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venerdì 16 novembre 2012

273 - A ritroso fra le sonate (3)

Ed eccoci alla sonata più popolare e conosciuta di Mozart, la KV 331 in la maggiore o, per dirla in modo spiccio, quella con la "Marcia turca". Si deve infatti al 3° movimento di quest'opera, dal tema inconfondibile e di sapore orientale, quest'immensa notorietà che ha poco che vedere con il Mozart minore, tant'è vero che se ne trovano trascrizioni per ogni strumento possibile:

venerdì 20 luglio 2012

249 - Ritocchi di classe

Una Sonata per violino e pianoforte per principanti (KV 547), altrimenti trascurabile, ha dato lo spunto a Mozart per un rifacimento catalogato come KV 547a e riservato alla sola tastiera. Dalla sonata di partenza è stato espunto il I movimento, un Andante cantabile, mentre il II e il III sono diventati rispettivamente il primo tempo e il finale della nuova Sonata. 

Merita però più attenzione quello che è il tempo centrale, un Rondò che apparentemente è una copia - trasportata in fa maggiore - del Rondò che conclude la ben più nota Sonata in do KV 545, pure per tastiera e per principianti:


In realtà la versione per la Sonata KV 547a presenta delle piccole ma innegabili migliorie, come si può notare a un attento ascolto (6:09). Basti ascoltare la spigliata e tenera chiusura o le lievi, indovinate modifiche subite dal soggetto. Nella versione che segue il 3° tempo (un tema con variazioni) è omesso, mentre il movimento iniziale è un garbato Allegro:


Anche in questo primo tempo si osservano differenze di fraseggio rispetto al brano parallelo della Sonata KV 547:








mercoledì 3 agosto 2011

84 - Controrondò

Per la serie "Un Mozart serissimo", ma anche per continuare la nostra rassegna di Rondò mozartiani, oggi ci imbattiamo nel cupo KV 511, opera stavolta formalmente ineccepibile, ma dal carattere fosco, appena appena rischiarato dai couplet, che nella coda sprofonda in una tristezza assoluta.



Alcuni passaggi di quest'opera sono tra i più originali che Mozart abbia mai scritto (per esempio al 3° minuto, quando la musica si addentra in una sorta di couplet di sviluppo del tema, sviscerandolo in un fiotto di cromatismi). Questo pianismo è scopertamente virtuosistico e quanto mai vicino a quello beethoveniano.


lunedì 1 agosto 2011

83 - Di rondò in rondò

Dopo aver ascoltato i rondò per piano e orchestra, passiamo a un rondò per pianoforte solo che in realtà è un brano in forma sonata. Il KV 485 comincia in effetti con un tema (preso in prestito da J. C. Bach) che può benissimo far parte dell'inizio di un rondò con il suo profilo sorridente, ma nel giro di poche battute ritroviamo questa melodia nella parte della mano sinistra e poi in lotta con altri due temi almeno.

Uno sviluppo in piena regolam, con acrobatiche e divertite modulazioni, conferma la struttura di questo pezzo. Eccone una versione tranquilla (Arrau) e poi una versione più veloce (Horowitz):



sabato 30 luglio 2011

81 - L'altro rondò

Con il rondò KV 382 in re, Mozart scrive un piccolo concerto nel concerto. Si tratta infatti di un rondò diviso in tre fasi (Allegretto grazioso, Adagio, Allegro) da inserire come finale sostitutivo del Concerto KV 175. 

Quest'opera, ancora un po' barocca nei primi due tempi, virerebbe decisa verso il Classicismo con questo rondò, qui presentato nell'esecuzione di Brendel (ma quella più smagliante è ad opera di Kissin, che ha reso un po' meno meccanico il carattere del tema).



In realtà, più che un rondò, possiamo intenderlo come un tema con variazioni, ma l'insistenza con cui la melodia iniziale torna (non variata) durante il brano rende logico il nome che le è stato assegnato.

L'accelerazione con cui il pezzo volge al termine ricorda da vicino quella che si riscontra in un altro finale, quello (stavolta a pieno titolo) del Concerto KV 453 in sol. D'altronde anche quel finale era in forma di variazioni:



(La parte accelerata comincia a 5:00)

venerdì 29 luglio 2011

80 - Mozart da riscoprire: un rondò per pianoforte e orchestra

Due sono i rondò che Mozart scrisse per pianoforte e orchestra: il KV 382, in realtà una serie di variazioni su un tema impettito e meccanico, e lo splendido benché scarsamente noto KV 386, nella tonalità già di per sé allettante di la maggiore. Entrambi i brani sono due finali sostitutivi, riservati rispettivamente al Concerto KV 175, il primo scritto interamente da Mozart, e al KV 414, altro gioiello.

Molte le caratteristiche che rendono affascinante il Rondò KV 386. Intanto meraviglia la presentazione orchestrale, raramente così estesa in un finale di concerto, quasi dovesse trattarsi piuttosto di un movimento di apertura; è poi piacevolmente sovrabbondante il numero dei temi (se non vogliamo considerarli soltanto dei puri e semplici couplet, strofe) che s'intersecano e si alternano alla melodia principale. Quest'ultima è un altro elemento sorprendente, perché il soggetto di un rondò è di norma piuttosto vivace, mentre questo è singolarmente malinconico.

(Esecuzione al fortepiano)

(Esecuzione al pianoforte)