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venerdì 20 luglio 2012

249 - Ritocchi di classe

Una Sonata per violino e pianoforte per principanti (KV 547), altrimenti trascurabile, ha dato lo spunto a Mozart per un rifacimento catalogato come KV 547a e riservato alla sola tastiera. Dalla sonata di partenza è stato espunto il I movimento, un Andante cantabile, mentre il II e il III sono diventati rispettivamente il primo tempo e il finale della nuova Sonata. 

Merita però più attenzione quello che è il tempo centrale, un Rondò che apparentemente è una copia - trasportata in fa maggiore - del Rondò che conclude la ben più nota Sonata in do KV 545, pure per tastiera e per principianti:


In realtà la versione per la Sonata KV 547a presenta delle piccole ma innegabili migliorie, come si può notare a un attento ascolto (6:09). Basti ascoltare la spigliata e tenera chiusura o le lievi, indovinate modifiche subite dal soggetto. Nella versione che segue il 3° tempo (un tema con variazioni) è omesso, mentre il movimento iniziale è un garbato Allegro:


Anche in questo primo tempo si osservano differenze di fraseggio rispetto al brano parallelo della Sonata KV 547:








mercoledì 12 ottobre 2011

129 - Una sonata salisburghese per violino

Con la Sonata KV 378, che non costituisce un ciclo assieme alle Sonate KV 376, 377, 379 e 380, ma è stata composta tre anni prima ed è dunque da considerarsi come un'opera isolata, Mozart si affranca dalle melodie un po' generiche sparse nelle Sonate di Mannheim.

Già il primo tema, teneramente elegante, ci introduce a un'esposizione benissimo delineata, mentre lo sviluppo, tutto insistito su un nuovo elemento in minore, screzia di tinte drammatiche (ma non troppo) un quadro particolarmente sereno.


Sulla falsariga del tempo lento che già abbiamo ammirato nel KV 296 (Sonata di natura molto simile a questa, vedi qui), nel 2° movimento troviamo quella che potrebbe essere un'aria d'opera trascritta per violino e tastiera. Infatti il tema è anche in questo caso preso in prestito da Johann Christian Bach:


Il rapido Rondò di chiusura presenta un altro soggetto chiaro, ma non altrettanto incisivo come i precedenti. Spetta alle ben congegnatestrofe (o couplets) rendere più mosso il carattere del brano:



 Il fascino di quest'opera ha suggerito una trascrizione per clarinetto e trio d'archi:



martedì 11 ottobre 2011

128 - Bis per flauto e pianoforte

La Sonata per violino KV 301 funziona magnificamente anche per il flauto, che si prende così una piccola rivincita sulle svogliate composizioni scritte per De Jean e gli altri oscuri committenti appassionati di flauto. Non dev'essere un caso se, pur modificando l'organico, la qualità della composizione non ne risente: all'epoca si usava spesso sostituire fra loro gli strumenti accompagnati dalla tastiera. 



L'effetto è più o meno quello, felicissimo, del Quartetto KV 285, il capolavoro tra le composizioni mozartiane per flauto.

mercoledì 5 ottobre 2011

123 - Un nuovo genere (5): la Sonata KV 305

Il ciclo delle Sonate di Mannheim si chiude con la KV 305 in la maggiore (anche se, in realtà, l'ultima in ordine cronologico è la KV 296, e la prima è la KV 301). Nel brioso Allegro molto di apertura, sottilmente costruito, un elemento che fa parte del I tema torna, in bella evidenza, al termine dell'esposizione, mentre lo sviluppo presenta un materiale sfumato, tra il nuovo e il già sentito, nonché ampie zone in modo minore. Il tessuto è serrato, senza pause:



Caso non raro, il secondo movimento è anche quello finale, ed è costituito da variazioni. Anche qui abbiamo un tema disteso, che non viene stravolto nelle sue varie metamorfosi, ma neppure appesantito da una mera ornamentazione.

venerdì 30 settembre 2011

118 - Un nuovo genere (4)

Nella KV 303, penultima del ciclo delle Sonate per violino di Mannheim, Mozart comprime tre movimenti in due, oscillanti tra la tranquillità e l'entusiasmo sfrenato: un Adagio che si alterna a un Molto allegro e un Tempo di minuetto.


Idilliaco, l'Adagio ricorda curiosamente (nella sua seconda parte) l'Andante cantabile di Roman Hoffstetter, brano un tempo attribuito a Haydn:


Il Molto Allegro seguente, di carattere completamente diverso, crea un bel contrasto e scatena la gioia del compositore, prima trasmessa dalle note ribattute e dal trillo, poi lasciata fluire su una lunga slitta di terzine. Anziché ripetere l'esposizione del Molto Allegro, Mozart lo fa precedere di nuovo dall'Adagio, variando entrambe le sezioni.


Il Tempo di minuetto, pur fungendo da finale, non è un minuetto vero e proprio né un rondò, essendo scritto in forma sonata. Si tratta di un altro dei finali tranquilli, in calando, che Mozart non di rado inserisce in quest composizioni e non avrebbe neppure molto da dire; nello sviluppo, tuttavia, compare un tema nuovo (di appena quattro battute) che tornerà in un Trio ancora di là da venire (l'Andante del KV 496), stavolta alla fine dell'esposizione.