lunedì 6 dicembre 2010

27 - L’amato bene diventa poesia

L’altra aria sostituitiva per Idomeneo non è, a differenza della precedente, un pezzo qualsiasi della collezione mozartiana: è intanto uno dei pochi testi ad essere stato musicato due volte dal compositore, malgrado il librettista fosse il mediocre Varesco, ed è l'unico caso di composizione per voce, piano e orchestra del nostro scrigno, bis della già splendida aria “L’amerò, sarò costante”.

Il KV 490, vale a dire il Recitativo e aria “Non più, tutto ascoltai” (prima “Ch’io mi scordi di te?”)… “Non temer, amato bene”, andò in un primo tempo a rimpiazzare quell’Allegro da concerto che è l’aria di Arbace “Se il tuo duol, se il mio desio”.

Per l’esecuzione a Palazzo Auersperg Mozart modificò “trasformò la parte di soprano (castrato) di Idamante in un ruolo di tenore” (Erik Smith), ma stranamente il KV 490 è scritto per soprano.
Accogliamo comunque con gioia l’anomalia, perché la voce femminile qui ci sta magnificamente. Sia il recitativo che l’aria fan la gioia del mozartista appassionato:



Se ci avete fatto bene attenzione, il recitativo viene cantato dalla stessa persona nonostante consista in realtà in un dialogo fra Ilia e Idamante.
Certo men riuscita del KV 490 è la sua replica per canto, piano e orchestra (KV 505), dove la linea melodica subisce alcuni cambiamenti che non si posson però prendere per migliorie. Scritta per Nancy Storace, è la puntuale dichiarazione in musica del Don Giovanni compositore. Prima entra l’orchestra, poi il soprano, infine il pianoforte, all’inizio dell’aria:

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