sabato 15 ottobre 2011

131 - Concertati: il percorso mozartiano (2)

Nella sua carriera operistica a due facce (Salisburgo prima, Vienna poi, con la breve e determinante parentesi di Monaco), come si è visto, Mozart passa da un trattamento delle voci neutro - quasi si trattassi di comporre per puri e semplici strumenti - a una possente caratterizzazione delle figure che affollano i suoi capolavori, comprese quelle secondarie.

La differenza è un po' quella che passa tra uno scrittore che nei dialoghi usi verbi, aggettivi ed espressioni uguali per tutti i suoi personaggi e uno che invece differenzi sapientemente il loro linguaggio, pur senza perdere di vista l'unità stilistica del romanzo. Nell'Idomeneo, opera ancora divisa tra la Teoria degli affetti e un nuovo teatro più spontaneo, Mozart infila due esempi (a distanza relativamente breve tra loro) di entrambe le correnti, quasi a voler mostrare il divario che va a creare questo improvviso cambio di rotta.

Stiamo parlando rispettivamente del Terzetto "Pria di partir, oh Dio" e del notissimo Quartetto "Andrò ramingo e solo". Il primo, brano cantato da Idamante, Elettra e Idomeneo, il tema principale intonato dal primo vien ripreso pari pari dalla seconda, senza variazioni di sorta, benché su parole diverse, nonostante i due amanti mancati abbiano indole e ambizioni totalmente diverse.



Né la replica di Idomeneo si discosta più di tanto da questa frase ripetuta, e il seguito del Terzetto si frantuma in brevi frasi musicali pressoché identiche per accompagnare le rotte esclamazioni dei personaggi. Omofonica o quasi la conclusione, se si esclude qualche procedimento imitativo, sugli ultimi tre versi ("Deh cessi il scompiglio / Del ciel la clemenza / Sua man porgerà"): qui a tutti e tre viene assegnata la stessa melodia fino a quando l'orchestra non riprende il comando raffigurandoci la comparsa del mostro marino.

Nel prossimo post dedicato ai concertati mozartiani, ci occuperemo invece del Quartetto "Andrò ramingo e solo", che par tratto da un'altra opera, tanto è differente dal Terzetto appena incontrato.




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