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giovedì 27 ottobre 2011

136 - Un altro Notturno, ma Chopin non c'entra

Una delle più strane composizioni di Mozart (benché poco nota) è un pezzo per quattro orchestre in 3 movimenti (forse incompiuto, considerata la sua vena serenatistica o da Divertimento) chiamato Notturno. Le quattro orchestre chiamate in causa per l'occasione suonano a turno la stessa frase musicale riprendendone via via una porzione sempre minore, con un effetto di eco un po' straniante:


Indubbiamente non si tratta di nulla di nuovo, dal momento che di echi in musica sono piene le biblioteche, ma questa è forse l'unica volta in cui Mozart ha prestato il fianco a un gioco di questo genere. L'orchestra multipla rientrerà però in gioco nientemeno che nel Don Giovanni: stavolta saranno tre gruppi di "suonatori" a cimentarsi in un compito ben più arduo, ovvero eseguire tre danze di ritmo e melodia diversi nello stesso momento.

Anche Papà Haydn ha scritto una composizione in eco, un Divertimento intitolato "Il maestro e lo scolare" per pianoforte a 4 mani:




martedì 13 settembre 2011

101 - Notturno con piano

Il Terzetto per soprano, tenore e basso, per il quale era originariamente previsto l'accompagnamento di flauto, due clarinetti, due fagotti, due corni e contrabbasso (rimasto allo stato di abbozzo), prende spunto da una melodia del cantante Michael Kelly, che l'aveva scritta per due soprani e pianoforte, e ricorda molto i notturni mozartiani:   


Da Kelly stesso sappiamo che Mozart scrisse anche delle belle variazioni su questo tema, che purtroppo non si sono conservate o non sono state segnate sulla carta. Il pezzo è semplicissimo, con il grazioso spunto di ripetere la parola "grazie" alla fine della frase musicale non più come locuzione, bensì come interiezione.

Purtroppo la canzonetta del Metastasio "La libertà a Nice" da cui è tratto il testo è stata musicata solo fino alla prima strofa e la composizione, lunga appena 26 battute, si può considerare non più di un bel frammento, tuttavia meritevole di attenzione. 



lunedì 29 agosto 2011

87 - Da un notturno alla "cosa più bella che abbia mai scritto"

Dal tema di un'opera poco nota può saltar fuori la melodia che incorona un capolavoro. Così da un paio di canoni Beethoven prese gli spunti per l'Allegretto dell'8° Sinfonia o il finale di uno dei suoi ultimi quartetti.

Mozart non fa eccezione, e in uno degli incantati e aforistici notturni da eseguire e cantare con gli amici coglie l'inizio, quasi letterale, del secondo movimento della "cosa più bella che abbia mai scritto", ovvero il Quintetto KV 452 per pianoforte e strumenti a fiato.

Si ascolti il Notturno KV 437 (che comincia a 4:33), "Mi lagnerò tacendo", una delle sue più affascinanti invenzioni melodiche tra le mura domestiche e poi lo si confronti con il Larghetto seguente.