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domenica 18 novembre 2012

275 - Concertati: il percorso mozartiano (22)

Nel secondo atto il Don Giovanni scende un po' di tono, almeno fino al grande banchetto finale. Il duetto tra il protagonista e Leporello è il punto più basso dell'opera, se non altro sotto l'aspetto melodico. In compenso l'ammirazione dei critici si appunta sul terzetto successivo "Ah taci, ingiusto core", dove Don Giovanni dimostra una volta di più di fare veramente schifo.

sabato 10 novembre 2012

267 - Concertati: il percorso mozartiano (21)

L'arrivo delle maschere è accolto in modo cerimonioso da Leporello e in maniera trionfale da Don Giovanni, che intona un inno alla libertà, ben presto seguito dagli altri. Dopodiché (1:28) riprende il minuetto sentito già in precedenza, ma la novità è che, dopo un'enunciazione della danza, ne cominciano altre due (2:36), in tempi e su melodie diverse, per accompagnare la borghesia (valzer) e i contadini (contraddanza):


Ovviamente le tre danze risuonano contemporaneamente, interrotte solo quando Don Giovanni tenta di prendere da parte Zerlina per violentarla. Quest'ultima si ribella (3:24) e si gettano via le maschere per tentare un assalto finale al seduttore. 

Come già era avvenuto nelle Nozze (finale II atto) - anche se qui il procedimento si ripete in modo tutto sommato meno efficace - si contrappongono due gruppi di personaggi, i buoni (Don Ottavio, Donna Anna, Zerlina, Donna Elvira, Masetto) e i cattivi (Don Giovanni e Leporello), anche se il padrone e il servo cantano la stessa melodia su testi diversi. L'atto si conclude con l'ennesima fuga del protagonista, nonostante sia minacciato da Don Ottavio con tanto di pistola in offerta speciale.


domenica 21 ottobre 2012

259 - Concertati: il percorso mozartiano (20)

Dopo il quartetto "Non ti fidar, o misera", il concertato successivo è l'intero Finale del I atto, sviluppato a partire dallo pseudo-duetto Zerlina-Masetto ("Presto presto, pria ch'ei venga"), quasi subito ampliato in terzetto con l'arrivo del coro e poi di Don Giovanni. Una musica tenera e sensuale (2:21) accompagna lo scambio di battute tra Zerlina e quest'ultimo. L'idillio viene incrinato, come sottolineano i passaggi in minore, dalla sorpresa che coglie il protagonista quando si trova davanti Masetto.

Poi, dopo un nuovo intervento del coro di servi, la scena si sposta su Don Ottavio, Donna Elvira e Donna Anna (4:30):


Tutti e tre mascherati, cercheranno di fare una seconda sorpresa (un po' più pericolosa della prima) a Don Giovanni. Questa sezione è divisa in tre fasi: la prima agitata, la seconda danzante (si sente il minuetto suonato dall'orchestrina del protagonista, che interviene con Leporello per invitare le tre maschere), la terza (6:33) molto lirica col celebre terzettino "Protegga il giusto cielo" sorretto dai soli fiati.

Tutti gli episodi del I finale sono nettamente definiti e separati l'un dall'altro, specialmente sotto il profilo melodico, quasi si trattasse di duetti e di concertati staccati anziché di una sequenza fluida e continua di avvenimenti.  

Dopo la pausa riflessiva dei tre personaggi in incognito, si parte in campo lungo con la festa sotto i riflettori e quella che potremmo chiamare una tarantella di benvenuto (8:28). Ora tutti sono in scena, compresi i suonatori che, di lì a poco, eseguiranno tre danze, di melodia e di ritmo diversi nello stesso momento.

domenica 22 luglio 2012

251 - Concertati: il percorso mozartiano (19)

Col Quartetto "Non ti fidar, o misera" abbiamo in scena l'ennesima dimostrazione di come sia possibile fondere caratteri e situazioni in un concertato, riutilizzando uno stesso tema e affidandolo a più personaggi i quali lo cantano, lo storcono, lo abbreviano, lo ampliano o lo stravolgono a seconda del contesto.

Come nota argutamente il Dent, esperto del teatro mozartiano, la piccola melodia puntata che chiude la prima frase di Donna Elvira ("Te vuol tradire ancor") viene prima nobilitata dagli interventi dei flauti e degli archi che accompagnano la risposta di Donna Anna e di Don Ottavio, poi quasi ridicolizzata perché quel ritmo puntato s'impone, con effetto grottesco, quando Don Giovanni vuol far credere che Donna Anna è fuori come un autobus (0:52 - 1:16).


La vera puntata in avanti sotto l'aspetto della caratterizzazione, però, è il modo con cui viene intonata la frase "Certo moto d'ignoto tormento ecc.": fintamente compassionevole Don Giovanni; incerti e turbati Donna Anna e Don Ottavio che cantano all'unisono; partita per la tangente Donna Elvira, che spara con noncuranza un tarantolato saliscendi di semicrome (anche qui è il Dent a sottolineare la bella differenziazione delle linee melodiche, quasi Mozart si fosse divertito a far davvero passare per pazza Donna Elvira). 

Nonostante i reiterati tentativi di convincere Donna Anna e Don Ottavio, la situazione non si evolve e il quartetto si conclude, insistente, proprio sul temino puntato che s'era udito all'inizio. Ci vorrà ancora un recitativo prima che l'autore del delitto venga finalmente scoperto.

domenica 8 luglio 2012

241 - Concertati: il percorso mozartiano (15)

A margine delle Nozze, anzi un poco prima, Mozart compone e manda in scena un piccolo singspiel intitolato Der Schauspieldirektor (L'impresario teatrale), uno dei suoi capolavori nonostante la sua scarsa diffusione tra i melomani. A cominciare dalla scoppiettante ouverture, proseguendo con le due arie che seguono, tutto ha il carattere di un'anticipazione del fulgore melodico e dell'atmosfera delle Nozze.

Questa folle giornata in miniatura condensata in circa mezzora si conclude con un vivace Terzetto e con un vaudeville conclusivo, per l'appunto due concertati, in cui Mozart diverte e si diverte:


Il Terzetto comincia nel momento in cui scoppia un litigio tra le due cantanti candidate al ruolo di prima donna. Invano il tenore Frank tenta di riportarle alla calma: agitatissime, le rivali si lanciano in una sfida d'acuti, poi (2:38) - in una sorta di secondo round - dettano il tempo all'orchestra per far bella mostra dei loro virtuosismi. 

Un altro intervento del tenore funge da oasi melodica, che poco più avanti viene sovrastata nuovamente dalle proteste delle cantanti.

Più breve, ma altrettanto pirotecnico, è il vaudeville conclusivo, intonato stavolta all'insegna della concordia e della pacificazione generale. Non si tratta però del consueto finale sbrigativo: il brano è anzi particolarmente composito e ricco di parti riservate ai solisti, benché su un tono più tranquillo rispetto al concertato precedente.




lunedì 30 gennaio 2012

226 - Concertati: il percorso mozartiano (14)

Nel finale del III atto Mozart rinuncia a un concertato, facendo assegnamento più su gagliardi interventi orchestrali (un fandango e una marcia) che sulle parti vocali (che si esauriscono in un recitativo e in un coro conclusivo).  


A far da contraltare al gigantesco finale del II atto sarà dunque (simmetricamente) quello del IV, altra perla della sua produzione operistica. Su uno sfondo di sotterfugi e travestimenti, dunque all'insegna della più stiracchiata tradizione, si parte dalle punzecchiature di Cherubino, personaggio in fin dei conti secondario se non fosse per la musica che Mozart scrive per la sua parte, e si arriva al perdono generale a beneficio di tutti i personaggi:


L'ultimissima scena (4:15) vede tutti i personaggi riuniti e finalmente in allegra, quasi frenetica concordia.


mercoledì 25 gennaio 2012

222 - Concertati: il percorso mozartiano (13)

Il terzo atto presenta uno dei più alti esempi di concertato mozartiano: il sestetto Riconosci in questo amplesso bissa la fase conclusiva del Finale II, con due gruppi di personaggi contrapposti e una varietà di melodie e caratteri che è semplicemente sbalorditiva.

Figaro scopre che Marcellina, aspirante sua sposa, è in realtà sua madre, e che Don Bartolo è suo padre. Fin qui ci sarebbe poco di speciale, visto che svolte come queste eran quasi la norma nelle trame dell'epoca, ma entusiasmante è il modo in cui Mozart ci raffigura musicalmente questo improvviso cambio di ruoli, appreso giusto pochi secondi prima nel recitativo precedente.


Sullo sfondo orchestrale autonomo si stagliano le voci di Marcellina, di Figaro e poi di Bartolo, ormai riconciliati dopo un processo che pareva aver mandato in fumo il matrimonio dell'ex barbiere con Susanna. Sconcertati, il Conte e il giudice Don Curzio si spartiscono brevi frasi di disappunto.

Questa prima sezione del concertato si conclude,  quando Susanna fa il suo ingresso (0:50) tutta contenta perché ha trovato i soldi per pagare il debito di Figaro e impedire a Marcellina di sposarlo. Il quintetto diventa un sestetto e Susanna diventa di marmo quando vede il fidanzato abbracciato alla nemica di sempre, già sbeffeggiata nel I atto. Si noti che i temi ascoltati prima non scompaiono in questa seconda sezione, ma vengono talvolta ripetuti e talvolta variati secondo le circostanze.

Inviperita, Susanna dirotta la musica su toni frementi di sdegno e molla uno schiaffo a Figaro, che cerca invano di calmarla. Toccherà a Marcellina spiegarle come si è svolta la faccenda. Susanna, incredula, chiede rassicurazioni, che le vengono date (2:41) in un crescendo di domande e risposte (e di conferme) che frastornano di gioia la ragazza.

Così si chiude anche la seconda sezione del concertato (3:29), invero estremamente composita e a sua volta divisibile in più parti, e comincia la contrapposizione finale, con temi celestiali per gli sposi e i genitori ritrovati e accenti fieri e mugugnanti per il Conte e Don Curzio. Il tutto mirabilmente senza soluzioni di continuità, nella più gloriosa fusione di mezzi orchestrali e vocali.

venerdì 20 gennaio 2012

217 - Concertati: il percorso mozartiano (12)

Da quattro personaggi si passa ora a cinque: Antonio protesta veementemente perché Cherubino, che in precedenza era saltato giù dalla finestra per sfuggire alla collera del Conte, gli ha rovinato i garofani del giardino finendoci sopra:


Ci vuole il bello e il buono per allontanare Antonio, e Figaro non fa in tempo a superare indenne l'interrogatorio cui lo sottopone il Conte che si vede piombare in scena Bartolo, Marcellina e Don Basilio. È la provvisoria sconfitta dei "buoni", ma anche l'apoteosi del concertato: Mozart riesce a incastrare due melodie completamente diverse  su testi di senso opposto trasformandole in una sola, sulla quale i personaggi esultano e si disperano in contemporanea a seconda della situazione di ciascuno.

In nessun'altra opera Mozart riuscirà a fare altrettanto così bene. 

lunedì 16 gennaio 2012

213 - Concertati: il percorso mozartiano (11)

Dopo il notevole Terzetto (Susanna, il Conte, Don Basilio) del I atto, le Nozze ci offrono sul finire del II l'apoteosi del concertato: il Finale in cui, partendo da due personaggi in scena (la Contessa e il Conte), si giunge ad averne complessivamene otto al termine della scena:


Si comincia con l'accesa discussione tra il geloso Conte e la Contessa, accusata di nascondere il giovane Cherubino in un camerino. In realtà al posto suo c'è Susanna, ma la Contessa non lo sa e cerca ogni scusa per non fare uscire il presunto amante. Quando invece di questi si scopre che nel camerino c'è Susanna (3:05), la sorpresa quasi sconvolge il Conte e lascia attonita la Contessa. 

Il duetto diventa così un terzetto e in seguito si amplierà ancora, esattamente come anticipa lo stesso Mozart in Amadeus descrivendo questa fantastica scena.



Lo sviluppo successivo è l'entrata di Figaro, che sollecita la celebrazione delle nozze con Susanna, ma il Conte raffrena subito la sua euforia:


La bellissima frase finale è intonata via via da tutti e quattro, che pure stanno provando  sentimenti e desideri diversi (e nel caso del Conte, addirittura opposti). Le variazioni cui il tema è sottoposto, a seconda di chi lo canta, valgono a caratterizzare ogni singolo personaggio e le sue intenzioni.


mercoledì 4 gennaio 2012

201 - Concertati: il percorso mozartiano (10)

Ed eccoci alle Nozze di Figaro, vetta operistica mozartiana per i concertati. Quando cominciò a comporla, Mozart fece le prove generali con un quartetto e un terzetto (KV 479 e KV 480) che, pur scritti per un'altra opera, gli permisero di mettere a punto i tratti principali dei suoi personaggi femminili delineando la figura già completa di Mandina.

Nelle Nozze Mozart fonde emozioni e caratteri nella stessa musica: il flusso delle idee melodiche, perfettamente logico e coerente, viene ripartito fra i ruoli: nell'esempio che segue (Terzetto "Cosa sento") a Basilio vengono affidate le frasi viscide sfuggenti, al Conte quelle imperiose (che tuttavia vanno spesso - e non a caso - a confondersi con quelle di Basilio), a Susanna gli incisi che sottolineano la sua rivolta contro le ipocrisie e i soprusi dei suoi due antagonisti:


Talvolta gli incisi cantati "a due" (come il "Poverino!" intonato da Susanna e Basilio all'unisono) non sono dettati dalle stesse intenzioni: Susanna è infatti sincera quando fa quell'osservazione, Basilio mira solo a mettere nei guai Cherubino che, presente in scena, non canta. Questa caratteristica tornerà anche nel Finale del II atto.

sabato 3 dicembre 2011

171 - Concertati: il percorso mozartiano (9)

Dopo i due sfortunati tentativi di scrivere la sua prima grande opera buffa, Mozart deve accontentarsi di scrivere diverse scene suddivise in recitativo e arie, spesso per opere di altri autori. Pochi i concertati (ma molte le musiche strumentali) che lo separano dalla stesura dell'operina Der Schauspieldirektor e dalle Nozze di Figaro: tra questi, quasi a titolo di mera curiosità ascoltiamo il terzetto che segue, "Dal gran regno delle Amazzoni" KV 434, oltretutto incompiuto e frammentario alla stregua dell'Oca del Cairo e dello Sposo deluso:


Migliore, nel complesso, l'altro terzetto composto in questo periodo, "Das Bandel", che a differenza di questo è di tipo domestico, non avendo per destinazione la scena teatrale (http://www.youtube.com/watch?v=M0Gz8JU6t0k).

mercoledì 30 novembre 2011

168 - Concertati: il percorso mozartiano (8)

Dopo l'Oca del Cairo Mozart ritenta senza indugio la via dell'opera buffa cominciando a musicare il libretto di un autore ignoto. E ci mette tutto l'entusiasmo che ci si può aspettare da un compositore giovane che anela a scrivere un capolavoro teatrale. Dopo un'ouverture degna delle sue migliori, Mozart ne riutilizza i temi per introdurre (senza soluzione di continuità) un quartetto che non sfigura davanti ai capolavori già ascoltati nell'Idomeneo e nel Ratto:


Questa vena rimarchevole si mantiene nel complesso anche nelle Arie seguenti ("Nacqui all'aria trionfale", "Dove mai trovar quel ciglio?") e in un Terzetto che, disgraziatamente, resterà l'ultimo pezzo scritto da Mozart per quest'opera, che poi abbandona in vista - pare - di progeti più sostanziosi. Bisognerà aspettare le Nozze di Figaro (ben tre anni di tempo) per ritrovare il compositore alle prese con un'opera, nonostante i grandi lavori che han già visto la luce e i preziosi brani staccati che scriverà nel frattempo.

lunedì 28 novembre 2011

166 - Concertati: il percorso mozartiano (7)

Nello spazio non piccolo che intercorre tra il Ratto e le Nozze di Figaro, Mozart compone due frammenti d'opera: l'Oca del Cairo (KV 422) e lo Sposo deluso (KV 430), variamente giudicati dalla critica. In entrambi i casi, fortunatamente, Mozart ha almeno "fatto in tempo" a comporre dei concertati prima di abbandonare la stesura.

Se il livello generale non è lo stesso delle due opere maggiori menzionate, gli esiti raggiunti sono ad ogni modo degni di nota. Nell'Oca del Cairo spicca il Finale del I atto, uno dei più lunghi mai composti da Mozart:


Molte e pregevoli le sezioni di questo brano chilometrico (ne sono state individuate otto, secondo Erik Smith), che anticipa in più punti i Finali delle Nozze, oltre a possedere un ritmo serrato e alcune felici idee melodiche (per quanto la caratterizzazione dei personaggi sia ancora scarsa).

sabato 12 novembre 2011

150 - Concertati: il percorso mozartiano (6)

Altro capolavoro nel capolavoro è il quartetto (Belmonte, Konstanze, Pedrillo e Blondchen) del Ratto dal Serraglio, in cui viene rappresentato un piccolo dramma in 10 minuti circa. Diviso in tre parti e grosso modo assimilabile a un concerto in tre movimenti anche per la velocità dei tempi (mosso - lento - mosso), ci mostra le due coppie dell'opera finalmente riunite. Dopo un momento di euforia, Belmonte e Pedrillo manifestano i loro dubbi sulla fedeltà delle loro belle.




Puntualmente premiati con uno schiaffo, i due si pentono e la riconciliazione è suggellata da un'accelerazione orchestrale che spazza i tentennamenti e riporta la pace.

In realtà la struttura del pezzo è molto più complessa. Intanto Mozart non si accontenta più di far esprimere a ciascun personaggio una propria emozione, ma lo fa dialogare in musica con gli altri. Gli episodi che compongono il quartetto sono inoltre più numerosi, come lo sono gli spunti melodici impiegati.


Nonostante la durata della scena, di fatto l'azione non ha pause, dando l'impressione di un film. Su scala ridotta avviene quasi lo stesso nel Duetto tra Blondchen e Osmino, dove nella fase centrale, tuttavia, il corso della vicenda quasi si ferma (1:05) per sottolineare le considerazioni di costume dei due personaggi:


giovedì 16 dicembre 2010

37 - Prove tecniche di Susanna e Zerlina

Nella produzione operistica mozartiana di riserva non potevano mancare i concertati, sottogenere nel quale il compositore eccelleva (e la cui mancanza probabilmente inficiò la qualità dei suoi lavori teatrali giovanili). I due esempi che fanno spicco sono un Terzetto KV 480 (“Mandina amabile”) e un Quartetto KV 479 (“Dite almeno in che mancai”) entrambi scritti per La villanella rapita di Bianchi.





In questi due brani risalta assai bene il personaggio della “villanella” (Mandina). Siamo a due passi dalle Nozze e si vede (o meglio si sente): in pochi minuti di musica abbiamo una descrizione quasi completa di Susanna e già si sfiora la discreta tenerezza di Zerlina.

mercoledì 8 dicembre 2010

29 - Pausa caffè

Tra un’aria e l’altra si può ben fare un time out con uno spiritoso terzetto domestico, “Das Bandel” (KV 441). Tema d’una semplicità clamorosa, abilmente riutilizzato nel corso della composizione:



Di carattere simile, ma più lirico (!), o meglio più operistico, il Quartetto “Caro mio Druck und Schluck” (KV 571a), dal bislacchissimo testo mezzo in tedesco e mezzo in italiano che scimmiotta i luoghi comuni dei libretti:



(Da 00:16 in poi)