venerdì 23 settembre 2011

111 - Un nuovo genere (3): la Sonata KV 302

Anche la Sonata KV 302 è, come la precedente, in due movimenti: ma ben più ambizioso è il carattere, già nobilmente annunciato dall'incipit sinfonico (un accordo di mi bemolle discendente ed eroico). Le frasi sono ampie, cariche di forza affermativa e in grado di generarsi l'una dall'altra senza stacchi di sorta.

Dopo quest'esposizione possentemente energica, lo sviluppo comincia con un tema del tutto nuovo, quasi con preoccupazione. Non per niente questa zona dell'opera è attraversata da più di un'ombra, ma stavolta senza che nell'ascoltatore sorga l'impressione di un contrasto messo lì solo per abitudine, come abbiamo visto in altri casi apparentemente analoghi.


La violenza ritmica e positiva del I tempo si quieta nel movimento successivo, una serie di variazioni su un tema che parte fisso, ribattendo una nota e ondeggiando in larga parte per gradi congiunti. Chi ha messo in relazione questa sonata con le colleghe beethoveniane (Carli Ballola e Parenti) ha visto giusto specialmente qui più ancora che riguardo al I movimento: la calma di questa pagina è molto vicina al fraseggio ampio ammirato in molte pagine di Beethoven per i due strumenti.


L'attesa di un'accelerazione viene delusa, mantenendosi il tema sul ritmo di Andante grazioso prescritto all'inizio (salvo qualche sussulto verso la fine dell'opera), quasi Mozart stesse aspettando di scatenarsi in un Finale più mosso; invece tutte le tensioni rientrano e si placano definitivamente nella mansueta coda, in pianissimo, che suona quasi affettuosa.

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