sabato 21 luglio 2012

250 - Romanticismo in anticipo

Il Quartetto per pianoforte e archi KV 478, con gli appassionati unisoni e il veemente Sturm und Drang del I tempo (dopo il quale l'opera si alleggerisce alquanto), nasce in un periodo che solo il Concerto in re minore, benché in mezzo a una nidiata di capolavori, poteva far presagire. 

Eseguire quest'opera al pianoforte o al fortepiano fa poca differenza, anzi: l'uso di strumenti filologicamente testati, per certi versi, rende il primo movimento ancor più inquietante rispetto a una normale interpretazione col pianoforte moderno:


Abbiamo i consueti due temi, ma entrambi spinti da un affanno che è raro persino nei quartetti dedicati a Haydn, all'epoca freschi di composizione. Oltretutto il brano è molto più lungo della media, superando i dieci minuti. Forse accortosi dell'anomalia, Mozart non accorcerà i tempi seguenti, ma rinuncerà al minore nel Finale. 

Il secondo movimento è più tenero ma comunque serio e lirico quanto il primo: 




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