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domenica 8 luglio 2012

242 - Il resto di un capolavoro

Abbiamo parlato in un altro post dell'ouverture dello Schauspieldirektor e analizzato la volta scorsa i suoi concertati. Tocca ora passare agli altri due gioiellini di questo singspiel, ovvero le due arie con cui le cantanti si presentano al pubblico prima di battibeccare.

Comincia Madame Herz (Madame Cuori) con un'aria triste, ma sempre nella tradizione del singspiel. Potrebbe essere comodamente un brano del Ratto dal Serraglio per la voce di Caterina Cavalieri e il personaggio di Konstanze (on questa versione l'aria è cantata in italiano):




Tocca poi a Madame Silberklang (letteralmente Madame Argentina). Delizioso il suo brano:



Chi ci rimise quella sera fu il povero Salieri, che resse il confronto solo fino all'ouverture e al primo concertato nel duello con Mozart. L'opera presentata dall'italiano, Prima la musica poi le parole, riuscì solo a satireggiare e a mettere impietosamente in ridicolo il librettista Da Ponte, non certo a superare il singspiel mozartiano.


sabato 10 dicembre 2011

178 - Arie a confronto

Nel 1778 Mozart viene preso in ostaggio da una sua amica cantante (Dorothea Wendling) e obbligato a scrivere un'aria per lei. La scelta cade su un brano celebre della Didone Abbandonata metastasiana, libretto preso d'assalto dai compositori, anche da alcuni molto illustri (tra questi Albinoni, Jommelli, Piccinni e Mercadante, tanto per dare un'idea dell'arco temporale in cui questo dramma venne considerato dagli operisti).

Ascoltando la versione di Piccinni a confronto con quella di Mozart, si possono valutare agevolmente le differenze, non tanto di stile quanto di efficacia.


L'aria di Piccinni non manca di grazia, ma è priva di quella naturalezza realistica che invece Mozart, nonostante le convenzioni dell'epoca, riesce a conferire sia al recitativo che all'aria, nel complesso (e non a caso) più brevi rispetto al collega:



Lo stesso Schubert musicò la scena e Salieri, suo insegnante, vi apportò delle correzioni:

lunedì 3 gennaio 2011

53 - Nemici, rivali e avversari

Tra i più accaniti rivali di Mozart troviamo il compositore ceko Leopold Kozeluch, esecrato anche da Beethoven, la cui musica era ritenuta dai viennesi “più rassicurante” di quella mozartiana, che pur non tendendo certo allo sperimentalismo né alle sorprese poteva ben dirsi più complessa di quella dei contemporanei. Questo Kozeluch, invitato alle incoronazioni, amato dal pubblico e inviso ai grandi, si distinse in particolare nella composizione pianistica, con molte sonate in minore che con molta cautela possono definirsi preromantiche.





Tralasciando Salieri, che andrebbe più considerato un collega puro e semplice i cui contatti con Mozart conobbero i consueti alti e bassi, un altro rivale che ebbe fortuna nell’immediato per poi scivolare in un rapido oblio fu Vicente Martín y Soler, noto più che altro per aver mandato all’aria, col suo Una cosa rara, il successo delle Nozze di Figaro.




Per tutta risposta, come suggerisce il titolo del video, Mozart citò questo brano nel II finale del Don Giovanni e, confrontandolo a stretto giro di danza col suo Non più andrai, di fatto polverizza i doni melodici del compositore spagnolo.

domenica 2 gennaio 2011

51 - Massoneria in musica

Non è nuovo ai più il fatto che Mozart abbia scritto alcune musiche per la massoneria, in particolare lieder, cantate, il Flauto Magico e, altro capolavoro di lusso, la Musica funebre. Anche molti dei suoi colleghi erano massoni (compreso suo padre) e avevano composto opere di carattere simile, con abbondanza di strumenti a fiato in primo piano, segnali tripli e tonalità bemollizzate.

Prima di ascoltarli, però, è il caso di soffermarsi su un’oppera poco in vista, ma di solenne e fiera bellezza: la Cantata massonica KV 619 potrebbe intendersi come un Liederkreis in miniatura, con repentini cambi di tempo e un trascolorare costante dall’aria al recitativo e viceversa. Il pezzo finale (da 6:06) è l’Inno alla Gioia di Mozart, un motivo elementare e magnetico che si fissa immediatamente nella memoria:





Benché i suoi contatti con la massoneria siano meno evidenti di quelli che Mozart coltivò lungo tutta una vita, anche Beethoven ne manifesta l’influsso in quello che è cronologicamente il suo primo capolavoro nel capolavoro, l’aria “Da stiegen die Menschen ans Licht” dalla Cantata per la morte di Giuseppe II:



Ed ecco infine lo splendore degli strumenti a fiato in questa composizione di Salieri:

(Salieri – Armonia per un tempio della notte)

giovedì 30 dicembre 2010

49 - Noi

Noi, che ancora oggi non possiamo amiamo la musica e non possiamo farne a meno.

Noi, che abbiamo conosciuto la musica classica attraverso Mozart e Beethoven.


Noi, che abbiamo cominciato con la 5° Sinfonia e ora stiamo rovistando a fondo la musica di intere epoche. 
Noi, che l’Andante del Concerto KV 467 era troppo bello per non piacere.


Noi, che ogni tanto ci riguardavamo Amadeus.

Noi, che Salieri non era poi tanto male:
(da 0:42 in poi)


Noi, che a scuola ci prendevano in giro perché amavamo la musica classica:



Noi, che il ‘900 non lo capivamo:



Noi, che non conoscevamo ancora i minori del ‘700.
Noi, che più ascoltavamo gli altri e più ci rendevamo conto di quanto fosse grande Mozart.
Noi, che la filodiffusione trasmetteva spesso la musica che ci piaceva, ma altre volte ci chiedevamo “Che diavolo è questa roba contemporanea?”

Noi, che tutte le musiche per tastiera erano eseguite al pianoforte, fossero state pure di Bach.
Noi, che davanti agli scaffali pieni di dischi ci brilla(va)no gli occhi.
Noi, che quando al sabato ci aspettava a casa un cofanetto della Complete Mozart Edition c’era magia nell’aria.

 
Noi, che abbiamo cominciato la collezione coi CD della De Agostini.
Noi, che Beethoven era un gigante nella solitudine e reagì alla sordità come reagisce un uomo.

Noi, che volevamo tornare indietro nel tempo per vedere la prima del Flauto Magico e commissionare un’opera a Mozart.

martedì 28 dicembre 2010

47 - Ouverture da non dimenticare

Dal campo della Sonata torniamo all’Opera per riprendere due brani orchestrali davvero splendidi. Separate da diversi anni, ma affini per brio, intensità ed entusiasmo compositivo, le due ouverture che ascoltiamo oggi ci mostrano il Mozart imperioso:

Il Sogno di Scipione – Quest’ouverture fomerà una sinfonia completa con l’aggiunta del Presto KV 163. A noi interessa, però, soprattutto il primo tempo, in un risplendente re maggiore. Ancora una volta un puro e semplice luogo comune musicale (l’accordo di tonica) diventa, grazie a un trillo e a un moto orchestrale veramente trascinante, la scintilla di una geniale ispirazione.




Der Schauspieldirektor (L’Impresario teatrale) – Antipasto delle Nozze, quest’operina composta dall’ouverture e quattro numeri andò a scontrarsi davanti all’Imperatore con un pezzo satirico di Salieri, Prima la musica poi le parole, in cui Da Ponte non ci faceva una bella figura.

Qualche giornale lodò Mozart a scapito del collega italiano, ma certo l’impegno non mancò da nessuna delle due parti. Stupisce, per esempio, la fierezza e la complessità dello sviluppo nell’ouverture mozartiana, ma anche l’opera di Salieri non esordisce affatto male: