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domenica 8 luglio 2012

242 - Il resto di un capolavoro

Abbiamo parlato in un altro post dell'ouverture dello Schauspieldirektor e analizzato la volta scorsa i suoi concertati. Tocca ora passare agli altri due gioiellini di questo singspiel, ovvero le due arie con cui le cantanti si presentano al pubblico prima di battibeccare.

Comincia Madame Herz (Madame Cuori) con un'aria triste, ma sempre nella tradizione del singspiel. Potrebbe essere comodamente un brano del Ratto dal Serraglio per la voce di Caterina Cavalieri e il personaggio di Konstanze (on questa versione l'aria è cantata in italiano):




Tocca poi a Madame Silberklang (letteralmente Madame Argentina). Delizioso il suo brano:



Chi ci rimise quella sera fu il povero Salieri, che resse il confronto solo fino all'ouverture e al primo concertato nel duello con Mozart. L'opera presentata dall'italiano, Prima la musica poi le parole, riuscì solo a satireggiare e a mettere impietosamente in ridicolo il librettista Da Ponte, non certo a superare il singspiel mozartiano.


martedì 28 dicembre 2010

47 - Ouverture da non dimenticare

Dal campo della Sonata torniamo all’Opera per riprendere due brani orchestrali davvero splendidi. Separate da diversi anni, ma affini per brio, intensità ed entusiasmo compositivo, le due ouverture che ascoltiamo oggi ci mostrano il Mozart imperioso:

Il Sogno di Scipione – Quest’ouverture fomerà una sinfonia completa con l’aggiunta del Presto KV 163. A noi interessa, però, soprattutto il primo tempo, in un risplendente re maggiore. Ancora una volta un puro e semplice luogo comune musicale (l’accordo di tonica) diventa, grazie a un trillo e a un moto orchestrale veramente trascinante, la scintilla di una geniale ispirazione.




Der Schauspieldirektor (L’Impresario teatrale) – Antipasto delle Nozze, quest’operina composta dall’ouverture e quattro numeri andò a scontrarsi davanti all’Imperatore con un pezzo satirico di Salieri, Prima la musica poi le parole, in cui Da Ponte non ci faceva una bella figura.

Qualche giornale lodò Mozart a scapito del collega italiano, ma certo l’impegno non mancò da nessuna delle due parti. Stupisce, per esempio, la fierezza e la complessità dello sviluppo nell’ouverture mozartiana, ma anche l’opera di Salieri non esordisce affatto male: