Cerca in Daily Mozart

Visualizzazione post con etichetta Concerti per violino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Concerti per violino. Mostra tutti i post

lunedì 12 novembre 2012

269 - "Nessun valore musicale considerevole"

Nessuno si sarebbe scandalizzato se ci avessero parlato delle Contraddanze KV 267 (mai sentite?) come un buon pezzo. O forse qualcuno sì, un paio, di nome Wyzewa e Saint-Foix, per i quali non contenevano "nessun valore musicale considerevole". Il secondo poi, vide meraviglie nell'improbabile lento del Concerto KV 268, dichiarato spurio a furor di critica e probabilmente composto da un violinista amico di Mozart che aveva poche speranze nel campo della composizione.


Le quattro Contraddanze del nostro post, scritte più per piacere personale e altrui che per mettere in luce un solista, sono uno dei numerosi lavori scritti da Mozart per il carnevale (salisburghese o viennese, secondo i casi). Le danze, poi, sono l'ordinaria amministrazione nell'agenda d'impegni mozartiana, ma anche in questo caso mostrano una cura non disprezzabile dell'orchestrazione, sempre varia e felicemente realizzata. 

Si troverà particolarmente azzeccato il minestrone timbrico del secondo brano (1:26), dove flauti, fagotti e corni fanno la loro porca figura.

domenica 29 gennaio 2012

225 - Un gioiellino

Facile facile, eppure ben composto, il Rondò per violino e orchestra KV 373 è un esempio di ottimismo in musica: Mozart lo scrisse appena arrivato a Vienna, fresco reduce dalle battaglie con Colloredo. Si respira l'atmosfera felice del talento che finalmente può spiccare il volo, anche se le cose non andranno sempre come previsto.

Concerti di Mozart per violino in do maggiore non ce ne sono, per cui considera questo breve rondò un pezzo isolato, magari destinato a chissà quale concerto.



Nella sua eleganza, questa musica ha anche una bella strofa in minore (3:20) con un tema udito certamente molte altre volte, una sorta di topos musicale che, nella versione mozartiana, suona molto piacevole. 

martedì 20 dicembre 2011

186 - Verso la Prima in sol minore: due sinfonie e una serenata (3)

Se proprio non si va a spulciare nel campo dell'insolito (KV 388 e poco altro), una Serenata è quanto di più lontano possa immaginarsi da una sinfonia in sol minore. La KV 185, pur scritta poco tempo prima, non fa eccezione ed è costituita come di consueto da una sinfonia (con due minuetti) e da un concerto per violino in soli due tempi. 



Dopo un primo tempo tranquillo, ecco una discreta anticipazione dei tempi lenti che incontreremo nei concerti per violino, ormai non tanto lontani:


Seguono alcuni movimenti più convenzionali, ma il finale introdotto da un Adagio (che sulle prime dà l'impressione di un tempo a sé stante) si stacca dal livello generale dell'opera al pari dell'Andante grazioso appena ascoltato:







sabato 8 ottobre 2011

125 - Il Re Pastore

Opera variamente giudicata dalla critica, ma splendida dal punto di vista strettamente musicale, il Re Pastore nasce durante la stagione dei cinque Concerti per violino. Pur senza registrare progressi sotto l'aspetto drammatico, Mozart fa qui sfoggio di una generosità melodica ormai straripante.

In genere le arie hanno un andamento tranquillo, in linea con il tema pastorale. Tuttavia, specialmente nell'aria che segue (una delle ultime dell'opera), Mozart quasi si "verdizza", scatenando un'orchestra rabbiosa per accompagnare la disperazione del povero Agenore:


Nell'altro atto (il primo) Mozart sfoggia fin dall'inizio invenzioni cantabili felicemente ispirate. Compaiono, tra le altre cose, le prime battute del Concerto KV 216 (vedi anche http://dailymozart.blogspot.com/2011/04/68-opera-seria-arie-da-concerto-e.html):


L'Ouverture, invece, dopo il Molto Allegro iniziale, sfocia nella prima aria dell'opera, "Intendo amico rio", che suggerisce subito all'ascoltatore il carattere di questa musica danzata, quasi staccata dalla terra:


giovedì 22 settembre 2011

110 - La tonalità della tenerezza

Oltre al perfetto Trio KV 542 (vedi http://dailymozart.blogspot.com/2011/09/102-dal-terzetto-con-pianoforte-al-trio.html), Mozart scrisse in mi maggiore anche un Adagio per violino e orchestra, in realtà movimento sostitutivo del tempo centrale del Concerto KV 219 in la: si tratterebbe quindi di un passaggio alla dominante dal I al II movimento di una composizione, caratteristica frequentissima nei concerti (e non solo) del '700.

Resta il fatto che questa tonalità rimane associata a brani particolarmente dolci e di fascino melodico forse persino superiore a quello legato al più frequente la maggiore. Vi si trovano momenti di abbandono lirico propri di un compositore romantico, al punto da far pensare che il mi maggiore sia un sinonimo di tenerezza in musica:


A quanto pare, la ragione per cui il mi maggiore è così raro nella produzione mozartiana e classicista in genere consiste invece nell'intonazione degli strumenti e in particolare degli archi, le cui corde vuote corrisponderebbero a note appartenenti alla tonalità di re maggiore. In tal modo sarebbe stato ragionevole evitare tonalità ardue come il do# o il mi maggiore, irte di diesis in chiave e troppo lontane, nonostante la "vicinanza semitonale", al rassicurante re che si riscontra in numerosissime composizioni e più che mai nelle sinfonie; tanto più che, all'epoca, nelle orchestre il virtuosismo era ancora relativamente modesto.

Dopo l'Adagio e il Trio, Mozart rigiocherà la carta tutta particolare del mi maggiore nel Terzettino "Soave sia il vento", altro prodigio melodico, sorta di pittura in musica dell'opera lirica mozartiana, pur partendo da un tema mozartiano già presente in molte altre composizioni (Concerto per fagotto, Aria "Porgi amor", ecc.).




mercoledì 31 agosto 2011

89 - Un concerto in tribunale

Un compositore come Mozart non poteva lasciare indifferenti gli autori di falsi musicali. Ecco quindi spuntare dal nulla un Ottavo concerto per violino, dopo il discusso KV 268 e il "rifatto" KV 271i che faticano a trovare chi sostenga la loro autenticità.

Trattasi del Concerto KV 294a, oggi ricatalogato in Appendice al Catalogo Koechel come C14.05 insieme ad altre opere quantomeno dubbie e composto in realtà non da Mozart, come molti critici (cascandoci in pieno) avevano creduto, bensì dal violinista Casadesus, che probabilmente  non l'avrebbero mai "beccato" se non avesse ammesso lui di aver scritto quest'opera. Lo confessò in tribunale, dove si trovava non per ragioni direttamente attinenti all'autenticità dell'opera, ma perché si erano dimenticati di mettere il suo nome sulla copertina del disco come autore dell'armonizzazione e della trascrizione del concerto (come afferma il Della Croce).

A titolo di curiosità, ecco l'audace imitazione nei suoi tre movimenti:


Secondo movimento:


Il finale:

martedì 30 agosto 2011

88 - Un concerto controverso

Secondo i critici, l'ipotesi più probabile è che il Concerto KV 268, dato per autentico dal Kochel, ma poi buttato a mare da quasi tutta la critica, sia statto scritto a quattro mani. Mozart abbozzò i temi e poi li lasciò a un violinista, tale Eck (se poi è stato lui), il quale li avrebbe assai maldestramente completati. Addirittura si pensa che il 2° movimento, ritenuto debolissimo, sia stato composto di sana pianta dall'oscuro destinatario dei temi: una teoria completamente costruita ad hoc sulla qualità di un concerto che ha avuto una sorte anche peggiore del KV 271i, al quale almeno le case discografiche han dedicato una qualche attenzione.

Oggi proviamo a rispolverarlo nell'esecuzione di Uto Ughi. Non sembra una composizione così malvagia:


Se non è stato Mozart a scriverlo, comunque non sarà stato neppure un imbrattaspartiti...

martedì 19 aprile 2011

68 – Opera seria, arie da concerto e concerti. La voce come strumento, lo strumento come voce

Normalmente la voce è uno strumento musicale ben più complesso degli altri: per fare un paragone geometrico, è come se fosse una figura tridimensionale mentre il pianoforte, il flauto, il clarinetto, il violino eccetera potrebbero essere considerati “a due dimensioni”. La voce umana ha insomma più flessibilità nell’esprimere i sentimenti e, potendo scandire parole anziché dei suoni, può rendere il carattere d’un personaggio e le sue sensazioni meglio di un’orchestra al completo.

Nell’opera seria non pare fosse così. Voci e strumenti si prendevano la loro spettanza di passaggi virtuosistici, e le prime si esibivano come se il testo fosse una sorta di tappeto sul quale modulare la rappresentazione di un affetto, alternandosi spesso con i secondi durante le arie, eseguendo frasi identiche senza aggiungervi un filo d’espressione in più. In Mozart, finché non si cambia letteralmente musica con il singspiel o con le opere dapontiane, non è che le cose stiano tanto diversamente.

Del Lucio Silla il critico Einstein afferma che “Vi avrebbe potuto trovare materiale per una dozzina di sinfonie”. Correggiamo lievemente sostituendo a “sinfonie” il termine “concerti”, perfettamente equivalente per struttura e andamento alle arie dell’opera, e avremo centrato il punto. Tanto più che il primo tempo del Concerto per violino KV 216 ritorna nelle sue caratteristiche essenziali (tema principale compreso) nella seconda aria del Re Pastore, e se analizziamo moltissimi dei numeri appartenenti alle opere serie giovanili abbiamo altrettanti tempi da concerto: esposizione orchestrale, entrata del solista (ossia della voce), secondo tema – che poi corrisponde alla seconda strofa del testo – ritorno del primo e cadenza conclusiva prima che l’orchestra riprenda la linea.