Nonostante abbia affrontato diversi generi, il compositore tedesco-svedese Joseph Martin Kraus (1756-1792) è più che altro ricordato e apprezzato come sinfonista, oltre che per il fatto di essere nato nello stesso anno di Mozart e vissuto solo un anno più di lui. Vale tuttavia la pena di addentrarsi nella sua produzione e nella sua biografia.
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sabato 17 novembre 2012
274 - Grandi contemporanei: Joseph Martin Kraus
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mercoledì 12 ottobre 2011
129 - Una sonata salisburghese per violino
Con la Sonata KV 378, che non costituisce un ciclo assieme alle Sonate KV 376, 377, 379 e 380, ma è stata composta tre anni prima ed è dunque da considerarsi come un'opera isolata, Mozart si affranca dalle melodie un po' generiche sparse nelle Sonate di Mannheim.
Già il primo tema, teneramente elegante, ci introduce a un'esposizione benissimo delineata, mentre lo sviluppo, tutto insistito su un nuovo elemento in minore, screzia di tinte drammatiche (ma non troppo) un quadro particolarmente sereno.
Sulla falsariga del tempo lento che già abbiamo ammirato nel KV 296 (Sonata di natura molto simile a questa, vedi qui), nel 2° movimento troviamo quella che potrebbe essere un'aria d'opera trascritta per violino e tastiera. Infatti il tema è anche in questo caso preso in prestito da Johann Christian Bach:
Il rapido Rondò di chiusura presenta un altro soggetto chiaro, ma non altrettanto incisivo come i precedenti. Spetta alle ben congegnatestrofe (o couplets) rendere più mosso il carattere del brano:
Il fascino di quest'opera ha suggerito una trascrizione per clarinetto e trio d'archi:
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mercoledì 5 ottobre 2011
123 - Un nuovo genere (5): la Sonata KV 305
Il ciclo delle Sonate di Mannheim si chiude con la KV 305 in la maggiore (anche se, in realtà, l'ultima in ordine cronologico è la KV 296, e la prima è la KV 301). Nel brioso Allegro molto di apertura, sottilmente costruito, un elemento che fa parte del I tema torna, in bella evidenza, al termine dell'esposizione, mentre lo sviluppo presenta un materiale sfumato, tra il nuovo e il già sentito, nonché ampie zone in modo minore. Il tessuto è serrato, senza pause:
Caso non raro, il secondo movimento è anche quello finale, ed è costituito da variazioni. Anche qui abbiamo un tema disteso, che non viene stravolto nelle sue varie metamorfosi, ma neppure appesantito da una mera ornamentazione.
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