lunedì 5 settembre 2011

93 - Sinfonie in ombra?

Parlando del Mozart di ritorno da Parigi, s’era accennato alle due Sinfonie KV 318 e KV 319. Della prima ci eravamo occupati nell’articolo sulla Zaide, ma anche la KV 319 merita un approfondimento. Intanto dimostra che anche a Salisburgo Mozart poteva scrivere sinfonie d’ampio respiro, e se ne avesse scritte di più in questo e nei successivi periodi avrebbe inanellato molti più capolavori in questo genere che – se si levano gli ultimi, notissimi esempi – è un po’ lasciato in disparte a vantaggio di Haydn e altri compositori coevi.



Tutto il clima, come nella Sinfonia KV 318  o nella Serenata KV 320, è placido o trionfale, senza ombre, così non tradisce la rabbia che Mozart certamente doveva provare nei confronti dell’Arcivescovo e della città natale.

Pressoché sconosciuto, invece, è l’Andante moderato. Il tema scarno, ripiegato su se stesso, dà avvio a un brano che alterna periodi quasi divertiti ad altri più passionali, ma questi ultimi sono in ogni caso prevalenti:






2 commenti:

  1. L'andante è molto interessante. Un movimento nella serena tonalità di mi bemolle, nella tipica forma sonata (ma con ricapitolazione invertita), con un brevissimo sviluppo, e una leggerissima orchestrazione, molto aerea.

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  2. Ci sento delle vaghe anticipazioni della Clemenza (qualcosa del duetto "Ah perdona al primo affetto", ma anche l'atmosfera è quella. almeno nelle frasi iniziali).

    Poi c'è anche un altro passaggio (a 1:30) che torna in un concerto per pianoforte. Eppure il brano è per così dire "autonomo", con una personalità propria nonostante questi autoprestiti.

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