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mercoledì 18 gennaio 2012

215 - Uno strumento fortunato (3)

Dopo il KV 417, il concerto successivo per corno è il KV 495 (composto nel 1786). Questo perché, come ci segnala l'amico Megacle, il  KV 447 risalirebbe in realtà al 1787 (sulla scorta delle ricerche di Wolfgang Plath) e ciò spiegherebbe l'altissimo livello raggiunto in quell'opera, che può gareggiare in bellezza con i concerti per pianoforte del nostro autore.

Il KV 495 nasce a ridosso delle Nozze di Figaro, ma non ne respira la giovalità, se si eccettua il Finale che è anche divenuto il più popolare tra quelli composti da Mozart per corno e orchestra. Insolitamente serio e lontano da qualsiasi trionfalismo, il I tempo è particolarmente complesso e il Della Croce gli assegna ben 4 temi, senza contare vari spunti, anche in minore:


Nella Romanza centrale (8:25) la sostanza non cambia, ma qui siamo già più abituati a un eloquio pacato.

D'altronde, dopo i tripudi delle Nozze, Mozart sta già affrontando una crisi che lo porterà alla musica più tormentata del Don Giovanni, attraversando un percorso accidentato le cui fasi principali sono il Concerto per pianoforte KV 503 (in un do maggiore solenne ma non esaltato), la Sinfonia Praga KV 504, il Rondò in la minore e in parte la Sonata a quattro mani KV 497, per tacere di altre.

Il Rondò conclusivo, molto simile nel tema a quello del KV 447, riporta l'allegrezza in quello che sembrava un mondo malinconico e pervaso dai dubbi. La sua sbrigliata cantabilità l'ha reso esemplare nel corpus compositivo mozartiano:

martedì 10 gennaio 2012

207 - Uno strumento fortunato (2)

L'ultimo tempo del Quintetto per corno ha lo stesso fine comune ai finali dei futuri concerti: allentare quel poco di tensione o di lirismo che il tempo lento poteva creare. Anche l'incipit si può ricondurre all'inizio di un rondò da concerto:


Nella norma anche le strofe: qualche passaggio al modo minore non gualcisce la serenità di fondo. 

Il primo concerto di Mozart per corno non è il KV 412, che un tempo era ritenuto coevo del Quintetto ed è certamente superiore a quest'opera, almeno nel bellissimo primo movimento: pare che questa composizione, purtroppo incompiuta e mancante di un tempo lento, risalga invece al marzo del 1791, e il rondò presenta ben due versioni, una mozartiana e un'altra maldestramente rielaborata da Süssmayr. Ci torneremo.

Dunque il concerto d'esordio dovrebbe essere il KV 417, che si attesta sui livelli del Quintetto almeno nel movimento iniziale, ma li supera di gran lunga nell'Andante (6:14): 


Qui siamo già nel mondo dei grandi adagi e andanti per pianoforte e orchestra, prima che la gioiosa scena di caccia del Rondò conclusivo riporti il concerto su toni più familiari:




venerdì 6 gennaio 2012

203 - Uno strumento fortunato

Il gruppo delle composizioni mozartiane per corno copre un periodo piuttosto esteso (dal 1780 al 1791) ed è legato in parte all'amicizia con il cornista Leutgeb, che doveva essere un discreto esecutore nonostante i lazzi di cui spesso Mozart lo rendeva oggetto. 

Spesso in forma frammentaria, i concerti per corno di Mozart sono comunque ottimi esempi del genere, ma in senso cronologico la prima opera per questo strumento è un Quintetto, che si può ricondurre facilmente a quelle che seguiranno grazie alle somiglianze riscontrabili nel fraseggio e alla presenza degli archi:



Di questo brano esiste anche una trascrizione (di Naumann) per strumenti a fiato:


Buon compagno del Quartetto per oboe, anche questo lavoro fila meravigliosamente, e nel movimento centrale ci porta nel mondo dei grandi tempi lenti mozartiani:



Il tema riprende un'idea, purtroppo lasciata allo stato d'abbozzo, di un Andantino per violoncello e pianoforte (catologato come KV 374g):






martedì 20 settembre 2011

108 - Una svolta nella produzione viennese

Con il Terzo concerto per corno (KV 447) Mozart apre la serie dei grandi capolavori viennesi che nel giro di 5 anni, inerpicandosi sulle vette dei concerti pianistici, di tre dei quartetti dedicati a Haydn e innumerevoli altre composizioni di scintillante bellezza, porterà all'ultima sinfonia mozartiana, la "Jupiter" KV 551.

Il KV 447 è composto e strutturato come uno dei sontuosi, imminenti concerti per pianoforte: un Allegro iniziale fitto di temi ambiziosamente elaborati, una Romanza di ragguardevole intensità lirica e un rondò scoppiettante, al punto da far supporre ai critici che l'opera non fosse stata scritta per Leutgeb, amico cornista di Mozart, bensì per qualche virtuoso dello strumento il cui nome ci risulta però ignoto.




L'importanza di questo concerto è dunque il fatto di aprire la strada al futuro Mozart, più attento allo sviluppo dei temi e di conseguenza più haydniano. Gli seguirà il Concerto KV 449, di pari serietà e impegno, oscillante tra il drammatico incipit e l'incedere giocoso del finale.