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giovedì 30 dicembre 2010

49 - Noi

Noi, che ancora oggi non possiamo amiamo la musica e non possiamo farne a meno.

Noi, che abbiamo conosciuto la musica classica attraverso Mozart e Beethoven.


Noi, che abbiamo cominciato con la 5° Sinfonia e ora stiamo rovistando a fondo la musica di intere epoche. 
Noi, che l’Andante del Concerto KV 467 era troppo bello per non piacere.


Noi, che ogni tanto ci riguardavamo Amadeus.

Noi, che Salieri non era poi tanto male:
(da 0:42 in poi)


Noi, che a scuola ci prendevano in giro perché amavamo la musica classica:



Noi, che il ‘900 non lo capivamo:



Noi, che non conoscevamo ancora i minori del ‘700.
Noi, che più ascoltavamo gli altri e più ci rendevamo conto di quanto fosse grande Mozart.
Noi, che la filodiffusione trasmetteva spesso la musica che ci piaceva, ma altre volte ci chiedevamo “Che diavolo è questa roba contemporanea?”

Noi, che tutte le musiche per tastiera erano eseguite al pianoforte, fossero state pure di Bach.
Noi, che davanti agli scaffali pieni di dischi ci brilla(va)no gli occhi.
Noi, che quando al sabato ci aspettava a casa un cofanetto della Complete Mozart Edition c’era magia nell’aria.

 
Noi, che abbiamo cominciato la collezione coi CD della De Agostini.
Noi, che Beethoven era un gigante nella solitudine e reagì alla sordità come reagisce un uomo.

Noi, che volevamo tornare indietro nel tempo per vedere la prima del Flauto Magico e commissionare un’opera a Mozart.

martedì 30 novembre 2010

20 - E Schubert era ancora di là da venire (Schubert was still a long way off)


Mozart (1756-1791)

Sehnsucht nach dem Frühling KV 596
Das Veilchen KV 476
Als Luise die Briefe KV 520
Männer suchen stets zu naschen KV 433
Der Zauberer KV 472
Abendempfindung an Laura KV 523

Schubert (1797-1828)

Frühlingsglaube D 686
Gretchen am Spinnrade D 118
Leise flehen meine Lieder D 957
Auf dem Wasser zu singen D 774
An den Mond D 193

Brahms (1833-1897)

Ständchen op. 106 n. 1
Sonntag op. 47 n. 3
Nicht mehr zu Dir zu gehen op. 32 n. 2
Agnes op. 59 n. 5
Lerchengesang op. 70 n. 2

Abendempfindung an Laura KV 523


Con il lied "Abendempfindung", Mozart ci porta oltre nel tempo di una quarantina d'anni con un'opera la cui tristezza è già da sola ben lontana dal '700. I semplici ed eloquenti intarsi del pianoforte (non riusciamo a immaginarci qui un fortepiano) tornano e ritornano come un leitmotiv lungo tutto il brano, che potrebbe apparire strofico a una prima impressione e invece si compone di più episodi musicali a commento del testo.

Lo stesso inciso del pianoforte riappare sotto luci differenti, come visto da varie angolazioni; modulato, in minore, sempre confacendosi alle parole. Non come Schubert, ma con cambiamenti d'umore già schubertiani.


Il lied schubertiano tratto dal programma di concerto è per contro più vivace, un valzer particolarmente sereno.


Languido e puntualmente romantico, invece, il pezzo brahmsiano.

lunedì 29 novembre 2010

19 - Un sol minore per burla


[Appendice al commento del KV 433: la versione per piano e canto è stata pubblicata per la prima volta nel 1799: è improbabile che fosse di Mozart. Per non scontentare nessuno, la Complete Mozart Edition l’ha pubblicata sia come aria per basso (completata da Erik Smith) che come lied, confermando di fatto il carattere non ben definito del pezzo, che ad ogni buon conto era destinato a un singspiel.]

Mozart (1756-1791)

Sehnsucht nach dem Frühling KV 596
Das Veilchen KV 476
Als Luise die Briefe KV 520
Männer suchen stets zu naschen KV 433
Der Zauberer KV 472
Abendempfindung an Laura KV 523

Schubert (1797-1828)

Frühlingsglaube D 686
Gretchen am Spinnrade D 118
Leise flehen meine Lieder D 957
Auf dem Wasser zu singen D 774
An den Mond D 193

Brahms (1833-1897)

Ständchen op. 106 n. 1
Sonntag op. 47 n. 3
Nicht mehr zu Dir zu gehen op. 32 n. 2
Agnes op. 59 n. 5
Lerchengesang op. 70 n. 2



Schubert - Leise flehen meine Lieder D 957



Brahms - Nicht mehr zu Dir gehen op. 32 n. 2

Alla serietà (quasi lugubre, nel caso di Brahms) dei Romantici fa riscontro l’impertinenza di un Mozart che, proprio in questo periodo, li sta anticipando con la Fantasia KV 475 – ormai slegata dall’influsso di C.P.E. Bach e rivolta a un futuro tutt’altro che prossimo – ma si diverte con questo lied ancora più malizioso di quello esaminato ieri.


Per una volta la tonalità di sol minore non indica affanno, qui il falso allarme è evidente: una fanciulla avverte le amiche di non fidarsi di Damoeten e di non dargli confidenza, tanto più che se l’è già accaparrato lei. “Il mago”, titolo della canzone, fornisce lo spunto per un melodizzare vivace e stranito, bizzarro fin dalla battuta iniziale (scala di sol minore in valori diversi con effetto di sospensione).



domenica 28 novembre 2010

18 - Arie d'opera in luogo di lieder (Opera arias instead of lieder)

Mozart (1756-1791)

Sehnsucht nach dem Frühling KV 596
Das Veilchen KV 476
Als Luise die Briefe KV 520
Männer suchen stets zu naschen KV 433
Der Zauberer KV 472
Abendempfindung an Laura KV 523

Schubert (1797-1828)

Frühlingsglaube D 686
Gretchen am Spinnrade D 118
Leise flehen meine Lieder D 957
Auf dem Wasser zu singen D 774
An den Mond D 193

Brahms (1833-1897)

Ständchen op. 106 n. 1
Sonntag op. 47 n. 3
Nicht mehr zu Dir zu gehen op. 32 n. 2
Agnes op. 59 n. 5
Lerchengesang op. 70 n. 2





Con i brani per voce e pianoforte KV 520 e KV 433, Mozart fonde la sua passione per l'opera con la riservatezza del lied. Ne escono di fatto una grande scena teatrale e un'aria d'opera buffa che avrebbe potuto trovare ospitalità nel Ratto, opere che naturalmente sono quanto di più lontano dalla levigatezza e dal colore scarno dei due lieder di cui sopra; la penna del compositore corre irresistibilmente attratta dal palcoscenico, al punto da trasformare il pianoforte in un'orchestra vivida fin dall'introduzione.



Per quanto sfolgorante, la canzone che descrive il dolore di Luise che brucia le lettere dell'amato è d'una concisione ammirevole. Come in das Veilchen (che pure è superiore a questo pezzo), le immagini del testo sono volte in potente musica, cosicché il fuoco in cui ardono le missive diventa un mulinare di biscrome, e l'apertura e la chiusa affidate al piano e quanto mai simili sono un altro bel colpo d'ingegno che a me ricorda il terzo atto della Bohème, quando si trova un'analoga somiglianza tra la prima battuta e quella di chiusura, quasi si volesse separare l'oggetto musicale da ogni altra cosa, quasi fosse un capitolo, o un mondo a sé.

Più terra terra senz'altro, l'arietta "Männer suchen stets zu naschen" doveva probabilmente far parte di un singspiel ("Il servitore di due padroni" in versione tedesca). Dal momento che Mozart ha solo abbozzato la parte orchestrale, è venuta comunque comoda una riduzione per piano. Per quanto semplice, non le si può negare un certo brio e una vivacità che la legano spontaneamente all'autore. Ingenuità maliziosa (o ingenua e piena di malizie, per dirla con Elio):





sabato 27 novembre 2010

17 - Note da un concerto mancato (Notes from a missed concert)

Qualche settimana fa si è svolto un concerto a base di lieder per il quale avevo il biglietto d’invito, ma per un motivo o per l’altro non ho potuto assistervi. Il programma includeva canzoni di Mozart, Schubert e Brahms, ed ero interessato ad ascoltarle tutte perché mi attirava l’idea di un confronto:

Mozart (1756-1791)

Sehnsucht nach dem Frühling KV 596
Das Veilchen KV 476
Als Luise die Briefe KV 520
Männer suchen stets zu naschen KV 433
Der Zauberer KV 472
Abendempfindung an Laura KV 523

Schubert (1797-1828)

Frühlingsglaube D 686
Gretchen am Spinnrade D 118
Leise flehen meine Lieder D 957
Auf dem Wasser zu singen D 774
An den Mond D 193

Brahms (1833-1897)

Ständchen op. 106 n. 1
Sonntag op. 47 n. 3
Nicht mehr zu Dir zu gehen op. 32 n. 2
Agnes op. 59 n. 5
Lerchengesang op. 70 n. 2

Premetto che, pur avendo ascoltato la maggior parte di queste composizioni (mi mancavano solo il D 686 e il D 774), conosco decentemente solo quelle di Mozart. Considerando il programma mi vengono alla mente due osservazioni: un po’ di Beethoven liederistico non avrebbe guastato; inoltre si rimane colpiti se si dà uno sguardo alle date di nascita e di morte: tutti e tre gli autori sono vissuti in epoche totalmente diverse uno dall’altro, quasi le rappresentassero nel caso presente.





Passando alla musica, si comincia con i due capolavori mozartiani del genere: più popolare e amato il primo, basato su una canzoncina che Mozart amplia con una maliziosa codetta, non renderà con accenti ancora adeguati un concetto complesso come la Sehnsucht, ovvero la nostalgia del futuro, ma il pezzo è comunque perfetto per rappresentare il terzo stile mozartiano, essenziale e melodico al massimo grado; il secondo raffigura in note una poesia di Goethe, e qui si capisce che Mozart avrebbe potuto rivoluzionare il genere se avesse scelto altre volte testi di autori all’altezza.

A differenza della KV 596, Das Veilchen è una traduzione fedele, verso per verso, dalle parole alla musica. Come dire Schubert anticipato di un buon trentennio, pur nello stile più mozartiano che si possa immaginare: cambi di tonalità, pause improvvise, sipario condensato in un arpeggio, commento finale di mano del compositore (“Das arme Veilchen! Es war ein herzig’s Veilchen!”.

Note che dunque seguono scrupolosamente il testo e ne rivelano una dimensione nuova, inaccessibile alla parola.