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sabato 17 novembre 2012

274 - Grandi contemporanei: Joseph Martin Kraus

Nonostante abbia affrontato diversi generi, il compositore tedesco-svedese Joseph Martin Kraus (1756-1792) è più che altro ricordato e apprezzato come sinfonista, oltre che per il fatto di essere nato nello stesso anno di Mozart e vissuto solo un anno più di lui. Vale tuttavia la pena di addentrarsi nella sua produzione e nella sua biografia.

sabato 21 luglio 2012

250 - Romanticismo in anticipo

Il Quartetto per pianoforte e archi KV 478, con gli appassionati unisoni e il veemente Sturm und Drang del I tempo (dopo il quale l'opera si alleggerisce alquanto), nasce in un periodo che solo il Concerto in re minore, benché in mezzo a una nidiata di capolavori, poteva far presagire. 

Eseguire quest'opera al pianoforte o al fortepiano fa poca differenza, anzi: l'uso di strumenti filologicamente testati, per certi versi, rende il primo movimento ancor più inquietante rispetto a una normale interpretazione col pianoforte moderno:


Abbiamo i consueti due temi, ma entrambi spinti da un affanno che è raro persino nei quartetti dedicati a Haydn, all'epoca freschi di composizione. Oltretutto il brano è molto più lungo della media, superando i dieci minuti. Forse accortosi dell'anomalia, Mozart non accorcerà i tempi seguenti, ma rinuncerà al minore nel Finale. 

Il secondo movimento è più tenero ma comunque serio e lirico quanto il primo: 




mercoledì 28 dicembre 2011

194 - Ancora sullo Sturm und Drang

Tra i sinfonisti d'epoca mozartiana, Vanhal è certamente uno dei più interessanti. In questa sinfonia in la minore (Bryan a2), composta verosimilmente intorno al 1770, abbiamo altri elementi che potrebbero aver influenzato Mozart. Molte anche le analogie con lo Sturm und Drang haydniano: per esempio il tema esposto inizialmente piano e poi ripetuto dall'orchestra con maggior intensità.


Anche se nella produzione di Vanhal si annoverano molte sinfonie in minore, non tutte queste opere si somigliano. Prendiamo per esempio questa (in re minore):



Qui il tema è meno dinamico rispetto all'altra sinfonia e cresce a poco a poco nel corso del movimento, che nel complesso appare più posato. 

domenica 25 dicembre 2011

192 - La Prima in sol minore

Ed eccoci a uno dei primi capolavori mozartiani, la Sinfonia in sol minore KV 183, senz'altro suggerita da alcune delle opere che abbiamo ascoltato nei post precedenti sullo Sturm und Drang, ma in grado, a differenza di queste, di mantenere lo stesso livello qualitativo dall'inizio alla fine.


Mozart supera i contemporanei anche in virtù di piccoli tocchi determinanti: gli interventi dell'oboe, per esempio, sono inquietante presagio di quelli, più brevi, che riascolteremo nel I tempo della Quinta di Beethoven.

Persino Haydn, il più abile dei colleghi, ferratissimo in campo sinfonico, perde i pezzi nell'andante; Mozart tiene invece saldamente il controllo del materiale melodico ed emotivo anche nel II movimento, in apparenza calmo:


Via via che la musica si fa strada, nonostante l'intento conciliante del secondo tema, l'orchestra scopre l'affanno che qui è solo temporaneamente e in parte sopito ed è il pilastro di tutti gli altri movimenti della sinfonia.

giovedì 22 dicembre 2011

188 - Club "Amici di Mozart" (2)

Il più grande amico di Mozart fu certamente Joseph Haydn, compositore quasi altrettanto geniale anche se ancora poco noto alla massa. Il suo contributo alla corrente Sturm und Drang (ne abbiamo visto un succoso assaggio nella Sinfonia n. 39 in sol minore) superò ampiamente quelli dei contemporanei, Mozart compreso, perché comprende almeno una decina di sinfonie grandiose:



Non mancano tonalità rare, come il fa# minore della 45 (che vedremo in un post a parte) e il si maggiore della 46:



Molte le differenze tra la sua musica e quella di Mozart: Haydn punta molto sull'originalità, sulle trovate umoristiche, sulle sorprese (pause inattese, scarti ritmici), mentre Mozart è più serio e ligio alle regole, ma anche dotato di una vena melodica migliore.

Curioso il fatto che i due amici eccelsero in generi diversi: Haydn era portato in particolare per le sinfonie e i quartetti per archi, Mozart invece per l'opera e per il concerto.

domenica 18 dicembre 2011

184 - Club "Amici di Mozart"

Si è parlato nell'ultimo post sulle composizioni Sturm und Drang del compositore Joseph Martin Kraus, sinfonista recentemente riscoperto dalla discografia che faceva parte della cerchia degli amici di Mozart. A titolo di curiosità, questo compositore tedesco/svedese ha quasi le sue stesse date di nascita e di morte (1756-1792).

Tra le sue composizioni legate a Mozart figurano un lied scritto in memoria dell'amico ("Öfver Mozarts död", ovvero "Sulla morte di Mozart") e una rielaborazione di una marcia dell'Idomeneo: nel video seguente si può ascoltare il pezzo originario e, dal minuto 4:07, la versione di Kraus, sensibilmente più lunga.

183 - Verso la Seconda in sol minore: lo Sturm und Drang e i contemporanei

Anche la Sinfonia KV 550, che svetta incontrastata nell'Olimpo delle più grandi opere di ogni tempo, ha qualche punto di contatto con un paio di sinfonie, pure in sol minore, scritte nello stesso periodo. Questa di Franz Anton Rosler, per esempio, è del 1787. Da un ascolto del primo tempo si possono ricavare gli spunti che possono avere stuzzicato Mozart, ma si misura anche agevolmente la ragguardevole distanza tra le due composizioni:



Sempre del 1787 è quest'altra sinfonia del "rivalissimo" Kozeluch. Rispetto a Rosetti, qui abbiamo un movimento di apertura molto più perentorio e veemente. Anche nel caso presente l'esposizione (specialmente verso la chiusura, per esempio a 1:24 e 1:33) contiene elementi che rimandano alla sezione analoga del KV 550:


Autore di solito rassicurante, di facilissimo ascolto (e per questo motivo amato dal pubblico viennese), Kozeluch non è affatto nuovo agli slanci del modo minore: molte sue sonate per tastiera seguono questa strada, seppur con minore maestria.


Anche il tempo finale di questa sinfonia merita di essere ascoltato.

sabato 17 dicembre 2011

182 - Verso la Prima in sol minore: lo Sturm und Drang e i contemporanei (6)

Joseph Martin Kraus, un altro compositore illustre, scrisse anch'egli sinfonie all'insegna di uno Sturm und Drang virile, come in questo caso. Fin dal Larghetto iniziale capiamo di trovarci di fronte a una sinfonia di eccellente fattura e grande serietà. Il do minore "sostituisce" degnamente il sol:



L'Andante non ripiega su formulette distensive. Il tema severo e l'incedere alternativamente accorato e trionfale rendono questo tempo atipico, ma perfettamente adatto all'atmosfera di tutta l'opera.


Il Finale è il movimento-capolavoro della Sinfonia e, in definitiva, di tutta la produzione kraussiana, con un tema scalpitante e altri soggetti di carattere eroico poi magistralmente trattati nello sviluppo. Di questa sinfonia c'è anche una versione con minuetto aggiunto, e in do# minore, ma non altrettanto significativa come questa.

giovedì 8 dicembre 2011

176 - Verso la Prima in sol minore: lo Sturm und Drang e i contemporanei (3)

Non si conosce l'anno in cui fu composta la 2° sinfonia di Vanhal in sol minore, ma le analogie, che non sono sfuggite ai critici, potrebbero metterci sulla buona strada e indurci a datarla non dopo il 1773. Il nervosismo è più controllato, ma il risultato è ugualmente pregevole.

Il primo tema si fa strada lentamente, sinuoso e sinistro, seguito poco dopo da una sorta di variazione in maggiore (0:44). L'arguzia con cui è trattato rende superfluo un secondo soggetto, per cui l'esposizione è monotematica e lo sviluppo non aggiunge molto altro materiale, come avviene sovente in Haydn.

Molto più disteso è l'Adagio (5:02), in cui l'oboe domina la scena accompagnato dai pizzicati degli archi.


Di ben altro interesse è il Minuetto, animato da uno spirito sardonico alla Dittersdorf e melodicamente vicino al tempo analogo della KV 183, e anche il Trio (1:23) vi si appressa con il suo raffinato assolo per oboe. Il bellissimo Finale (3:47) ricorda per tensione e impegno sia la "Piccola" mozartiana che la 39 di Haydn:



martedì 6 dicembre 2011

174 - Verso la Prima in sol minore: lo Sturm und Drang e i contemporanei (2)

Va detto a margine che la sinfonia settecentesca in minore non è di per sé necessariamente indice di adesione allo Sturm und Drang: occorre infatti distinguere tra quei compositori che effettivamente costellarono le loro sinfonie delle brusche sequenze accordali e delle folate di passione caratteristiche di quella corrente e gli altri che, per dirla col Tammaro, "lasciano da parte qualunque slancio drammatico e si limitano a rinforzare l'incisività dell'autore".

Tra questi figurano per esempio Gaetano Brunetti (cui fa appunto riferimento il Tammaro con quell'osservazione) e CPE Bach.


Se la sinfonia di Filtz rimane probabilmente solo un esempio cui non si può ricondurre la KV 183, molto più vicine sono le due Sinfonie in sol minore di Vanhal, autore che Mozart conobbe personalmente e con cui suonò anche in quartetto. La prima, scritta nel 1771, ci immerge subito in un esempio indomito di Sturm und Drang:


Mozart può essersi ispirato a quest'opera più per il fremito affannoso ed eroico che la percorre che non per la struttura o le idee melodiche. Il secondo tempo (4:04) è di fatto il movimento centrale di quello che potrebbe essere benissimo un concerto per violino e orchestra: niente di più lontano, dunque, dall'omologo mozartiano della KV 183.

Il Minuetto, pur conservando interamente i connotati di una danza, è nondimeno serio come il primo tempo, mentre il Finale (2:57) sembra riprendere le mosse dalla Sinfonia n. 39 di Haydn, che ascolteremo in seguito:

lunedì 5 dicembre 2011

173 - Verso la Prima in sol minore: lo Sturm und Drang e i contemporanei

Oltre a considerare le opere mozartiane cronologicamente vicine alla Piccola in sol minore, in questo e nei prossimi post ascolteremo composizioni di altri autori che, se non l'hanno ispirata direttamente, possono comunque darci un'idea del repertorio sinfonico "tempestoso" dell'epoca.


Nel decennio che precede la KV 183 non sono pochi i compositori classici che si cimentano nella creazione di appassionate sinfonie in minore improntate al movimento dello Sturm und Drang (letteralmente "impeto e tempesta"), raggiungendo in alcuni casi esiti ragguardevoli. Non si tratta solo di grandi autori come Haydn, ma anche - come vedremo - di minori più o meno illustri. Per esempio il poco conosciuto Anton Filtz:



Un'altra versione di questo I tempo si può ascoltare in http://www.youtube.com/watch?v=w4I_2SZpSJg.

Si tratta di un movimento in miniatura, come si può constatare dalla durata, privo di ripetizioni e basato su  figurazioni nervose e scattanti (tra cui una sequenza accordale ripetuta più volte con andamento ascendente e discendente). Queste formule ci introducono ai tratti caratteristici della musica Sturm und Drang. Anche il secondo tema e lo sviluppo si uniformano a questa semplicità melodica, al limite dello scheletrico. Più che per le sue opere, comunque, Filtz è noto perché è morto ingerendo ragni vivi, che a suo dire sapevano di fragole (http://en.wikipedia.org/wiki/Anton_Fils).




Bonus per il 5 dicembre: un bell'articolo sulla genesi del Requiem mozartiano trovato proprio oggi andando a spasso per la rete... http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=961

domenica 13 novembre 2011

151 - Solo per divertimento? (4)

Nel meno noto Divertimento KV 137 Mozart adotta la struttura della sinfonia da chiesa, genere affrontato sporadicamente da Joseph Haydn e caratterizzato dal fatto di cominciare con un andante, mentre l'allegro, consuetamente in prima posizione, va in seconda.


L'anomalia di questa disposizione dei tempi è messa in risalto dall'instabilità tonale e melodica del primo movimento, che ripercorre con tinte ben più incerte - quasi smarrite - il tema principale del Divertimento precedente.

Se il carattere può disorientare l'ascoltatore, abituato all'entusiasmo disteso dell'esposizione mozartiana, il fraseggio e il lotto delle melodie impiegate sono riconoscibilissimi, appartenendo in pieno al lessico musicale dell'autore. Più deciso, e quasi in odore di Sturm und Drang (secondo il Della Croce), è invece il 2° movimento, quasi una riedizione del brano che aveva aperto il KV 136: