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sabato 10 dicembre 2011

178 - Arie a confronto

Nel 1778 Mozart viene preso in ostaggio da una sua amica cantante (Dorothea Wendling) e obbligato a scrivere un'aria per lei. La scelta cade su un brano celebre della Didone Abbandonata metastasiana, libretto preso d'assalto dai compositori, anche da alcuni molto illustri (tra questi Albinoni, Jommelli, Piccinni e Mercadante, tanto per dare un'idea dell'arco temporale in cui questo dramma venne considerato dagli operisti).

Ascoltando la versione di Piccinni a confronto con quella di Mozart, si possono valutare agevolmente le differenze, non tanto di stile quanto di efficacia.


L'aria di Piccinni non manca di grazia, ma è priva di quella naturalezza realistica che invece Mozart, nonostante le convenzioni dell'epoca, riesce a conferire sia al recitativo che all'aria, nel complesso (e non a caso) più brevi rispetto al collega:



Lo stesso Schubert musicò la scena e Salieri, suo insegnante, vi apportò delle correzioni:

domenica 12 dicembre 2010

33 - Sostituti insostituibili

Oltre alle arie che Mozart scrisse come pezzi sostitutivi per le proprie opere, sono da conoscere i suoi pezzi sostitutivi per opere altrui, che spesso son degni di maggior attenzione rispetto a molti di quelli che abbiamo visto nei giorni scorsi.

Divertente, nello stile dell’opera buffa più spensierata, l’Aria “Clarice cara mia sposa dev’essere” (KV 256), autentico sberleffo in note ribattute da inserire nell’Astratto di Piccinni, uno dei maggiori operisti dell’epoca:



Quasi un assaggio di Rossini…

Un altro collega noto che subì diverse “intrusioni” mozartiane nelle sue opere è stato Pasquale Anfossi. Il suo Curioso indiscreto si prese ben quattro prestiti da Mozart. Il capolavoro tra queste arie sostitutive è senz’altro il KV 418, l’Aria “Vorrei spiegarvi, oh Dio”:



Potrebbe tranquillamente far parte delle Nozze: molti tratti ricordano “I bei momenti”; c’è pure il rondò finale, annunciato dall’improvvisa accelerazione dell’orchestra.