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lunedì 12 novembre 2012

269 - "Nessun valore musicale considerevole"

Nessuno si sarebbe scandalizzato se ci avessero parlato delle Contraddanze KV 267 (mai sentite?) come un buon pezzo. O forse qualcuno sì, un paio, di nome Wyzewa e Saint-Foix, per i quali non contenevano "nessun valore musicale considerevole". Il secondo poi, vide meraviglie nell'improbabile lento del Concerto KV 268, dichiarato spurio a furor di critica e probabilmente composto da un violinista amico di Mozart che aveva poche speranze nel campo della composizione.


Le quattro Contraddanze del nostro post, scritte più per piacere personale e altrui che per mettere in luce un solista, sono uno dei numerosi lavori scritti da Mozart per il carnevale (salisburghese o viennese, secondo i casi). Le danze, poi, sono l'ordinaria amministrazione nell'agenda d'impegni mozartiana, ma anche in questo caso mostrano una cura non disprezzabile dell'orchestrazione, sempre varia e felicemente realizzata. 

Si troverà particolarmente azzeccato il minestrone timbrico del secondo brano (1:26), dove flauti, fagotti e corni fanno la loro porca figura.

domenica 8 aprile 2012

235 - Le due facce della sofferenza: l'Ave Verum e la Musica funebre massonica

Possiamo mettere in conflitto il Mozart religioso e il Mozart massonico o considerarli due facce della stessa preziosa moneta: tuttavia è difficile trovare, nella produzione del secondo, gli stessi accenti di pietà e sofferenza che abbondano nel primo, dal Requiem alla Grande Messa fino ad altri numerosi esempi delle sue opere di musica sacra.

Per una volta, però, anche nel corpus compositivo ad uso e consumo della Massoneria compare una descrizione in musica del dolore, curiosamente imperniata su un cantus firmus che potrebbe tranquillamente far parte di una Messa:


Nel suo ferrigno do minore, la Musica funebre massonica può descrivere solo la morte e (nelle ultime battute) la sua pace, non la Resurrezione; un confronto con il più tardo Ave Verum Corpus risulta illuminante. Tanto è fissa e dolente la Musica funebre massonica, quanto è priva di queste caratteristiche l'Ave Verum.

In quest'ultima opera non c'è esultanza né accoramento, bensì una contenuta serenità appropriatissima per il testo e per il contesto; echi d'opera lirica si possono intendere sul finire del mottetto, dove passa veleggiando una citazione sicuramente involontaria del Così fan tutte (!):


Il pezzo citato si riconosce agevolmente (da 2:37; è tratto dal concertato "Di scrivermi ogni giorno") e si contrappone per cantabilità alla melodia iniziale, addolcita da un piccolo cromatismo.

lunedì 19 dicembre 2011

185 - Amicizia in musica

Nell'ultimo anno della sua vita Mozart scrive due brani operistici pressoché coevi che inneggiano all'amicizia. Il primo, notissimo, è il Duetto "Bei Männern, welche Liebe Fühlen" intonato da Pamina e Papageno:


Meno celebre, ma di simile intensità, è un altro Duetto, "Deh prendi un dolce amplesso", tratto dalla Clemenza di Tito. Curiosamente è cantato da due voci femminili anche se i personaggi sono maschili (Annio e Sesto). Il pezzo è di chiaro sapore neoclassico ed è uno dei pù brevi mai scritti da Mozart (un minuto circa, scelta che rispecchia quell'economia di tempi e di mezzi caratteristica di quest'opera):


I due numeri sono molto affini nonostante provengano da generi lirici ben lontani fra loro (il Singspiel e l'opera seria). Il trattamento delle voci, intrecciate e trattate con procedimenti imitativi, ritornerà tale e quale nell'ultima Cantata massonica mozartiana, la KV 623 (a 0:37):


lunedì 21 novembre 2011

159 - Mozart massonico: lo strano caso della Cantata KV 429

La bella Cantata massonica "Dir, Seele des Weltalls", KV 429, si compone di due pezzi completi solo per la linea vocale e per il basso, qua e là orchestrati, nonché di un terzo brano interrotto alla 17° battuta, di fatto quando interviene la voce.





Se i primi due brani (un coro maestoso, scintillante e una quieta aria per tenore), agevolmente ricostruiti, funzionano perfettamente anche da soli, il terzo (e quelli che si suppongono essere gli altri numeri mancanti di questa Cantata) sono stati completati da un autore austriaco contemporaneo, Rainer Bischof, nientemeno che nel 1991:


Non ci trovate qualcosa di strano? Di fatto solo la parte abbozzata da Mozart è presente (comprese le 4 misure in cui il tenore ha voce in capitolo), ma Bischof è intervenuto "dodecafonicamente" anche in quelle prime 17 battute, inserendo altri strumenti che suonano in barba alla tonalità d'impianto, e poi ha continuato a modo suo, sempre alla moderna. Un intervento che trovo sgradevole, ma che permette se non altro di ascoltare quel poco che Mozart aveva effettivamente messo in partitura.

Non contento, Bischof ha aggiunto anche un Recitativo (che stavolta è tutto suo):


Il Coro iniziale chiude poi la Cantata, senza ulteriori interventi da parte di questo curioso revisore.


domenica 2 gennaio 2011

51 - Massoneria in musica

Non è nuovo ai più il fatto che Mozart abbia scritto alcune musiche per la massoneria, in particolare lieder, cantate, il Flauto Magico e, altro capolavoro di lusso, la Musica funebre. Anche molti dei suoi colleghi erano massoni (compreso suo padre) e avevano composto opere di carattere simile, con abbondanza di strumenti a fiato in primo piano, segnali tripli e tonalità bemollizzate.

Prima di ascoltarli, però, è il caso di soffermarsi su un’oppera poco in vista, ma di solenne e fiera bellezza: la Cantata massonica KV 619 potrebbe intendersi come un Liederkreis in miniatura, con repentini cambi di tempo e un trascolorare costante dall’aria al recitativo e viceversa. Il pezzo finale (da 6:06) è l’Inno alla Gioia di Mozart, un motivo elementare e magnetico che si fissa immediatamente nella memoria:





Benché i suoi contatti con la massoneria siano meno evidenti di quelli che Mozart coltivò lungo tutta una vita, anche Beethoven ne manifesta l’influsso in quello che è cronologicamente il suo primo capolavoro nel capolavoro, l’aria “Da stiegen die Menschen ans Licht” dalla Cantata per la morte di Giuseppe II:



Ed ecco infine lo splendore degli strumenti a fiato in questa composizione di Salieri:

(Salieri – Armonia per un tempio della notte)