, vanta il futuro tema del Flauto magico, Clementi avrebbe ricevuto un giudizio meno impietoso. Per esempio sarebbe andata a meraviglia questa:


Ovviamente questa sonata è stata composta un pochino più tardi (1821), ma evidentemente l'abilità clementina nella composizione doveva ancora perfezionarsi quando ebbe luogo lo scontro con Mozart. Fino a un certo punto, però:


Questa era del 1782, dunque in tempo per la sfida.

mercoledì 20 aprile 2011

70 - Mozart appassionato

Dopo aver ascoltato il Mozart serio (http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/48-un-mozart-serissimo.html) e il Mozart magniloquente (http://dailymozart.blogspot.com/2011/04/64-mozart-magniloquens.html), e prima di riprendere quello operistico, prendiamoci una pausa con le composizioni in cui Mozart ha toccato i vertici del preromanticismo, rivelando una passione sconosciuta al proprio secolo che ritroveremo presto in Beethoven.

L'esempio più famoso è la Sinfonia in sol minore (KV 550), qui in una versione cameristica:




La prima delle opere che vengono alla mente parlando di beethovenismo mozartiano è il Concerto per pianoforte in re minore. Alcuni violentissimi passaggi segnano l'intero primo movimento, alla fine del quale par quasi di sentire una minaccia nella chiusa orchestrale ("Sta' in campana, non è mica finita").



Questo presagio inquietante si avvera inaspettatamente nel secondo tempo sotto forma di tempesta sonora (4:15), dopo la liricissima parte iniziale:




Tra le opere più crude e tormentate, e più vicine alla souffrance de vivre ottocentesca, non si può scordare il Quintetto in sol minore KV 516:





Il do minore della sonata KV 457, già analizzata in http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/45-evoluzione-della-sonata-in-do-minore.html e http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/46-evoluzione-della-sonata-in-do-minore.html (e qui eseguita da Richter), è un altro nido di passione musicale scatenata fin dal primo accordo ascendente.

mercoledì 5 gennaio 2011

55 - Nemici, rivali e avversari (e tre)

Ricordate chi suono il Quartetto delle Dissonanze con Mozart la famosa volta in cui Haydn elogiò l’amico e collega davanti al padre? Oltre a Haydn stesso e a Dittersdorf, c’era il grande sinfonista Vanhal, compositore certamente da rivalutare che non è stato ancora degnamente riscoperto.

Non si può dire che Vanhal fosse un rivale di Mozart, né si conoscono giudizi dell’uno sull’altro, ma ad ogni modo quest’autore meritava d’essere ricordato, e non solo per una Sinfonia in sol minore che ebbe il suo bravo influsso sulla “Piccola” in sol minore mozartiana KV 183. Tra i contemporanei del Nostro, questo è uno dei più bravi e fortunati: in genere chi ama la musica di Mozart apprezza particolarmente anche quella di Vanhal:


Ben diverso è il caso di Clementi, compositore certamente più noto ma detestato da Mozart, che ne stroncò le capacità tecniche e compositive in una lettera a Leopold, forse più per la nota antipatia che provava nei confronti degli italiani che per altro. Per una volta la fama di un suo rivale ha superato il proprio tempo e Clementi è oggi ben noto agli appassionati come sonatista e sonatinista:



Sbagliato, tuttavia, accusare Mozart di plagio (e se plagio è stato, è stato anche un bene per la musica) per l’inaspettata comparsa del tema della Sonata seguente nell’Ouverture del Flauto Magico. Si può ben confrontare la debolezza del brano clementino con il brio e la maestria contrappuntistica del geniale avversario: