Naturalmente non si può dire che il Convitato di Pietra musicato dal buon Gazzaniga sia il primissimo modello del Don Giovanni, neppure musicale: è già del 1761 la composizione di un balletto gluckiano (Don Juan) che smentirebbe in pieno l'affermazione. Resta però indubbia l'influenza dell'opera quasi coeva sul Don Giovanni di Mozart e specialmente sul libretto, che Da Ponte ricavò ampliando e migliorando i versi di Bertati.
Qui si può ascoltare l'aria del catalogo originaria, che Cazzaniga musicò anche discretamente, ma di modesta qualità letteraria:
Dell’Italia, ed Alemagna ve n’ho scritte cento, e tante.
Della Francia, e della Spagna
ve ne sono non so quante:
fra madame, cittadine
artigiane, contadine,
cameriere, cuoche, e guattere:
perché basta che sian femmine
per doverle amoreggiar.
Vi dirò che uomo è tale,
se attendesse alle promesse,
che il marito universale
un dì avrebbe a diventar.
Vi dirò che egli ama tutte,
che sian belle, o che sian brutte:
delle vecchie solamente
non si sente ad infiammar.
Della Francia, e della Spagna
ve ne sono non so quante:
fra madame, cittadine
artigiane, contadine,
cameriere, cuoche, e guattere:
perché basta che sian femmine
per doverle amoreggiar.
Vi dirò che uomo è tale,
se attendesse alle promesse,
che il marito universale
un dì avrebbe a diventar.
Vi dirò che egli ama tutte,
che sian belle, o che sian brutte:
delle vecchie solamente
non si sente ad infiammar.
Quest'altra aria, seppur meno interessante, avrà probabilmente ispirato nell'incipit la celebre "Dalla sua pace":