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mercoledì 21 novembre 2012

278 - Solo per divertimento? (16)

Il KV 252 torna alla sfera rassicurante e leggera del divertimento per fiati. Questo è in quattro movimenti, con un Andante in cima e una Polonaise (danza raramente utilizzata da Mozart) in terza posizione.


Il tema dell'Andante ricorda da vicino "Stille Nacht" di Franz Xaver Gruber, che in realtà ne ricalca solo le prime quattro note anche se il ritmo è molto simile. Ad ogni buon conto, è molto improbabile che Gruber abbia conosciuto e ascoltato il divertimento mozartiano, specie in un'epoca in cui questo genere compositivo era ormai al tramonto se non già abbandonato.

Dopo un minuetto abbiamo una tranquilla Polonaise che, col suo tema balzellante, che ci preannuncia da molto lontano le stravaganze di ben altra composizione, la Serenata Gran Partita:


Nel finale (Presto assai) abbiamo una conclusione davvero velocissima del Divertimento, con un tema a moduli (o a blocchi) come il minuetto precedente. Curiosa - e anche qui, probabilmente, del tutto causale - la somiglianza del soggetto con uno dei vari temi del Rondò che conclude il Primo concerto per pianoforte di Beethoven: 









martedì 13 novembre 2012

270 - Solo per divertimento? (15)

Nel 4° movimento c'è il consueto minuetto, che stavolta è però arricchito da tre variazioni di tipo ornamentale e con queste si alterna. Manca di conseguenza il Trio.


Il Rondò che segue, col suo tema scacciapensieri, potrebbe essere tranquillamente il finale dell'opera, ma in realtà Mozart ci ha riservato una piccola sorpresa, come vedremo. Alcuni passi raffinatissimi (quello turcheggiante in minore a 1:50, per esempio, in cui si contrastano un tema minaccioso e una melodia sorniona dell'oboe) rimandano alla meravigliosa vena melodica del primo tempo:


Il rondò è atipico, perché al posto delle strofe ha veri e propri episodi di peso ragguardevole, in cui anche il tempo della musica si altera prima di ritornare al tema di base. L'ultimo movimento però non è questo, bensì una piccola Marcia alla francese, caso molto raro se non unico in Mozart (per quanto egli concluda sovente le sue Serenate con una marcia), che ha l'effetto di un "rompete le righe":

sabato 3 novembre 2012

262 - Solo per divertimento? (14)

Col Divertimento per orchestra KV 251, scritto nel 1776 per il compleanno della sorella Nannerl, Mozart s'impone subito all'attenzione dell'ascoltatore con un tema svettante e originale, lontano dai consueti accordi o dalle note lunghe e ribattute che costellano gli incipit di tante composizioni dell'epoca:


Tutta l'esposizione dell'Allegro iniziale si mantiene sui livelli sontuosi di questa partenza fulminea e trascinante; se Mozart non avesse risparmiato sullo sviluppo, che in effetti è piuttosto breve benché particolarmente focoso, sarebbe francamente difficile annoverare questo brano maiuscolo tra quelli destinati al genere del divertimento.

Dopo un Minuetto cerimonioso troviamo un Andantino deliziosamente leggero e non privo di sorprese, come il cambio di ritmo a 2:25, quasi un tratto haydniano.



venerdì 21 settembre 2012

254 - Solo per divertimento? (13)

A questo punto della carriera mozartiana, è ormai difficile distinguere tra il divertimento e la serenata vera e propria. Ci sono anzi passi di serenate di questo periodo che potrebbero comodamente appartenere a dei divertimenti e viceversa, come nel caso del 4° movimento del KV 247, un Adagio in cui Mozart trova una melodia meravigliosa e suadente fin dalle prime battute:


Questo brano non sfigurerebbe in una sinfonia, genere in cui Mozart ancora faticava a trovare un'identità ben definita; anche le sezioni successive (lo sviluppo specialmente) non sono meno serie di quelle che troveremmo in un adagio sinfonico.

I minuetti di quest'opera mantengono ancora le caratteristiche dei divertimenti tradizionali e finiscono per influenzare il Finale che, pur cominciando con un Andante molto pensoso, si trasforma in uno spiritoso Allegro assai coi corni in evidenza. Gli archi trottano amabilmente per l'esposizione, ma poi volano nello sviluppo:


mercoledì 11 luglio 2012

246 - Solo per divertimento? (12)

Con il Divertimento KV 247, Mozart torna a scrivere per gli archi. Siamo ormai in pieno clima serenatistico, come dimostra già il primo tempo, tanto più che proprio la maestosa Serenata KV 250 segue di pochissimo questa composizione.


Anche l'estensione di questo brano, per quanto non lunghissima (circa sei minuti), e la complessità dello sviluppo con le sue incursioni in minore ci suggeriscono che siamo in presenza di un'opera più ambiziosa del consueto. In realtà Mozart aveva già alzato il tiro con il precedente Divertimento e ora prosegue logicamente su questa strada: anche le composizioni apparentemente di minor conto sono più valide e accurate.

Il secondo movimento è un altro brano affascinante, con un tema ben definito e di discreta seduzione. Manca solo il violino solista, che si farà sentire nella KV 250:


sabato 7 luglio 2012

240 - Solo per divertimento? (11)

Con il Divertimento per fiati KV 240, Mozart scrive un non piccolo capolavoro di piacevolezza melodica. I segni sono molteplici: l'eloquio sciolto, l'evidente miglioramento della scrittura per questi strumenti, un'inventiva felice e continuamente rinnovata.


Si noti ad esempio la placida, raffinata e scorrevole bellezza del II tema (1:10). Come di consueto Mozart adotta per questi lavori una forma sonata in miniatura, ma pur sempre efficacissima per come favorisce la germinazione spontanea di idee e temi che possono far capolino anche dopo il termine dell'esposizione, riservandosi un posto nello sviluppo.

Anche l'Andante che segue si svolge su melodie molto semplici che saltan fuori una dall'altra. 


Dopo un saltellante Minuetto (7:01) abbiamo un Trio in minore (8:00) che ci sorprende per la sua serietà, prima che si scateni lo spigliato Finale (video seguente).
 

domenica 15 gennaio 2012

212- Solo per divertimento? (10)

Con il KV 213, composto per soli fiati (coppie di oboi, corni e fagotti) e per accompagnare le delizie della tavola, il Divertimento mozartiano sale un altro gradino verso la conquista di un carattere sempre più definito e ben delineato. 

Temi non impegnativi ma di estrema chiarezza, esposizioni melodiche compattissime, impasti timbrici eleganti (pur se non ai livelli sopraffini delle grandi Serenate per organici simili): già dal I tempo quieto e scorrevole di questa breve opera in 4 movimenti riconosciamo queste qualità. Musica ideale per accompagnare un pasto, o un semplice panino imbottito...


L'Andante (4:29) è un breve intermezzo con un soggetto quanto mai sereno, mentre il Minuetto (7:04), assai lineare e cadenzato, presenta alcuni incantevoli passaggi per i due corni. Più vivace il Finale (molto allegro), ribattezzato Contredanse en Rondeau (9:47), che sembra imprimere un effetto di accelerazione in virtù dalle numerose coppie di note ribattute.



lunedì 9 gennaio 2012

206 - Solo per divertimento? (9)

Dopo alcuni graziosi esperimenti, Mozart torna allo stile e alle ambizioni dei primi tentativi nel genere del divertimento con il KV 205. Siamo alle porte delle serenate mozartiane, che proprio in questo periodo e poco più avanti vedranno la luce in quantità cospicue, ma il tono è ancora leggero e al tempo stesso serio.

La bella introduzione (Largo) ha in realtà un piglio quasi serenatistico, salvo poi rientrare nella dimensione del divertimento non appena infilata la porta dell'Allegro (0:54).


La seconda parte dell'opera alterna tempi baldanzosi come il secondo Minuetto e il Finale (6:24) ad altri più sensuali e di stampo operistico come l'Adagio (2:40), senza contare il succoso intervento dei corni nel Trio (1:03) che contrasta con le fatalistiche frasi degli archi:


Piano piano, anche grazie a queste composizioni apparentemente di routine, lo stile mozartiano si plasma elevandosi dalle formule comuni del secolo XVIII e originando temi dal profilo sempre più chiaro e deciso. 

martedì 13 dicembre 2011

181 - Solo per divertimento? (8)

I divertimenti KV 187 e 188, nonostante la vicinanza numerica, sono distanziati da circa 3 anni (il primo è del 1773, il secondo del 1776). Il KV 187, inoltre, è soltanto una trascrizione di pezzi composti da Gluck e Starzer, mentre il KV 188 è autentico e uno dei più affascinanti divertimenti mozartiani.


Di sapore quasi handeliano, il KV 188 punta molte delle sue carte sul bell'impasto timbrico (trombe e timpani, in alcune versioni anche flauti) e sulle felici trovate melodiche.

martedì 29 novembre 2011

167 - Solo per divertimento? (7)

Del tutto atipico l'inizio del quarto divertimento mozartiano, il KV 186 per strumenti a fiato. Il tempo è infatti in 3/4, ma è soprattutto il ritmo di valzer a sorprendere l'ascoltatore, nonostante il materiale tematico trascurabile. Il Minuetto (2:02), più solidamente costruito, è perfettamente settecentesco nel suo incedere meccanico, ma più cantabile nella seconda sezione e soprattutto nel Trio:


L'Andante successivo (4:23) sembra quasi introdurci nelle scene d'opera e anticipa lontanamente l'atmosfera presente nelle arie di Don Ottavio. Quasi religioso, invece, l'Adagio (6:48) che sembra ormai distante mille miglia dal frivolo inizio di questa composizione. L'Allegro finale (9:15) è relativamente esteso e, con i suoi 2/4, crea un nuovo stacco rispetto ai movimenti precedenti.

mercoledì 23 novembre 2011

161 - Solo per divertimento? (6)

Dopo i tre divertimenti/sinfonie KV 136-138, Mozart riprende questo genere limitandosi, per la prima volta, a scrivere solo per strumenti a fiato. Una scelta che in un futuro nemmeno troppo lontano darà alla luce le tre grandi Serenate KV 361, 375 e 388, ma per il momento non pone troppi problemi sotto l'aspetto formale e si presenta quasi come una composizione rilassante, tanto per l'autore quanto per l'ascoltatore:


Dopo questo I tempo giocoso e innocuo abbiamo un minuetto dal tema quasi parodistico per i suoi continui botta e risposta di sorridente meccanicità:


A un andante grazioso punteggiato dal fagotto (http://www.youtube.com/watch?v=MYxJWjWp_q8) fa seguito un tempo brevissimo e più raccolto (Adagio), prima dello spigliato Finale haydniano con le sue note ribattute (1:19):


sabato 19 novembre 2011

157 - Solo per divertimento? (5)

Ultimo dei tre divertimenti-sinfonie per archi, il KV 138 non si discosta dalla cantabilità degli altri due: aperto da un tema quasi rudimentale, da esercizio pianistico, che ricorda le note staccate udite all'inizio del Finale del KV 137, si abbandona poi subito a una melodia ben più sinuosa e riconducibile alla muscialità mozartiana.

Di fatto, come nota il Della Croce, non c'è un secondo tema, sostituito da leggiadre figure melodiche che non assumono un'importanza tale da contrastare il primo. Così per lungi tratti si ha quasi l'impressione che la musica scorra ininiterrottamente, senza arrestarsi per via delle cesure imposte dalla forma-sonata.


Le dimensioni ridotte dei movimenti esaltano la compattezza e la stringatezza dell'opera, che anche nell'Andante mantiene un misurato lirismo con un'altra melodia che potrebbe star bene a teatro. Il movimento riprende una delle caratteristiche di quello che lo precede: un fraseggio elusivo, privo di quell'ordine che solitamente domina la musica di Mozart, ma forse per questo singolarmente affascinante.

Il Finale (5:40) è invece un rondò semplicissimo nella struttura, con un tema a domanda e risposta quasi innocuo, che si anima appena un po' di più nelle poche e rapide strofe, che tuttavia sorprendono per la loro varietà.


domenica 13 novembre 2011

151 - Solo per divertimento? (4)

Nel meno noto Divertimento KV 137 Mozart adotta la struttura della sinfonia da chiesa, genere affrontato sporadicamente da Joseph Haydn e caratterizzato dal fatto di cominciare con un andante, mentre l'allegro, consuetamente in prima posizione, va in seconda.


L'anomalia di questa disposizione dei tempi è messa in risalto dall'instabilità tonale e melodica del primo movimento, che ripercorre con tinte ben più incerte - quasi smarrite - il tema principale del Divertimento precedente.

Se il carattere può disorientare l'ascoltatore, abituato all'entusiasmo disteso dell'esposizione mozartiana, il fraseggio e il lotto delle melodie impiegate sono riconoscibilissimi, appartenendo in pieno al lessico musicale dell'autore. Più deciso, e quasi in odore di Sturm und Drang (secondo il Della Croce), è invece il 2° movimento, quasi una riedizione del brano che aveva aperto il KV 136:


mercoledì 2 novembre 2011

142 - Solo per divertimento? (4)

Nel II tempo del Divertimento KV 136, Mozart scrive di fatto un'aria d'opera che può ricordare molto vagamente l'incipit della futura e lontana "Deh se piacer mi vuoi" (Clemenza di Tito). Tema leggiadro (aggettivo tipico per l'epoca e particolarmente calzante qui), esposizione che prosegue in stile lirico. Il carattere del brano non rinnega la felicità che sgorgava nel movimento d'apertura, né il breve sviluppo insinua ombre sull'idillio in corso.


Le affascinanti melodie degli archi lasciano nuovamente il posto a una corsa sfrenata nel Finale, dove sei note, quasi a mo' di starter, danno il segnale di partenza:


Alla settima nota torna il tema iniziale di tutto il Divertimento. L'autore insiste sugli staccati con cui aveva aperto il pezzo, ma non contento impernia il rapido sviluppo su un inatteso fugato, senza perdere nulla dell'allegrezza che già aveva pervaso il I tempo, prima che un paio di violenti accordi riportino alla ribalta il soggetto di partenza. 

domenica 16 ottobre 2011

132 - Solo per divertimento? (3)

Con i successivi tre Divertimenti (dopo il KV 113 e il 131) Mozart trova un compromesso tra questo genere e quello sinfonico, In realtà è probabile che il compositore li avesse concepiti come sinfonie tant'è vero che Einstein li considera tali (in quanto mancanti dei consuetti 2 minuetti) e il Della Croce li inserisce nella sua monografia sulle Sinfonie mozartiane, sebbene in un capitolo a parte.  

In realtà anche il KV 113 constava di soli quattro tempi, dunque di un minuetto soltanto, e si sarebbe potuto scambiare per una sinfonia, ma era stato espressamente definito da Mozart stesso "Divertimento a 8" (e anche "Concerto", tra l'altro).



Il Divertimento in re KV 136, di gran lunga più noto dei due che lo seguono in virtù dell'arciconosciuto primo tempo, si apre con un tema discendente che Mozart utilizzerà altrove e a lungo (riapparirà, con tonalità identica, nel Rondò KV 485, nel Finale del Quartetto KV 478, ma anche nel finale di questa stessa opera e, in tempo Andante, all'inizio del KV 137).

Anche in questo primo tempo abbiamo una florida esposizione e, per contro, uno sviluppo in minore, anche abbastanza esteso per allargare la zona d'ombra regolarmente presente anche nelle composizioni mozartiane più votate all'ottimismo.

lunedì 3 ottobre 2011

121 - Solo per divertimento? (2)

Dopo il KV 113, composto nel 1771, Mozart scrive un altro Divertimento per orchestra l'anno seguente. Siamo già molto più vicini all'ambito della sinfonia, e non solo per via dell'organico nutrito (flauto, oboe, corni, fagotto e naturalmente gli archi) e particolarmente collaborativo. Il piglio con cui questa musica si leva subito dal silenzio è degno di occasioni più importanti, e non per caso quest'opera è letteralmente sommersa da un buon numero di sinfonie - anch'esse tutte di ottimo livello:


Già nel I tempo abbiamo il secondo tema, un sorridente spunto melodico, affidato al flauto, e poi ripreso dall'orchestra che lo anima con le sue sincopi. Nel 2° movimento, tuttavia, Mozart si supera: benché il pezzo sia di competenza dei soli archi, il suo fascino e l'ampiezza dei suoi temi, le sorprese per quanto riguarda la dinamica e la raffinatezza del fraseggio ci portano già più avanti nel tempo.

Nel primo video qui presentato si passa direttamente al ricchissimo finale, pagina d'assalto in cui Mozart riprende tutti gli strumenti per ricavarne splendidi effetti timbrici, senza mai lasciare al caso la struttura del brano, che a un bel momento accelera trasformandosi in un Allegro assai che conclude in festa l'intera composizione.

Il III movimento vero e proprio, in realtà, è un Minuetto fornito di ben tre Trii (caso unico in Mozart), il primo affidato ai soli corni, il secondo al flauto, all'oboe e al fagotto, il terzo infine a entrambi i gruppi di strumenti:



lunedì 19 settembre 2011

107 - Solo per divertimento?

Nel 1771, anno in cui nascono alcune splendide sinfonie (la KV 114 su tutte), Mozart scrive il suo primo Divertimento, genere compositivo chiaramente destinato ad intrattenere senza troppo impegno l'ascoltatore, terreno fertilissimo per l'invenzione melodica, meno per la profondità del pensiero musicale. 

In questa composizione, catalogata come KV 113 e a dire il vero eccellente, Mozart prevede per la prima volta i clarinetti in partitura, oltre ai corni e agli archi, e sei anni dopo realizzerà una seconda versione con oboi, fagotti e corni inglesi aggiunti.

Il primo tempo non dà affatto l'idea di un'opera rilassata, pur presentando sezioni molto ridotte (l'intero brano non dura 4 minuti): le varie parti sono molto elaborate, quasi concertanti, lo scorrere melodico gradevolmente fluido e assecondato dal timbro dell'organico:



Il secondo movimento (4:00) comincia con una tipica formula mozartiana che fa pensare subito alle serenate per fiati (KV 361, 375 e 388) ancora molto di là da venire, mentre il Minuetto (7:50), con la sua sequenza accordale, ricalca quelli delle sinfonie ed è appena sfiorato dal sol minore del brevissimo Trio.

Il Finale (9:40), con i suoi staccati, è invece più somigliante al tempo conclusivo di un quartetto per archi. Spigliatissimo, leggero e blandamente agitato dai tremoli, è notevole anche per la bellissima chiusa trionfale.


Come accennato, è della stessa epoca la Sinfonia KV 114, nel cui primo tempo abbiamo un esempio splendido dell'uso della tonalità di la maggiore, sempre foriera di una felice e sinuosa vena melodica.