sabato 25 dicembre 2010

43 - La prima ouverture a forma di aforisma

Dice giustamente il critico Dent che nell’Ouverture del Così Fan Tutte “i vigorosi accordi sincopati [0:55] possono essere presi per le proteste di cavalleria dei due giovani”. Ma qui sembra che tutto l’Allegro, dopo l’Adagio introduttivo (un Adagio che vale in due sensi: quello di brano musicale in tempo lento e quello di sentenza, pur sempre in musica!) che rappresenta in pieno il personaggio di Don Alfonso, filosofo imperturbabile, rappresenti a sua volta le chiacchiere inutili e gli scatti d’ira degli scettici creduloni, prima che l’aforisma venga riaffermato proprio alla fine [3:52], ribadito dall’orchestra (tutti gli altri): “Co-sì fan tuu-ut-te!” Se si ascolta bene lo strumento dominante nelle prime battute è l’oboe, cui è assegnato lo stesso tema su cui vien cantata la sentenza del vegliardo, “Così fan tutte”:




L’aria di Don Alfonso e il coro che i personaggi gli fanno loro malgrado ce lo confermano (ascolta [0:41] e [0:52]).



Quest’opera, apologia delle (fredde) passioni, è costellata di proverbi e massime (“È la fede delle femmine / come l’araba fenice”, direttamente dal Metastasio, anche se l’originale diceva “È la fede degli amanti” ecc.). Lo stesso coro finale è un’altra sentenza in musica (da 2:09 in poi):

2 commenti: