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sabato 4 febbraio 2012

228 - Sei danze tedesche, un incanto

Questa delicata serie di danze, scritta in un'epoca in cui Mozart era ormai in grado si creare capolavori indipendentemente dal genere affrontato, ci porta in una grande sala viennese, quasi anticipando i grandi valzer straussiani. 

Forti ma dolci (come vuole un'indicazione dello stesso Mozart nell'ultima sua sonata per piano), questi brani sono intrisi di nostalgia, a cominciare dal primo, costruito sul semplicissimo accordo di do maggiore, e soprattutto se si ascoltano con attenzione i Trii, ovvero la seconda parte di ciascuna danza.


Il volteggiare incantatorio dell'orchestra lascia all'ascoltatore tutto l'agio di godersi l'incanto melodico e timbrico di queste creazioni che, pur su scala minuta, mostrano la stessa maestria dei coevi capolavori. Mozart si avvierà a scrivere un numero sempre maggiore di danze man mano che la sua vita si avvicinerà alla fine. 

domenica 1 gennaio 2012

198 - Danze da Concerto di Capodanno

Superati in popolarità dal valzer, contraddanze e minuetti (mozartiani, beethoveniani, haydniani o schubertiani che siano) non vengono spesso eseguiti al Concerto di Capodanno. Eppure c'è una serie di sei Danze tedesche, catalogate come KV 509, che meriterebbero un posto accanto al Bel Danubio blu, alle Storie del bosco viennese e ad altri grandi valzer di Johann Strauss Jr:


Si tratta, caso raro per il nostro autore, di danze che s'intrecciano una dietro l'altra senza soluzione di continuità; si dice che Mozart le abbia composte in un'ora per soddisfare un committente che, anziché fargli trovare una tavola imbandita in occasione del pranzo, gli diede carta di musica, penna e calamaio. Il risultato è qui, davanti alle orecchie di tutti.

domenica 2 gennaio 2011

52 - Mozart e il Concerto di Capodanno: die Mozartisten

Valzer di Strauss e minuetti di Mozart: un compromesso storico-musicale che si poteva credere impossibile fino a quando Joseph Lanner, autore di cui si sente parlare ed eseguire qualcosa in occasione del Concerto di Capodanno, non scrisse die Mozartisten, brano tutto composto da temi mozartiani, per la più parte operistici, ma naturalmente ballabili, riscritti sotto forma di valzer.

Il fatto che Lanner avesse scelto soprattutto brani d’opera per il suo omaggio indica forse che, nell’epoca in cui die Mozartisten venne composto (1842), Mozart era noto al pubblico soprattutto per la sua musica lirica. Così vien fuori che arie come “Fin ch’han dal vino” o la fuga dell’ouverture del Flauto Magico vengono riadattate in 3/4:



Il pezzo è stato gustosamente eseguito in forma orchestrale nel Concerto di Capodanno del 2006 diretto da Jansons.