martedì 22 novembre 2011

160 - Recitativi accompagnati - Lo scavo psicologico mozartiano in diretta

Anche nelle sue opere convenzionali Mozart fa capire chi è: se non ci sono i concertati, da sempre suo potente mezzo di caratterizzazione musicale (come si è visto), un altro tipo di numero operistico può tornare utile per ovviare alla fissità delle arie e delle strutture barocche ancora ben vive nell'opera seria e in molti altri generi minori (per esempio le serenate teatrali): il recitativo accompagnato.

Non si tratta di una via di mezzo vera e propria tra il recitativo secco, puro racconto dell'azione, e l'aria, espressione di uno o più sentimenti del personaggio in scena, bensì una sorta di analisi psicologica di quel che gli passa per la testa e per l'anima. Fin dai suoi primi lavori teatrali il genio mozartiano si rivela in questa particolare modalità compositiva:


Qui Mozart introduce una cavatina nella sua prima opera seria (Mitridate) imprimendo all'orchestra un movimento agitato, e pazienza se il linguaggio è ancora quello barocco, con terzine, volate, trilli minacciosi; la potenza espressiva è già pienamente personale, la mano è quella d'un'operista nato e già cresciuto. Notevole è anche l'aria, che mantiene viva questa tensione fino al termine, dove il recitativo accompagnato sorprendentemente riprende.

Vedremo successivamente altri esempi di recitativi accompagnati giovanili che rivelano nuovamente queste capacità, prima di passare a quelli più noti.

4 commenti:

  1. Interessante questo recitativo, che nella struttura rispecchia la musica coeva (penso all'ultimo Hasse o a Jommelli), e nello schema rigido e sclerotizzato dell'opera seria di vecchio stampo i recitativi accompagnati sono l'unica possibilità di ampliare la gamma espressiva

    RispondiElimina
  2. Tra l'altro lo stacco si avverte proprio bene: Mozart esce subito dai confini non appena gli si offre quest'occasione per dimostrare cosa è in grado di fare.

    C'era anche un bel recitativo accompagnato ("E ben, provami avversa") proprio prima della fine del Sogno di Scipione, opera notoriamente massacrata dai musicologi, ma purtroppo in rete non si trova. E' un altro campione notevole di dramma mozartiano che ci porta nel vivo dell'azione.

    Kraus

    Kraus

    RispondiElimina
  3. Ho smesso da tempo di dar retta ai musicologi ;) io non trovo Il sogno di Scipione così malvagio, pur essendo un lavoro d'occasione

    RispondiElimina
  4. Nemmeno io, l'ho riascoltato un paio di giorni fa e l'ho trovato più che accettabile. Non sarà l'Idomeneo, ma il trattamento dell'orchestra è curato e alcune arie molto ben scritte.

    Kraus

    RispondiElimina