martedì 4 ottobre 2011

122 - "Uno strumento che proprio odio" (3)

L'Adagio ma non troppo del KV 313 non dovette convincere quel marpione di De Jean, che lo trovò presumibilmente piuttosto difficile per le sue capacità, e Mozart lo sostituì con un Andante molto più semplice, pur con lo stesso carattere e sempre con due temi.


Anche in questo caso il soggetto più nettamente disegnato è il secondo, arcuato e a specchio, prima sussurrato dal flauto e poi ripreso dall'orchestra. Dopo l'enunciazione si passa subito allo sviluppo, che esplora le regioni del modo minore senza immalinconire il quadro.

Tra concerti e quartetti, ad ogni buon conto, il bilancio si rivelò tutt'altro che positivo perché De Jean, fieramente deluso, pagò solo metà del prezzo convenuto. Né gli si possono dare tutti i torti, se si pensa al secondo Concerto ricalcato su quello per oboe e alla maggior parte dei quartetti. Eppure un capolavoro Mozart lo scrisse anche in questo genere:


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