mercoledì 26 ottobre 2011

135 - Il Don Giovanni numero zero

Naturalmente non si può dire che il Convitato di Pietra musicato dal buon Gazzaniga sia il primissimo modello del Don Giovanni, neppure musicale: è già del 1761 la composizione di un balletto gluckiano (Don Juan) che smentirebbe in pieno l'affermazione. Resta però indubbia l'influenza dell'opera quasi coeva sul Don Giovanni di Mozart e specialmente sul libretto, che Da Ponte ricavò ampliando e migliorando i versi di Bertati.


Qui si può ascoltare l'aria del catalogo originaria, che Cazzaniga musicò anche discretamente, ma di modesta qualità letteraria:

Dell’Italia, ed Alemagna ve n’ho scritte cento, e tante.
Della Francia, e della Spagna
ve ne sono non so quante:
fra madame, cittadine
artigiane, contadine,
cameriere, cuoche, e guattere:
perché basta che sian femmine
per doverle amoreggiar.

Vi dirò che uomo è tale,
se attendesse alle promesse,
che il marito universale
un dì avrebbe a diventar.
Vi dirò che egli ama tutte,
che sian belle, o che sian brutte:
delle vecchie solamente
non si sente ad infiammar.      

Quest'altra aria, seppur meno interessante, avrà probabilmente ispirato nell'incipit la celebre "Dalla sua pace":






2 commenti:

  1. Ho assistito a una rappresentazione del "Convitato" a Bergamo. La musica, seppur non eccelsa, è comunque opera di un buon mestierante, e rientra nella media qualità dell'opera di consumo che circolava nei teatri di provincia (ma non solo). Il libretto di Da Ponte, ovviamente con una veste stilistica decisamente più elevata, è nella trama un'evidente e pedissequa copia di Bertati. Da segnalare che il libretto per Gazzaniga è in un solo atto, e nel Don Giovanni ove Da Ponte si discosta dall'ispiratore introduce scene di scarso peso drammatico, che probabilmente senza la veste musicale di Mozart sarebbero tragicamente noiose

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  2. Bentornato :) Gazzaniga è stato un autore di un certo successo, come ci suggerisce Wiki (http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Gazzaniga).D'altronde la sua Aria del catalogo è tutt'altro che disprezzabile e può considerarsi un buon campione della sua musica.

    Quanto al libretto dapontiano, se non ricordo male la scena del cimitero è un'aggiunta di Da Ponte, ma nell'aria catalogo Lorenzo ha superato se stesso: a tal proposito giova leggere quello che un matematico ha scritto sul 1003, numero su cui giustamente insiste la musica di Mozart:

    http://web.math.unifi.it/users/casolo/ML/ML4.html

    Kraus

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