martedì 28 dicembre 2010

47 - Ouverture da non dimenticare

Dal campo della Sonata torniamo all’Opera per riprendere due brani orchestrali davvero splendidi. Separate da diversi anni, ma affini per brio, intensità ed entusiasmo compositivo, le due ouverture che ascoltiamo oggi ci mostrano il Mozart imperioso:

Il Sogno di Scipione – Quest’ouverture fomerà una sinfonia completa con l’aggiunta del Presto KV 163. A noi interessa, però, soprattutto il primo tempo, in un risplendente re maggiore. Ancora una volta un puro e semplice luogo comune musicale (l’accordo di tonica) diventa, grazie a un trillo e a un moto orchestrale veramente trascinante, la scintilla di una geniale ispirazione.




Der Schauspieldirektor (L’Impresario teatrale) – Antipasto delle Nozze, quest’operina composta dall’ouverture e quattro numeri andò a scontrarsi davanti all’Imperatore con un pezzo satirico di Salieri, Prima la musica poi le parole, in cui Da Ponte non ci faceva una bella figura.

Qualche giornale lodò Mozart a scapito del collega italiano, ma certo l’impegno non mancò da nessuna delle due parti. Stupisce, per esempio, la fierezza e la complessità dello sviluppo nell’ouverture mozartiana, ma anche l’opera di Salieri non esordisce affatto male:



2 commenti:

  1. Salieri era (giustamente) uno dei più apprezzati e celebrati compositori nella Vienna dell'epoca; a noi sembra assurdo che Mozart non vi fosse tenuto in gran conto, ma tant'è.
    La sinfonia di Salieri ricorda la classica sinfonia d'opera "all'italiana", non troppo impegnativa e con una struttura semplice, mentre quella mozartiana ha una visione più propriamente "sinfonica" e matura (oltre allo sviluppo, si noti la ripresa variata nella tonalità, armonia e orchestrazione). Sicuramente Mozart volle anche dare una veste sonora importante a questo lavoro che di musica ne ha poca, mentre "Prima la musica, poi le parole" è un vero e proprio divertimento teatrale.

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  2. E' vero che la musica del Schauspieldirektor è un ulteriore esempio dell'entusiasmo mozartiano per l'opera, anche quando è ridotta all'osso e palesemente senza pretese.

    Quel che si era già visto nell'Oca del Cairo, insomma, si rivede qui, per fortuna senza il rimpianto per un'incompiuta; Salieri pare invece essersi impegnato soprattutto all'inizio, perché il "Prima la musica, poi le parole" si fa notare soprattutto per il suo lato parodistico, meno per quello musicale.

    Kraus

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