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lunedì 12 novembre 2012

269 - "Nessun valore musicale considerevole"

Nessuno si sarebbe scandalizzato se ci avessero parlato delle Contraddanze KV 267 (mai sentite?) come un buon pezzo. O forse qualcuno sì, un paio, di nome Wyzewa e Saint-Foix, per i quali non contenevano "nessun valore musicale considerevole". Il secondo poi, vide meraviglie nell'improbabile lento del Concerto KV 268, dichiarato spurio a furor di critica e probabilmente composto da un violinista amico di Mozart che aveva poche speranze nel campo della composizione.


Le quattro Contraddanze del nostro post, scritte più per piacere personale e altrui che per mettere in luce un solista, sono uno dei numerosi lavori scritti da Mozart per il carnevale (salisburghese o viennese, secondo i casi). Le danze, poi, sono l'ordinaria amministrazione nell'agenda d'impegni mozartiana, ma anche in questo caso mostrano una cura non disprezzabile dell'orchestrazione, sempre varia e felicemente realizzata. 

Si troverà particolarmente azzeccato il minestrone timbrico del secondo brano (1:26), dove flauti, fagotti e corni fanno la loro porca figura.

sabato 7 luglio 2012

239 - Sonata per strumenti trascurati

Forse non è neppure sua, anche se la Neue Mozart Ausgabe l'ha conservata nel novero delle opere autentiche e la Philips Complete Edition l'ha regolarmente incisa, ma la Sonata per fagotto e violoncello KV 292 sembra quasi un omaggio a due strumenti - in particolare il violoncello - che Mozart ha pressoché ignorato nella sua produzione, privilegiando, oltre al pianoforte e al violino, strumenti a fiato come il clarinetto, il corno o, pur con i noti disgusti, il flauto.


Niente più di un garbato movimento in forma sonata il primo, che ricalca vagamente il tema del Concerto per fagotto KV 191, altra opera giovanile dalle pretese non eccessive, grazie a una melodia d'apertura che passeggia lungo i gradi dell'accordo di tonica. 

L'Andante centrale (5:43) è tematicamente meglio rilevato, pur rimanendo ancorato a un fraseggio generico. Nel Rondò conclusivo (9:42) i due strumenti si rimbalzano un altro temino appena appena scherzoso; né sono irresistibili le poche strofe che seguono. 

Si sarebbe tentati, considerando il debole slancio melodico di queste ideuzze, di assegnare l'opera ad altro autore, ed effettivamente più di qualcuno ci ha pensato, ma ultimamente gli studiosi hanno puntato l'attenzione più sull'ipotesi che questa composizione altro non sia che quel che ci rimane di un concerto smarrito: la parte solistica e quella dei violoncelli. Anche una trascrizione per orchestra sarebbe in ogni caso troppo poco per valorizzare un pezzo così modesto.

mercoledì 11 aprile 2012

236 - Di Mozart oppure no? (9)

Sul finire del 2006 è stato attribuito a Mozart un Concerto per due lire organizzate, opera che avrebbe visto la luce a Napoli nel 1770 qualora l'avesse effettivamente composta il nostro autore. Non se n'è più saputo molto, né a quanto sembra sono ancora disponibili incisioni su CD di questo concerto. In compenso se ne trova qualche estratto nel video seguente:


Il direttore è il maestro Enzo Amato; come si noterà, le due lire sono qui sostituite da due chitarre (i solisti sono Nello Alessi e Piero Viti). Confrontando gli spezzoni offerti, si notano alcuni melismi mozartiani, per es. a 1:30, ma il fraseggio suona lontano da quello che siamo abituati ad apprezzare in Mozart o, prendendo a modello un altro grande autore, l'Haydn godibilissimo dei concerti per lira organizzata. Tutto suona più languido se non più debole.

Nel complesso, il movimento più convincente sarebbe il Finale se la conclusione non indugiasse eccessivamente sulla nota conclusiva, fatto in genere assente nella produzione mozartiana.

Un buon termine di paragone può essere per l'appunto uno dei concerti haydniani per questo strumento:

domenica 22 gennaio 2012

219 - Primi concerti

I primi concerti mozartiani per tastiera sono di fatto elaborazioni di sonate d'altri autori, alle quali Mozart ha aggiunto una parte orchestrale. In tutto sono quattro concerti la cui struttura è ancora rudimentale rispetto a quelli che verranno e, specie nei primi tempi, ancorati a una forma sonata base, dove è difficile trovare più di due temi in tutto.

Ciò non toglie che da queste opere saltino fuori numerosi tempi graziosi e dall'atmosfera seducente. Nel primo concerto (KV 37), per esempio, i movimenti estremi di una sonata di Raupach incorniciano un Andante forse direttamente mozartiano. A 0:25 abbiamo una curiosa, vaga anticipazione del tema dell'Ouverture delle Nozze di Figaro (!):


La fonte dell'Andante non è stata rintracciata e, come detto, potrebbe essere invenzione di Mozart. È musica che segue in pieno la moda del tempo, con un melodizzare semplice e schietto, sulla falsariga del primo tempo.

giovedì 30 dicembre 2010

49 - Noi

Noi, che ancora oggi non possiamo amiamo la musica e non possiamo farne a meno.

Noi, che abbiamo conosciuto la musica classica attraverso Mozart e Beethoven.


Noi, che abbiamo cominciato con la 5° Sinfonia e ora stiamo rovistando a fondo la musica di intere epoche. 
Noi, che l’Andante del Concerto KV 467 era troppo bello per non piacere.


Noi, che ogni tanto ci riguardavamo Amadeus.

Noi, che Salieri non era poi tanto male:
(da 0:42 in poi)


Noi, che a scuola ci prendevano in giro perché amavamo la musica classica:



Noi, che il ‘900 non lo capivamo:



Noi, che non conoscevamo ancora i minori del ‘700.
Noi, che più ascoltavamo gli altri e più ci rendevamo conto di quanto fosse grande Mozart.
Noi, che la filodiffusione trasmetteva spesso la musica che ci piaceva, ma altre volte ci chiedevamo “Che diavolo è questa roba contemporanea?”

Noi, che tutte le musiche per tastiera erano eseguite al pianoforte, fossero state pure di Bach.
Noi, che davanti agli scaffali pieni di dischi ci brilla(va)no gli occhi.
Noi, che quando al sabato ci aspettava a casa un cofanetto della Complete Mozart Edition c’era magia nell’aria.

 
Noi, che abbiamo cominciato la collezione coi CD della De Agostini.
Noi, che Beethoven era un gigante nella solitudine e reagì alla sordità come reagisce un uomo.

Noi, che volevamo tornare indietro nel tempo per vedere la prima del Flauto Magico e commissionare un’opera a Mozart.

mercoledì 29 dicembre 2010

48 - Un Mozart serissimo

Senza andare a spulciare nel tragico si possono trovare delle composizioni mozartiane che, pur improntate a una serena allegrezza di fondo, contengono un brano fosco o terribilmente serio che contrasta visibilmente col resto. Un paio di esempi li vedremo oggi con due numeri di catalogo di natura totalmente differente (una Serenata nel primo caso, un Concerto per piano nel secondo), e con scopi altrettanto distanti.

La Serenata Posthorn KV 320 in re, composizione sontuosa con un briciolo di “nostalgia futura” (Mozart brama di vivere a Vienna, con tutte le sue forze), parte con un movimento di gioia sfrenata introdotto da un Adagio (manco a dirlo) maestoso. Nel quarto tempo, però, dopo che la festa è andata avanti senza intoppi, irrompe un tenebroso Andantino in re minore di dolorosa eloquenza:



Pur turbando non poco l’auditorio, questo movimento è seguito da brani di carattere opposto che riporteranno il sereno.

Ancor più riuscito e affascinante è il Concerto per pianoforte KV 453 in sol maggiore, opera oltretutto originale perché, anziché presentarsi all’ascoltatore con gli abituali accordi di tonica, comincia con un tema cantabile e si snoda placidamente, tenendosi cautamente lontano dai trionfalismi, ma è soprattutto nell’Andante (unico per quel continuo cangiarsi di atmosfere) che Mozart esce del tutto fuori dal suo tempo.

Nessuno riuscirà a tenergli dietro in quest’avventura al di fuori dai sentieri battuti, neppure i compositori che verranno dopo di lui:




Segue lo stesso tempo in versione pianistica:




Favolosa l’orchestrazione con le sue finissime tinte timbriche, gli scambi delle frasi musicali tra i fiati, l’improvviso schiudersi delle melodie malinconiche o speranzose.