venerdì 29 luglio 2011

80 - Mozart da riscoprire: un rondò per pianoforte e orchestra

Due sono i rondò che Mozart scrisse per pianoforte e orchestra: il KV 382, in realtà una serie di variazioni su un tema impettito e meccanico, e lo splendido benché scarsamente noto KV 386, nella tonalità già di per sé allettante di la maggiore. Entrambi i brani sono due finali sostitutivi, riservati rispettivamente al Concerto KV 175, il primo scritto interamente da Mozart, e al KV 414, altro gioiello.

Molte le caratteristiche che rendono affascinante il Rondò KV 386. Intanto meraviglia la presentazione orchestrale, raramente così estesa in un finale di concerto, quasi dovesse trattarsi piuttosto di un movimento di apertura; è poi piacevolmente sovrabbondante il numero dei temi (se non vogliamo considerarli soltanto dei puri e semplici couplet, strofe) che s'intersecano e si alternano alla melodia principale. Quest'ultima è un altro elemento sorprendente, perché il soggetto di un rondò è di norma piuttosto vivace, mentre questo è singolarmente malinconico.

(Esecuzione al fortepiano)

(Esecuzione al pianoforte)



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