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venerdì 21 settembre 2012

254 - Solo per divertimento? (13)

A questo punto della carriera mozartiana, è ormai difficile distinguere tra il divertimento e la serenata vera e propria. Ci sono anzi passi di serenate di questo periodo che potrebbero comodamente appartenere a dei divertimenti e viceversa, come nel caso del 4° movimento del KV 247, un Adagio in cui Mozart trova una melodia meravigliosa e suadente fin dalle prime battute:


Questo brano non sfigurerebbe in una sinfonia, genere in cui Mozart ancora faticava a trovare un'identità ben definita; anche le sezioni successive (lo sviluppo specialmente) non sono meno serie di quelle che troveremmo in un adagio sinfonico.

I minuetti di quest'opera mantengono ancora le caratteristiche dei divertimenti tradizionali e finiscono per influenzare il Finale che, pur cominciando con un Andante molto pensoso, si trasforma in uno spiritoso Allegro assai coi corni in evidenza. Gli archi trottano amabilmente per l'esposizione, ma poi volano nello sviluppo:


mercoledì 11 luglio 2012

246 - Solo per divertimento? (12)

Con il Divertimento KV 247, Mozart torna a scrivere per gli archi. Siamo ormai in pieno clima serenatistico, come dimostra già il primo tempo, tanto più che proprio la maestosa Serenata KV 250 segue di pochissimo questa composizione.


Anche l'estensione di questo brano, per quanto non lunghissima (circa sei minuti), e la complessità dello sviluppo con le sue incursioni in minore ci suggeriscono che siamo in presenza di un'opera più ambiziosa del consueto. In realtà Mozart aveva già alzato il tiro con il precedente Divertimento e ora prosegue logicamente su questa strada: anche le composizioni apparentemente di minor conto sono più valide e accurate.

Il secondo movimento è un altro brano affascinante, con un tema ben definito e di discreta seduzione. Manca solo il violino solista, che si farà sentire nella KV 250:


domenica 15 gennaio 2012

212- Solo per divertimento? (10)

Con il KV 213, composto per soli fiati (coppie di oboi, corni e fagotti) e per accompagnare le delizie della tavola, il Divertimento mozartiano sale un altro gradino verso la conquista di un carattere sempre più definito e ben delineato. 

Temi non impegnativi ma di estrema chiarezza, esposizioni melodiche compattissime, impasti timbrici eleganti (pur se non ai livelli sopraffini delle grandi Serenate per organici simili): già dal I tempo quieto e scorrevole di questa breve opera in 4 movimenti riconosciamo queste qualità. Musica ideale per accompagnare un pasto, o un semplice panino imbottito...


L'Andante (4:29) è un breve intermezzo con un soggetto quanto mai sereno, mentre il Minuetto (7:04), assai lineare e cadenzato, presenta alcuni incantevoli passaggi per i due corni. Più vivace il Finale (molto allegro), ribattezzato Contredanse en Rondeau (9:47), che sembra imprimere un effetto di accelerazione in virtù dalle numerose coppie di note ribattute.



lunedì 9 gennaio 2012

206 - Solo per divertimento? (9)

Dopo alcuni graziosi esperimenti, Mozart torna allo stile e alle ambizioni dei primi tentativi nel genere del divertimento con il KV 205. Siamo alle porte delle serenate mozartiane, che proprio in questo periodo e poco più avanti vedranno la luce in quantità cospicue, ma il tono è ancora leggero e al tempo stesso serio.

La bella introduzione (Largo) ha in realtà un piglio quasi serenatistico, salvo poi rientrare nella dimensione del divertimento non appena infilata la porta dell'Allegro (0:54).


La seconda parte dell'opera alterna tempi baldanzosi come il secondo Minuetto e il Finale (6:24) ad altri più sensuali e di stampo operistico come l'Adagio (2:40), senza contare il succoso intervento dei corni nel Trio (1:03) che contrasta con le fatalistiche frasi degli archi:


Piano piano, anche grazie a queste composizioni apparentemente di routine, lo stile mozartiano si plasma elevandosi dalle formule comuni del secolo XVIII e originando temi dal profilo sempre più chiaro e deciso. 

venerdì 23 dicembre 2011

190 - Paralleli

Accade spesso che Mozart, con tutta probabilità inconsciamente, ripeta spezzoni di suoi temi ad anni di distanza da quando li aveva composti. Per esempio un soffio dell'aria "Vedrai carino" torna in un andante di una sua sonata per piano a quattro mani, il passaggio "Donne vedete" in un'altra opera dello stesso genere (come ha osservato Hildesheimer). 

Un altro curioso esempio è costituito dall'opera incompiuta "L'oca del Cairo", che in un suo Duetto piuttosto spiritoso e già premonitore delle schermaglie tra Figaro e Susanna cita un tema che il mozartiano accanito ha già sentito da qualche parte.



Il secondo tema della Marcia KV 335 n. 1 (a 0:36) è identico a quello di questo duetto.

martedì 20 dicembre 2011

186 - Verso la Prima in sol minore: due sinfonie e una serenata (3)

Se proprio non si va a spulciare nel campo dell'insolito (KV 388 e poco altro), una Serenata è quanto di più lontano possa immaginarsi da una sinfonia in sol minore. La KV 185, pur scritta poco tempo prima, non fa eccezione ed è costituita come di consueto da una sinfonia (con due minuetti) e da un concerto per violino in soli due tempi. 



Dopo un primo tempo tranquillo, ecco una discreta anticipazione dei tempi lenti che incontreremo nei concerti per violino, ormai non tanto lontani:


Seguono alcuni movimenti più convenzionali, ma il finale introdotto da un Adagio (che sulle prime dà l'impressione di un tempo a sé stante) si stacca dal livello generale dell'opera al pari dell'Andante grazioso appena ascoltato:







mercoledì 7 dicembre 2011

175 - Verso la Prima in sol minore: due sinfonie e una serenata (2)

Dopo l'Allegro genericamente festoso che la apre, la Sinfonia KV 181 si abbandona improvvisamente a un breve e melodioso Andantino in cui spicca l'oboe:


Siamo nel pieno di un'Ouverture italiana, tant'è vero che anche il Finale viene attaccato direttamente dopo l'Andantino, senza pause. E' un rondò estremamente sbrigativo con una coda che spazza via definitivamente anche le poche ombre in minore, presenti nella prima delle due strofe del brano.


Tra quest'opera e la Sinfonia successiva s'inserisce la Serenata KV 185, che vedremo in un post successivo.

domenica 4 dicembre 2011

172 - Verso la Prima in sol minore: due sinfonie e una serenata

Difficile pensare a un percorso lineare del sinfonismo mozartiano quando si pensa alla Piccola sinfonia in sol minore KV 183 e alle opere dello stesso genere che l'hanno immediatamente o di poco preceduta. Ha certamente più senso considerare anche i lavori dei contemporanei che, in un accesso di Sturm und Drang che ha dato ottimi frutti, diedero molto probabilmente a Mozart un po' di spunti necessari per assimilare, come suo solito, una corrente, uno stile, un modo di essere, e di trarne come il meglio.

Restano, però, quelle sinfonie galanti composte pochi mesi o addirittura pochi giorni prima della KV 183. Una di queste, dall'inizio particolarmente festoso e del tutto privo di problemi, la Sinfonia KV 181 in re maggiore, pienamente in linea con la propria tonalità:


A titolo di mera curiosità riportiamo qui anche una trascrizione per orchestra di mandolini. Un'altra versione originale improbabile, insomma, ma i tremoli iniziali sembrano adattarsi a questo particolare strumento per cui scrisse anche Vivaldi:


giovedì 3 novembre 2011

143 - "Uno strumento che proprio odio" (7)

Altro quartetto per flauto in soli due movimenti, il KV 285b in do maggiore presenta un tema simile a quello del KV 285 (addirittura identico all'inizio, esendo costituito da una nota lunga seguita da un trillo una terza sotto), per quanto condotto con minore maestria e maggior rigidità. Il secondo soggetto è introdotto da una nota ribattuta, caso piuttosto raro in Mozart:


Il II tempo è invece costituito dalle stesse variazioni che ritroveremo, per tutt'altro organico, nella Serenata Gran Partita KV 361, uno dei capolavori assoluti mozartiani:


Nella futura opera, i quattro strumenti diverranno tredici, il numero dei movimenti aumenterà da due a sette (non contando l'introduzione lenta), la genialità di Mozart si rifletterà non solo sull'invenzione melodica, ma anche sulla felice scelta timbrica e sull'ammirevole condotta delle parti, il tutto in una composizione che costituirà una vera e propria passerella per gli strumenti a fiato.

sabato 24 settembre 2011

112 - Due composizioni in una (3)

Gli ultimi movimenti della Serenata KV 100 sono un breve Andante di appena due minuti, un Minuetto e un Allegro.

L'Andante è impreziosito dalla partecipazione pressoché continua dei fiati e si basa su una melodia assai semplice:


Il Minuetto, invece, percorre sentieri non nuovi con il suo viavai di scale ascendenti e discendenti, ma si alterna opportunamente con un Trio in minore più fosco.


Il finale, un rondò pure a ritmo di danza, ricorda vagamente quello della Sinfonia KV 16, ed è ancora generico e sbrigativo come molti dei tempi conclusivi che rallegravano un po' superficialmente le opere di questo tipo. Mozart andrà ben oltre in Serenate più ambiziose come la KV 250, per esempio, dove l'ultimo movimento sarà introdotto da un Adagio appassionato e solenne e si snoderà lungo diversi temi come una trionfale passeggiata in carrozza.





giovedì 15 settembre 2011

103 - Due composizioni in una (2)

La sinfonia concertante per oboe e corno, compresa nel prezzo della Serenata KV 100, si conclude baldanzosa con un breve Allegro che impegna gagliardamente i due strumenti:


Dopodiché, si riprende con la sinfonia pura e semplice, e precisamente con un Minuetto haydniano, non solo nel tema (è stata segnalata dal Della Croce la somiglianza con il Minuetto della Sinfonia n. 96, chiaramente più avanzato e più imponente per ragioni di cronologia, essendo stato composto oltre vent'anni dopo), ma anche nel carattere.



lunedì 12 settembre 2011

100 - Due composizioni in una

Come fece 100 il signor Wolfgang Amadeus Mozart? Secondo Ludwig von Köchel, che ne ha catalogato le opere, con la sua prima Serenata per orchestra intitolata "Final-Musik", che a detta del Della Croce si può scomporre agevolmente in due composizioni: una sinfonia (di cinque movimenti e con due minuetti) e un'altra sinfonia, stavolta concertante, per oboe e corno.

È effettivamente un bel tempo di sinfonia, anche se breve, quello che apre la Serenata. Dopo il tema a terrazze costruito sull'accordo ascendente di re maggiore, sul quale l'autore ricama un po' prima di affrontare il secondo soggetto, si apprezza già un periodare agile e screziato da quei passaggi in minore che già contribuiscono a formare il tipico Allegro mozartiano.


Il secondo movimento, Andante, potrebbe essere inizialmente scambiato per un altro tempo della sinfonia, e invece siamo già nel primo tempo della concertante, come attesta la presenza dell'oboe e del corno che dopo appena un minuto già si lanciano in una cadenza. 


Il fatto che questa concertante inglobata in una Serenata cominci con un tempo non particolarmente mosso non deve meravigliare, perché Mozart si regola così anche in altre composizioni di questo genere (la KV 250 e la KV 320 sono esempi importanti di questa consuetudine).

Il convenzionale Minuetto che segue fa anch'esso parte della concertante, ma gli strumenti solisti si fanno vivi solo nel trio.

 

sabato 3 settembre 2011

92 - “Una bella Serenata”: la KV 320

Avevamo già parlato della Serenata Posthorn in alcuni post (in particolare qui: http://dailymozart.blogspot.com/2011/05/78-marce-per-orchestra-kv-335-n-2.html). Riprendiamo l'analisi dell'opera con il 2° movimento, un Minuetto non meno sfarzoso del primo tempo.


Nel terzo movimento s’inserisce una sinfonia concertante per oboe e flauto, con un quieto Andantino seguito da un Rondò particolarmente melodioso.



I casi sono due: o Mozart ha rinviato la ribellione a tempi più propizi oppure lo stato d’animo del compositore non coincideva con quello espresso dalla musica. Solo l’Andantino tradisce una malinconia più vicina alla tristezza che alla collera, una sensazione che viene spazzata via dal successivo Minuetto (con due trii), ammantato di temi regali. Nel secondo trio fa capolino il corno da postiglione (2: 36):




Il Finale è sbrigativo, ma pure festoso, con un secondo tema euforicamente saltellante:



martedì 17 maggio 2011

78 - Marce per orchestra: KV 335 n. 2

L’altra marcia probabilmente destinata a chiudere la Serenata Posthorn sfoggia una folla di temi, alcuni dei quali anche intonati dai fiati, alternando momenti imperiosi ad altri più dolci. Orchestrata per archi, corni, trombe e flauti. Priva di sviluppo, la marcia prosegue con una seconda parte (2:01), altrettanto leggera e ottimista, dove vengono introdotte melodie totalmente nuove:



La Serenata Posthorn vede Mozart scalpitante e furibondo a Salisburgo, oltre che desideroso di cambiare aria al più presto. Gli ci vorranno ancora due anni per andarsene, ma intanto fioccano capolavori: se non la Messa dell’Incoronazione KV 317, ancora incerta, le Sinfonie KV 318 e KV 319, con questa Serenata, mostrano uno stile sanguigno, lontano dalle concessioni parigine.
Si son volute notare nel trio del postiglione la volontà e la speranza di ripartire verso mete ambiziose, ma quest’opera è trionfale e l’unico movimento nettamente contrastante è il quinto movimento di cui s’è già parlato in http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/48-un-mozart-serissimo.html.

I tempi ampi e solenni del primo tempo, con un Adagio introduttivo davvero maestoso, ci porterebbero già a Vienna se solo Mozart non avesse chiuso quasi del tutto con le Serenate nella capitale austriaca.

domenica 15 maggio 2011

77 - Alle soglie del Ratto dal Serraglio: l’incompiuta Zaide (4)

Opera senza capo né coda (nel senso che le mancano l’ouverture e il finale), la Zaide è stata completata con mezzi puramente strumentali e già disponibili, attingendo ovvero dall’ampio arsenale delle musiche composte da Mozart per l’orchestra e più o meno coeve. Così saltò fuori la sinfonia KV 318 come probabile presentazione dell’opera, mentre la baldanzosa marcia KV 335 venne adottata come conclusione festosa.



A dire il vero, non essendosi conservato il libretto dell’opera, non sappiamo neppure se questa finisse bene o male, per cui la scelta della marcia appena menzionata è palesemente arbitraria. In realtà non è chiaro se le due marce KV 335 fossero comprese nel prezzo della Serenata Posthorn KV 320 o di qualche altra opera dello stesso genere.

mercoledì 29 dicembre 2010

48 - Un Mozart serissimo

Senza andare a spulciare nel tragico si possono trovare delle composizioni mozartiane che, pur improntate a una serena allegrezza di fondo, contengono un brano fosco o terribilmente serio che contrasta visibilmente col resto. Un paio di esempi li vedremo oggi con due numeri di catalogo di natura totalmente differente (una Serenata nel primo caso, un Concerto per piano nel secondo), e con scopi altrettanto distanti.

La Serenata Posthorn KV 320 in re, composizione sontuosa con un briciolo di “nostalgia futura” (Mozart brama di vivere a Vienna, con tutte le sue forze), parte con un movimento di gioia sfrenata introdotto da un Adagio (manco a dirlo) maestoso. Nel quarto tempo, però, dopo che la festa è andata avanti senza intoppi, irrompe un tenebroso Andantino in re minore di dolorosa eloquenza:



Pur turbando non poco l’auditorio, questo movimento è seguito da brani di carattere opposto che riporteranno il sereno.

Ancor più riuscito e affascinante è il Concerto per pianoforte KV 453 in sol maggiore, opera oltretutto originale perché, anziché presentarsi all’ascoltatore con gli abituali accordi di tonica, comincia con un tema cantabile e si snoda placidamente, tenendosi cautamente lontano dai trionfalismi, ma è soprattutto nell’Andante (unico per quel continuo cangiarsi di atmosfere) che Mozart esce del tutto fuori dal suo tempo.

Nessuno riuscirà a tenergli dietro in quest’avventura al di fuori dai sentieri battuti, neppure i compositori che verranno dopo di lui:




Segue lo stesso tempo in versione pianistica:




Favolosa l’orchestrazione con le sue finissime tinte timbriche, gli scambi delle frasi musicali tra i fiati, l’improvviso schiudersi delle melodie malinconiche o speranzose.