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sabato 24 novembre 2012

281 - A ritroso fra le sonate (5)

La Sonata KV 330 in do maggiore, complessivamente una delle meno interessanti del corpus pianistico mozartiano per via dei due tempi estremi un po' troppo blandi, è considerata una sonata facile sotto l'aspetto tecnico, ma è di carattere del tutto diverso rispetto alla Sonata KV 545, pure per principianti. Nel primo tempo Mozart si diverte a giocare con frasi ingenue ma non prive di charme.

Caratteristica abituale: nello sviluppo troviamo subito un tema nuovo, che domina quasi tutta l'elaborazione e sparisce soltanto quando comincia la ripresa:


Altrettanto blando, seppure con un pizzico di brio in più, è l'Allegretto finale, che quasi ricalca il primo tempo con uno sviluppo occupato da una melodia tutta nuova:



Fin qui, tuttavia, sarebbe poco più di un divertissement; ben diverso (per fortuna) è lo scenario del movimento centrale:


Il tema è in linea con l'Allegro precedente, ma prende quasi subito strade differenti e nelle parti in minore gli accenti si fanno ancora più commossi e accorati. Si noti come, anche in un'esecuzione totalmente diversa da quella gouldiana, il senso del brano rimanga intatto.

lunedì 1 agosto 2011

83 - Di rondò in rondò

Dopo aver ascoltato i rondò per piano e orchestra, passiamo a un rondò per pianoforte solo che in realtà è un brano in forma sonata. Il KV 485 comincia in effetti con un tema (preso in prestito da J. C. Bach) che può benissimo far parte dell'inizio di un rondò con il suo profilo sorridente, ma nel giro di poche battute ritroviamo questa melodia nella parte della mano sinistra e poi in lotta con altri due temi almeno.

Uno sviluppo in piena regolam, con acrobatiche e divertite modulazioni, conferma la struttura di questo pezzo. Eccone una versione tranquilla (Arrau) e poi una versione più veloce (Horowitz):