lunedì 12 dicembre 2011

180 - In cauda l'ameno

Il Quintetto in re KV 593 è opera particolarmente complessa: il primo tempo è aperto da un adagio introduttivo che si rifà probabilmente a Haydn; né l'Allegro che segue semplifica i toni, considerata la lunghezza dei temi e l'intreccio delle voci che fanno di quest'opera un lavoro poco frequentato e ancor meno conosciuto dal pubblico.



L'Adagio e il Minuetto seguenti confermano quest'aura di serietà. Nell'ultimo movimento, però, Mozart abbandona questa strada e scatena un tema popolaresco, una specie di parodia di quelle quinte cromatiche discendenti che di norma rappresentano il dolore in musica. Pur non rinunciando al contrappunto (nel II soggetto), la musica prosegue per tutto il Finale con una verve sconosciuta ai tre tempi che l'hanno preceduto: 


Questo lasciarsi andare può richiamare da lontano un altro Quintetto, il KV 516 in sol minore, che però ha sollevato perplessità d'altro tipo per via della tragicità che lo pervade e che invece non tocca questa composizione.

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