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giovedì 27 settembre 2012

255 - Svidibuda come se fosse antani

Una delle più grandi satire musicali, senza andare a scomodare P.D.Q. Bach, è il Sestetto per archi e corni KV 522, una vera e propria fucilata ai compositori senza speranza. Qualche biografo ci ha visto la frecciata al padre Leopold, allora da poco scomparso.


Il padre non c'entra: Leopold sapeva comporre. Componeva antiquato, ma componeva. Tant'è vero che il Sestetto, altrimenti detto "Scherzo musicale" o "I musicanti del villaggio", non ha affatto uno stile antiquato né rifà il verso alle Sinfonie dei giocattoli, alle Nozze rustiche o ai Concerti per trombone: anzi si butta nella scia dei divertimenti anni '80 con un organico comune e alla moda (quattro archi e due corni). Il Trio del minuetto ha velleità di durata addirittura romantiche, raggiungendo una lunghzza inusitata e sconsiderata per quello che ha da dire. 



Oltre agli spropositi di struttura, il Sestetto inanella stecche deliziose, al punto che quella con cui l'opera si conclude è solo l'ultima di una lunga serie. Il Finale, una spassosa cavalcata inframmezzata da sortite contrappuntistiche rovinose e orrori assortiti in libera uscita dei corni, dimostra una volta di più che se le intenzioni (le melodie) sono ottime, non altrettanto può dirsi dei risultati (gli sviluppi):




domenica 25 dicembre 2011

191 - Mozart natalizio e non solo

Mozart e il padre Leopold han ben poche cose in comune, ma una riguarda il Natale (a proposito, tanti auguri a tutti i lettori!): entrambi hanno scritto una composizione intitolata o quantomeno soprannominata "La corsa in slitta". La parola, o meglio i suoni a Leopold:


Più nota la composizione del figlio, composta nell'ultimo anno di vita e appartenente al ciclo di danze KV 605 (per la precisione è la terza del gruppo). Varrebbe la pena rispolverarla nei Concerti di capodanno, visto che vi si intona perfettamente:

mercoledì 5 gennaio 2011

55 - Nemici, rivali e avversari (e tre)

Ricordate chi suono il Quartetto delle Dissonanze con Mozart la famosa volta in cui Haydn elogiò l’amico e collega davanti al padre? Oltre a Haydn stesso e a Dittersdorf, c’era il grande sinfonista Vanhal, compositore certamente da rivalutare che non è stato ancora degnamente riscoperto.

Non si può dire che Vanhal fosse un rivale di Mozart, né si conoscono giudizi dell’uno sull’altro, ma ad ogni modo quest’autore meritava d’essere ricordato, e non solo per una Sinfonia in sol minore che ebbe il suo bravo influsso sulla “Piccola” in sol minore mozartiana KV 183. Tra i contemporanei del Nostro, questo è uno dei più bravi e fortunati: in genere chi ama la musica di Mozart apprezza particolarmente anche quella di Vanhal:


Ben diverso è il caso di Clementi, compositore certamente più noto ma detestato da Mozart, che ne stroncò le capacità tecniche e compositive in una lettera a Leopold, forse più per la nota antipatia che provava nei confronti degli italiani che per altro. Per una volta la fama di un suo rivale ha superato il proprio tempo e Clementi è oggi ben noto agli appassionati come sonatista e sonatinista:



Sbagliato, tuttavia, accusare Mozart di plagio (e se plagio è stato, è stato anche un bene per la musica) per l’inaspettata comparsa del tema della Sonata seguente nell’Ouverture del Flauto Magico. Si può ben confrontare la debolezza del brano clementino con il brio e la maestria contrappuntistica del geniale avversario:




sabato 4 dicembre 2010

25 - Mozart vs Mozart vs Mozart: 3 generazioni di compositori

Il 5 dicembre 1791 muore Wolfgang Mozart. Lascia la terra l’uomo, non certo il compositore né la sua musica, e a dire il vero neppure il nome: il figlio Franz Xaver Wolfgang comporrà anche lui, pur non toccando i vertici dell’inarrivabile genitore.

Tutto forse cominciò in un lontano giorno del 1761, quando Leopold sottopose a Wolfgangerl e a Nannerl un pezzo intitolato “Angloise” (o Anglaise):



Si tratta di un “motivetto grazioso” che in questa versione sembra un brano di Telemann:


Il resto è storia conosciuta. Iniziato ai segreti dell’arte grazie alle lezioni paterne, Wolfgang cominciò a scrivere un paio di minuetti e poi si permise qualche colpo di genio prima di concludere la carriera con un concerto e una cantata gioiosi come la sua musica. Ma è proprio tutto finito?

Non precisamente. Ogni tanto spunta fuori qualcosa di Mozart anche ai giorni nostri, nonostante il catalogo delle sue composizioni sia già cospicuo:


Per finire, sentiamo un delizioso rondo di Franz Xaver, finale in versione per pianoforte solo del suo 2° concerto in mi bemolle:



Lunga vita a Mozart!