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lunedì 19 dicembre 2011
185 - Amicizia in musica
Nell'ultimo anno della sua vita Mozart scrive due brani operistici pressoché coevi che inneggiano all'amicizia. Il primo, notissimo, è il Duetto "Bei Männern, welche Liebe Fühlen" intonato da Pamina e Papageno:
Meno celebre, ma di simile intensità, è un altro Duetto, "Deh prendi un dolce amplesso", tratto dalla Clemenza di Tito. Curiosamente è cantato da due voci femminili anche se i personaggi sono maschili (Annio e Sesto). Il pezzo è di chiaro sapore neoclassico ed è uno dei pù brevi mai scritti da Mozart (un minuto circa, scelta che rispecchia quell'economia di tempi e di mezzi caratteristica di quest'opera):
I due numeri sono molto affini nonostante provengano da generi lirici ben lontani fra loro (il Singspiel e l'opera seria). Il trattamento delle voci, intrecciate e trattate con procedimenti imitativi, ritornerà tale e quale nell'ultima Cantata massonica mozartiana, la KV 623 (a 0:37):
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lunedì 21 novembre 2011
159 - Mozart massonico: lo strano caso della Cantata KV 429
La bella Cantata massonica "Dir, Seele des Weltalls", KV 429, si compone di due pezzi completi solo per la linea vocale e per il basso, qua e là orchestrati, nonché di un terzo brano interrotto alla 17° battuta, di fatto quando interviene la voce.
Se i primi due brani (un coro maestoso, scintillante e una quieta aria per tenore), agevolmente ricostruiti, funzionano perfettamente anche da soli, il terzo (e quelli che si suppongono essere gli altri numeri mancanti di questa Cantata) sono stati completati da un autore austriaco contemporaneo, Rainer Bischof, nientemeno che nel 1991:
Non ci trovate qualcosa di strano? Di fatto solo la parte abbozzata da Mozart è presente (comprese le 4 misure in cui il tenore ha voce in capitolo), ma Bischof è intervenuto "dodecafonicamente" anche in quelle prime 17 battute, inserendo altri strumenti che suonano in barba alla tonalità d'impianto, e poi ha continuato a modo suo, sempre alla moderna. Un intervento che trovo sgradevole, ma che permette se non altro di ascoltare quel poco che Mozart aveva effettivamente messo in partitura.
Non contento, Bischof ha aggiunto anche un Recitativo (che stavolta è tutto suo):
Il Coro iniziale chiude poi la Cantata, senza ulteriori interventi da parte di questo curioso revisore.
domenica 2 gennaio 2011
51 - Massoneria in musica
Non è nuovo ai più il fatto che Mozart abbia scritto alcune musiche per la massoneria, in particolare lieder, cantate, il Flauto Magico e, altro capolavoro di lusso, la Musica funebre. Anche molti dei suoi colleghi erano massoni (compreso suo padre) e avevano composto opere di carattere simile, con abbondanza di strumenti a fiato in primo piano, segnali tripli e tonalità bemollizzate.
Prima di ascoltarli, però, è il caso di soffermarsi su un’oppera poco in vista, ma di solenne e fiera bellezza: la Cantata massonica KV 619 potrebbe intendersi come un Liederkreis in miniatura, con repentini cambi di tempo e un trascolorare costante dall’aria al recitativo e viceversa. Il pezzo finale (da 6:06) è l’Inno alla Gioia di Mozart, un motivo elementare e magnetico che si fissa immediatamente nella memoria:
Benché i suoi contatti con la massoneria siano meno evidenti di quelli che Mozart coltivò lungo tutta una vita, anche Beethoven ne manifesta l’influsso in quello che è cronologicamente il suo primo capolavoro nel capolavoro, l’aria “Da stiegen die Menschen ans Licht” dalla Cantata per la morte di Giuseppe II:
Ed ecco infine lo splendore degli strumenti a fiato in questa composizione di Salieri:
(Salieri – Armonia per un tempio della notte)
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