lunedì 6 dicembre 2010

26 - Arie di ricambio

Dal duetto del Flauto Magico (vedi http://dailymozart.blogspot.com/2010/12/23-il-duetto-ritrovato-duet-discovered.html), probabilmente rinnegato da Mozart, passiamo ad altre arie che non fanno parte a pieno titolo delle opere mozartiane, dall’Idomeneo fino al Così Fan Tutte.

Alcuni di questi pezzi sono splendidi (come l’aria per basso “Rivolgete a lui lo sguardo” KV 584, che probabilmente e meritevolmente viene eseguita spesso al posto della men bella “Non siate ritrosi”) e solo per eccessiva lunghezza hanno trovato posto solo in panchina. Le prime tra queste “riserve” riguardano l’Idomeneo e sono parecchie, come ben sa chi conosce la gestazione complicatissima di questo capolavoro, che Mozart, dopo numerosi ripensamenti, quasi privò del III atto dopo averci lavorato come un disperato.

Senza stare a discutere quei brani che ufficialmente rientrano nel “piano dell’opera”, pur essendo spesso tagliati durante l’esecuzione (solo un esempio illustre: l’aria “Torna la pace al core”), mi occuperò di quei due che hanno ricevuto anche il numero di catalogo dal Köchel e sono noti grazie alla Complete Mozart Edition della Philips.

Il KV 489, ossia il duetto “Spiegarti non poss’io”, esclusa dall’opera a favore dell’omologo “S’io non moro a questi accenti” (che inizialmente sostituiva), è oggi quasi dimenticata. In realtà l’incipit dei due numeri è identico:




“Spiegarti non poss’io” è tuttavia più lineare di “S’io non moro a questi accenti”; contiene anche meno modulazioni, mantenendosi su un tono più melodico e preoccupandosi assai poco del rapporto fra musica e testo. Ne esce un pezzo tutt’altro che malvagio, per quanto il duetto che lo sostituisce suoni un po’ più ispirato e coerente nell’ambito dell’opera.

4 commenti:

  1. Il duetto originale "s'io non moro" cadde comunque sotto la pesante scure dei tagli che vennero effettuati nei giorni immediatamente precedenti la "prima". Fino alla fine degli anni '80 era piuttosto comune ritrovare nelle registrazioni la presenza di questo duetto, e la versione "facile" di "fuor del mar".
    Il problema dell'esecuzione di questo duetto alternativo sta nel fatto che è stilisticamente molto differente dal resto dell'opera (sono passati 6 anni!), e lo stesso vale per la nuova aria "Non temer, amato bene"

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  2. Non ricordavo il taglio del duetto che, se togliamo la prima dichiarazione, all'inizio dell'opera, del principe innamorato, è l'unico momento di privacy per Ilia e Idamante, poi subito beccati da Elettra e Idomeneo.

    Con "Non temer, amato bene", melodicamente stupenda fin dal recitativo, abbiamo uno dei vertici mozartiani, purtroppo sfavoriti dal fatto di non appartenere a pieno titolo a un'opera, un po' com'è avvenuto all'altra splendida scena "Io ti lascio, e quest'addio".

    Mozart doveva apprezzare particolarmente questo brano con violino obbligato, se poi l'ha trasformato in un concerto per pianoforte, voce e orchestra poco tempo dopo.

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  3. Beh sì, il terzo atto alla "prima" venne praticamente sventrato. Via il duetto, via l'aria di Idamante (ma dallo spartito per la rappresentazione risulta che fu poi ripristinata), via l'aria di Arbace, di Elettra e di Idomeneo, sempre più limato il discorso della Voce, eliminati alcuni numeri del balletto...una strage!! è pur vero che senza tagli, il solo terzo atto dura più di un'ora e quaranta. Troppo per il pubblico dell'epoca, che non era abituato ad atti "wagneriani" con un costante alto livello di attenzione

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  4. Sì, forse Mozart esagerò. Alla fine si sarebbe potuto salvare l'entusiasmante sfogo di Elettra, che fa contrasto efficacissimo con l'atmosfera finalmente rasserenata instauratasi dopo l'intervento della Voce.

    Certo è anche che il debole e prolisso libretto di Varesco non aiutava a tenere alto l'interesse, e Mozart dovette intervenire quasi dovunque per sfrondare versi e scene, guidato per nostra fortuna dal suo istinto teatrale.

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