domenica 9 ottobre 2011

126 - Danze e un ricordo di Praga

Il genere per cui Mozart compose di più è, stranamente, uno dei più trascurati dai critici. I suoi cicli di danze superano per numero anche le sinfonie (e se non le superano, ci manca comunque poco) e abbondano soprattutto in quel periodo di oscura risalita del compositore, ovvero il suo ultimo anno di vita.

Accanto ai Concerti KV 595 e 622, alla Clemenza di Tito e al Flauto Magico, queste composizioni-miniatura mostrano un Mozart sempre eccelso, benché costretto negli angusti limiti di musiche di modesto formato, prive di possibilità di espansione lirica o drammatica. Il ciclo che segue (Contraddanze KV 609, ovvero danze di campagna) comincia con un accenno orchestrale dell'aria Non più andrai:


Dopo il ricordo dei bei tempi in cui Mozart era compositore e operista di grande successo (ma il declino era purtroppo alle porte), questa serie di danze continua con un'altra splendida e fugace invenzione melodica:


Nella terza danza entrano anche i tamburi (rarissimi in Mozart), mentre nella quarta fa spicco un tema rapinoso e trascinante:





Si chiude con una danza che nasconde una nota di profonda tristezza (a 0:50), giustamente segnalata dal critico Ghéon, e tornerà identica nella Contraddanza KV 610 sotto il nome "Les filles malicieuses".


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