mercoledì 21 settembre 2011

113 - KV 595: Un concerto leopardiano (2)

Il Larghetto, "culmine" dell'opera secondo il Della Croce, è meno impressionante, ma condivide col brano precedente l'atmosfera leopardiana e la semplicità del soggetto iniziale, che in realtà è poco più di un singulto ricamato sulla tonica. A un bel momento il pianoforte intona la stessa frase che aprirà l'Adagio del Concerto per clarinetto, ma con tono perfino svogliato, sbrigativo, senza quella intensità che avvolge il tempo lento del KV 622; l'orchestra ha invece un piglio più aspro fin dalle prime battute (talvolta addirittura irritante) e si alterna ai monologhi del solista con interventi ruvidi, assai più violenti rispetto al primo movimento.


Il tema principale è tema della rassegnazione, poi ripreso nell'ormai stanco Andante per orologio meccanico (KV 616) e ancora più triste quando viene ripreso dall'orchestra. La fanfara che aveva fatto rabbrividire nel I movimento è nei suoi sonori scoppi, la mestizia palpabile ritorna negli scambi dialogici tra pianoforte e fiati.

L'esecuzione con il fortepiano qui presentata è un po' più dolce di quella col pianoforte, e la scelta è giusta non solo filologicamente perché si adegua anche allo stile completamente classico del concerto.

2 commenti:

  1. Bella questa versione con fortepiano. Anzi, scoperto questo canale di youtube, mi sto dedicando all'ascolto di tutti i concerti di Mozart eseguiti con questo strumento.
    Che dire su questo concerto...semplicemente meraviglioso, è da sempre il mio preferito, per questo mozartianissimo sorriso malinconico, ma questa volta così intimo, ritenuto...una delle più belle pagine nella storia dei concerti per pianoforte

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  2. Purtroppo non sono riuscito a rintracciare in rete il recitativo accompagnato di Haydn da cui Mozart avrebbe tratto il tema del Larghetto (l'opera è "La fedeltà premiata", il recitativo comincia con le parole "Bastano i pianti... è tempo di morire")

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