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domenica 8 aprile 2012

235 - Le due facce della sofferenza: l'Ave Verum e la Musica funebre massonica

Possiamo mettere in conflitto il Mozart religioso e il Mozart massonico o considerarli due facce della stessa preziosa moneta: tuttavia è difficile trovare, nella produzione del secondo, gli stessi accenti di pietà e sofferenza che abbondano nel primo, dal Requiem alla Grande Messa fino ad altri numerosi esempi delle sue opere di musica sacra.

Per una volta, però, anche nel corpus compositivo ad uso e consumo della Massoneria compare una descrizione in musica del dolore, curiosamente imperniata su un cantus firmus che potrebbe tranquillamente far parte di una Messa:


Nel suo ferrigno do minore, la Musica funebre massonica può descrivere solo la morte e (nelle ultime battute) la sua pace, non la Resurrezione; un confronto con il più tardo Ave Verum Corpus risulta illuminante. Tanto è fissa e dolente la Musica funebre massonica, quanto è priva di queste caratteristiche l'Ave Verum.

In quest'ultima opera non c'è esultanza né accoramento, bensì una contenuta serenità appropriatissima per il testo e per il contesto; echi d'opera lirica si possono intendere sul finire del mottetto, dove passa veleggiando una citazione sicuramente involontaria del Così fan tutte (!):


Il pezzo citato si riconosce agevolmente (da 2:37; è tratto dal concertato "Di scrivermi ogni giorno") e si contrappone per cantabilità alla melodia iniziale, addolcita da un piccolo cromatismo.

mercoledì 21 settembre 2011

109 - Musica sacra. Gli ultimi fuochi prima delle grandi incompiute

Nello stesso periodo della Sinfonia KV 338, e un poco più avanti (durante la composizione dell’Idomeneo), Mozart scrive molta musica sacra, che rappresenta l’ultima fioritura dedicata a questo genere nell’ambito della sua produzione se eccettuiamo la Grande Messa KV 427, l’Ave Verum e il Requiem; di fatto, anche il Kyrie di Monaco KV 341 si potrebbe configurare come la sua prima, grande incompiuta, perché pare dovesse costituire il primo pezzo di una Messa per Monaco e per il Principe elettore.

La più divertente (verrebbe da dire sbarazzina) di queste composizioni è la Sonata da chiesa KV 336, contemporanea alla Zaide e al Thamos, un tempo da concerto per organo e orchestra invero senza troppe pretese, forse un’autoparodia dei suoi ben più fastosi e impegnati concerti per pianoforte:


Dello stesso periodo sono due Lieder spirituali più seri, entrambi sotto il numero di catalogo 343, ma assai meno mozartiani con il loro scarno colore e più somiglianti a corali bachiani:


Lied KV 343/I - O Gotteslamm


 Lied KV 343/II - Als aus Ägypten

mercoledì 31 agosto 2011

90 - Capolavori in cantina

Tutti conoscono il Requiem, molti l'Ave Verum Corpus, parecchi il Kyrie di Monaco. Sembra invece negletto il Sancta Maria KV 273, uno dei primi grandi brani sacri di Mozart. 

La brevità di questo Graduale per coro e orchestra ben si sposa con la sua semplicità di temi e di struttura. Il cromatismo del soggetto iniziale, in do maggiore, è sufficiente a creare una tensione positiva e fiduciosa, che dà il tono a tutto il pezzo.  


Anche le parti "in ombra" (i brevi passaggi in do minore) vengono rapidamente sopraffatti dall'aura ottimistica dell'opera.