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venerdì 18 novembre 2011

156 - Meraviglie mozartiane

L'Adagio e Rondò KV 617 per armonica a bicchieri, flauto, oboe, viola e violoncello (cui s'era accennato in http://dailymozart.blogspot.com/2011/11/146-uno-strumento-che-proprio-odio-8.html) è uno dei capolavori nascosti dell'ultimo anno mozartiano. Vi è già presente l'atmosfera fiabesca del Flauto Magico, tanto nelle melodie (soprattutto nell'Adagio) quanto nel timbro, un gioiello di dolcezza accorata che fa leva soprattutto sui registri acuti di flauto, oboe e glassharmonica, pur bilanciata dalle sfumature medio-gravi della viola e del violoncello:


Dopo il fermoimmagine incantato dell'Adagio, quando comincia il Rondò sembra quasi che stia per mettersi in moto un meccanismo. L'impressione è confermata dal tema, un bellissimo motivo da carillon, di sorprendente lunghezza e con una curiosa forma a spirale.

I couplet, anch'essi molto estesi e particolareggiati, offrono all'ascoltatore un'inattesa girandola di  modulazioni. Uno dei sottotemi di queste strofe tornerà in una sezione successiva, che si potrebbe considerare uno sviluppo a tutti gli effetti se il brano fosse in forma sonata. C'è anche il tempo per una coda, nella quale il sottotema avrà ancora la parte principale.



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